testata
Archivio Editoriali - 11 Dicembre 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

LA COSCIENZA DI ZERO. 1991: ESCE IL SEDICESIMO ALBUM IN STUDIO DI RENATO ZERO

Cari amici, quest’oggi la nostra macchina del tempo torna indietro di “soli” 30 anni e si ferma a dicembre 1991. È appena uscito l’ultimo album di Renato Zero, dal titolo “La coscienza di Zero”. Il titolo deriva dal romanzo di Italo Svevo “La coscienza di Zeno”. Il cantante è reduce dal successo del Festival di Sanremo 1991, dove era si era classificato al secondo posto (dietro a Riccardo Cocciante con “Se stiamo insieme”) con un pezzo scritto per lui dalla cantautrice Mariella Nava, “Spalle al muro”.

Il nuovo album (il sedicesimo in studio del cantante romano) consiste di una raccolta di inediti (doppia in vinile, singola in CD), scritti tra il 1977 e il 1990, alcuni dei quali rielaborati e riarrangiati. “Dovevo rimettere a posto i nastri registrati in tanti anni - dice il cantante in una intervista al Radiocorriere TV dell’epoca - e mentre li riascoltavo mi sono detto: posso anche essere geloso di certi momenti, mi può anche far comodo aver dei segreti, ma in tutti questi anni i miei “sorcini” si saranno pure meritati di dividere con me i miei segreti. Così ho pensato di fare questo album fatto di pezzi che hanno aiutato la gente a crescere, momenti di spettacolo, brani molto conosciuti, ma soltanto dagli “zerofili” che sono venuti ad ascoltarmi. Una nuova occasione per stare più insieme”.

E “Più insieme” è il titolo del singolo estratto dall’album, un pezzo del 1985 che avrebbe dovuto far parte dell’album “Soggetti smarriti”, ma che poi venne scartato. Stessa sorte per molte altre tracce di questo album, come “Civiltà” del 1979, “Nafta” del 1978”, “L’assassino” del 1977, “Regalati una sera” del 1985, “Al mercato dell’usato” del 1979 (poi inciso da Loredana Berté), “Lezione di vita” del 1987, “Due” del 1989, “O Dino o Sauro” del 1987, “Eden” del 1985, “Psicomania” del 1977, “Il toro” del 1985, “Sipario” del 1983, “Tiratura tiritera” del 1981.

Ci sono poi due cover, la prima di un pezzo dei Rokes del 1966, “È la pioggia che va”, reincisa da Zero nel 1986, e “No, mamma no!”, cover del noto pezzo “Mamma” di Beniamino Gigli. Nella raccolta è inoltre inserita “Buon compleanno”, una canzone del 1982, composta da Zero insieme a Roberto Conrado per Claudio Villa, e dedicato alla figlia di quest’ultimo. Venne incisa dal “reuccio” su 45 giri, ed ora viene realizzato un duetto postumo tra Villa e Zero.

Completano la raccolta “Al cinema”, brano inedito del 1983, mai pubblicato prima dell’inserimento in questo album, e “L’aquilone Piero”, un pezzo del 1990 eseguito solo piano e voce dedicato al cantautore livornese Piero Ciampi, che era scomparso a soli 45 anni nel 1980. Fu presentato in una serata dedicata a Ciampi al Teatro Argentina di Roma.

Renato Zero è ancora deluso per la chiusura di Zerolandia che doveva essere una città dove tutti i giovani potevano riunirsi per diventare un esercito buono per sé stesso e per gli altri. “Zerolandia non c’è più- dice il cantante – ma oggi si scopre che i giovani per passare una bella serata devono andare a schiantarsi con la macchina contro il muro il sabato sera. Io mi sforzo di avere ancora vent’anni (all’epoca di questa intervista ne ha 41, ndr), ma poi non vorrei averli, nemmeno gratis, perché la società ce li fa pagare troppo cari”.

“Ho passato la mia giovinezza davanti ad un tribunale fantasma che mi chiedeva di giustificarmi per quello che ero. Per i miei 45 chili assolutamente androgeni e ambigui, per quelle paillettes che vedevano schizzare via dalla mia faccia come proiettili”. L’ultima domanda dell’intervista è questa: “Renato Fiacchini è diventato Zero tanti anni fa. Quel numero è poi cresciuto?” Risponde Renato: “È rimasto uno zero anche se un pochino più rotondo, più definito. È un numero che è ancora alla ricerca di un valore, ma forse chiamarsi Zero è come chiamarsi Mille.”

La foto della settimana

1991: Renato Zero nel duetto postumo con Claudio Villa, realizzato per l’album “La coscienza di Zero”. La canzone, dal titolo “Buon Compleanno”, composta da Zero insieme a Roberto Conrado, era stata dedicata dal reuccio alla figlia nel 1982 (foto da Google Immagini)