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Archivio Editoriali - 10 Agosto 2019
a cura di Fiorenzo Pampolini

1969: CAMPIONI DI FERRAGOSTO. I PROTAGONISTI CANORI DELL'ESTATE DI 50 ANNI FA

Cari amici, torniamo anche questa settimana all’estate di 50 anni fa. A metà agosto, mentre i juke-box funzionano a pieno volume, per il mondo della canzone il gioco è fatto: la stagione può perfino considerarsi conclusa. E si mettono a punto i programmi autunnali, come la Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia (dal 18 al 20 settembre) e “Canzonissima” (dal 27 settembre al 6 gennaio). Avremo modo più avanti di occuparci nel dettaglio di questi eventi canori, mentre può essere interessante vedere chi sono “I Campioni di Ferragosto”, ovvero gli autentici mattatori dell’estate 1969, con qualche confronto rispetto all’estate precedente.

Estate 1968-estate 1969: solamente Adriano Celentano, dei dieci cantanti che l’anno prima risultavano come i più venduti sul mercato discografico, ritroviamo oggi nelle classifiche. Il ragazzo della via Gluck, che nell’estate 1968 spadroneggiava con “Azzurro”, sta ripetendo l’exploit con “Storia d’amore”. D’altra parte, non dimentichiamo che il boom del “molleggiato” dura ormai da più di 10 anni e si può dire che non ha mai registrato flessioni.

Di questo artista, i rivali invidiano soprattutto una qualità: l’abilità con cui sa amministrare sé stesso e le sue idee. Potrebbe accettare ogni estate decine di serate a due milioni l’una ed invece riduce al minimo le esibizioni in pubblico per non logorare il fascino che a distanza di un decennio avvolge ancora il suo personaggio.

Nessuna traccia, invece, nella Hit Parade di Ferragosto 1969, di altri campioni 1968 come Jimmy Fontana (“La nostra favola”), Riccardo Del Turco (“Luglio”), Maurizio (“Cinque minuti e poi”), Mino Reitano (“Avevo un cuore”) i quali evidentemente non hanno trovato la canzone giusta. Così come dalle più recenti classifiche sono assenti canzoni e cantanti stranieri.

E’ un fatto abbastanza insolito, ma che può trovare delle precise ragioni: in questo ultimo periodo la produzione americana e inglese non ha fornito idee sfruttabili commercialmente anche in Italia, non c’è in classifica un solo titolo tradotto. Inoltre bisogna tener presente che quella del 1969 è un’estate difficile per gli stessi superbig del mercato discografico americano.

Infatti scorrendo l’ultima graduatoria di Billboard (la rivista specializzata edita a New York) si rileva l’ascesa di nomi nuovi, fatta eccezione per Stevie Wonder (quarto con “My chérie mon amour”), i Rolling Stones (ottavi con “Honky tonk woman”) e i Beatles (decimi con “The ballad of John and Yoko”).

Né più né meno di cosa sta accadendo da noi dove tra i più venduti troviamo adesso Mario Tessuto, che con “Lisa dagli occhi blù” ha già largamente superato le 600mila copie, Mal (“Pensiero d’amore”), Massimo Ranieri (“Rose rosse”) e Rossano, un giovane che si è fatto un nome con un brano lanciato 30 anni prima da Beniamino Gigli, “Ti voglio tanto bene”.

Queste reclute, dopo la prima apparizione in gare diverse (Disco per l’estate, Cantagiro, ecc.), devono gran parte della loro fortuna al fatto di essere entrate nella Hit Parade radiofonica, la sola presenza nella classifica del venerdì provoca il raddoppio delle vendite.

Ma il fatto più clamoroso delle attuali classifiche si chiama Mina che è tornata, come merita, a vendere dischi e ad interessare il pubblico giovane, ripetendo con “Non credere” il successo di “La banda” del 1967. Anche come personaggio da palcoscenico Mina si può ritenere la regina dell’estate, i locali che la ospitano registrano il tutto esaurito.

Il cartellone della Versilia, che rimane l’approdo più ambito dai divi della musica leggera, annuncia due grandi nomi, Miriam Makeba e Mireille Mathieu, le cui esibizioni saranno registrate dalla televisione. La Makeba è reduce da uno strepitoso successo riportato nel tempio della musica leggera, l’Olympia di Parigi. Mireille Mathieu, che approda a Viareggio subito dopo Ferragosto, è reduce a sua volta da una faticosa serie di spettacoli per la televisione americana registrati a Londra.

Inoltre, tra i “Campioni di Ferragosto” troviamo i volti sui quali si accinge a puntare, nella prossima stagione, il cinema italiano. Il mondo della celluloide ha scoperto che il cantante è un prodotto di consumo da valorizzare. Non siamo più sul piano del filmetto commerciale con una trama frettolosamente cucita sul titolo di una canzone di successo, ma all’interprete canoro che mette da parte la musica e diventa attore.

Ecco dunque Adriano Celentano in “Serafino” diretto da Pietro Germi, Massimo Ranieri in “Metello”, per la regia di Mauro Bolognini, Gianni Morandi in “Faccia da schiaffi”, una commedia brillante diretta da Armando Crispino, e Patty Pravo in attesa di leggere il copione che sei autori stanno scrivendo apposta per lei su commissione di Dino De Laurentis.

Ma torniamo alla musica con la Hit Parade radiofonica di Ferragosto 1969:
1. Lisa dagli occhi blù (Mario Tessuto) (CGD)
2. Pensiero d’amore (Mal) (RCA)
3. Rose rosse (Massimo Ranieri) (CGD)
4. Storia d’amore (Adriano Celentano) (Clan)
5. Non credere (Mina) (PDU)
6. Je t’aime… moi non plus… (Jane Birkin) (Phonogram)
7. Pensando a te (Al Bano) (EMI)
8. Soli si muore (Patrick Samson) (Carosello)

Ed anche per oggi è tutto.

Ci ritroviamo la prossima settimana, nel ponte di Ferragosto, quando parleremo ancora di classifiche vacanziere, raccontandovi dei dischi più venduti 60 e 40 anni fa.