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Archivio Editoriali - 10 Aprile 2021
a cura di Fiorenzo Pampolini

ANTEPRIMA DI UN DISCO PER L'ESTATE 1971. DAL 12 APRILE ALLA RADIO LE PASSERELLE DELLE CANZONI PER LE VACANZE

Cari amici, esattamente 50 anni fa, 56 nuove canzoni inedite scalpitano per entrare nella programmazione radiofonica. Sono i nuovi brani in gara a “Un disco per l’estate”, che inizierà le sue passerelle radiofoniche quotidiane a partire dal 12 aprile.

Come succede per le sfilate di moda, le manifestazioni canore hanno una cadenza falsata rispetto ai loro tempi reali. A settembre, quando arriva Canzonissima, sentiamo già odore di Natale, e a febbraio con la neve arriva Sanremo che i meteorologi della musica leggera chiamano la “primavera della canzone”. È dunque naturale che in aprile si parli di quello che probabilmente canteremo da luglio a settembre sulle spiagge o in qualsiasi altro luogo di villeggiatura.

“Un disco per l’estate”, dunque, anno ottavo. Come di consueto questa competizione presenta canzoni nuove di autori italiani e, dopo due mesi di trasmissioni radiofoniche, si conclude a Saint Vincent con uno spettacolo in tre serate che viene trasmesso in diretta radiotelevisiva.

Lo spettacolo gode oggi di una larghissima popolarità in Italia (in media la finale viene seguita da oltre 15 milioni di persone) e comincia ad avere echi anche oltre confine: basterebbe citare come esempio la canzone che vinse l’edizione 1970, “Lady Barbara”, che ha sfondato sul difficile mercato inglese nell’interpretazione del complesso di Peter Noone. Né può essere sottovalutato il peso che si attribuisce a “Un disco per l’estate” sul mercato discografico: si parla di oltre 3 milioni di dischi all’anno per l’intera produzione.

L’edizione 1971 prende rilievo a causa di tre novità: in primo luogo la partecipazione di interpreti popolari appare stavolta più consistente; la scelta dei finalisti, poi, spetterà esclusivamente a venti giurie dislocate in altrettante sedi RAI, e ciò significa che gli ascoltatori non dovranno più inviare le cartoline-voto, né le Case discografiche avranno più la possibilità di forzare il giudizio dei radioascoltatori inviando via posta massicci quantitativi di voti.

La terza novità riguarda l’appoggio che fino all’anno precedente la televisione dava alla fase eliminatoria del torneo. Fra aprile e maggio, cioè, le canzoni concorrenti venivano presentate in quattro spettacoli televisivi; nel ’71 invece le cosiddette passerelle TV sono state abolite.

Prosegue quindi da parte della RAI la politica di ridimensionamento delle gare canore adottata negli ultimi due anni. Dal 1969, le riprese esterne sono passate da 48 a 19 serate di musica leggera registrate fuori dagli studi televisivi. Ed ora, l’ente radiotelevisivo mette a disposizione di “Un disco per l’estate” uno spazio inferiore agli anni scorsi. La stessa radio, che è la madrina vera della manifestazione, ha contratto il numero delle ore di trasmissione che dal 12 aprile al 10 giugno serviranno a far conoscere i motivi in gara. Si passa cioè dalle 14 ore settimanali del 1970 alle 9 della nuova edizione.

Torneremo nelle prossime settimane per presentare dettagliatamente il cast dei 56 cantanti in gara, ci soffermiamo per ora su alcuni nomi. Quelli che richiamano subito l’attenzione sono quelli di Rita Pavone, Orietta Berti, Mino Reitano e Iva Zanicchi, perché mancavano all’ultimo Sanremo. Tre di loro figuravano tra i finalisti dell’ultima Canzonissima, ed è abbastanza facile arguire che personaggi come Iva Zanicchi e Mino Reitano, paghi del successo ottenuto al Teatro delle Vittorie, si siano riservati di tornare alla ribalta proprio in questa occasione.

Reduci da Sanremo, ecco Al Bano e l’Equipe 84, mentre gli altri nomi noti in gara nella manifestazione estiva sono quelli di Jimmy Fontana, Riccardo Del Turco e Renato dei Profeti (vincitori rispettivamente delle edizioni 1967, 1968 e 1970), gli Alunni del Sole, Piero Focaccia, Peppino Gagliardi, Mario Tessuto, Tony Astarita, i Califfi, Tony Cucchiara, Dino, Franco IV e Franco I, Loretta Goggi, Fausto Leali, Michele, Maurizio, Paolo Mengoli, i Nomadi, i New Trolls, Mario Zelinotti. E ci sono anche un cantautore poco avvezzo a partecipare a gare canore, Piero Ciampi, e un attore famoso, Nando Gazzolo, che si cimenta con il mondo della canzone.

Intanto, a circa un mese da Sanremo 1971, sembra che il volume delle vendite dei dischi, pur essendo valutato nel complesso abbastanza sostenuto, risulta inferiore sia alle speranze degli industriali della canzone sia a quello dell’eguale periodo del 1970 e 1969. Sette titoli del Festival figurano nella Hit Parade, ma restano tra i primi dieci anche “My sweet Lord” di George Harrison, “Sing sing Barbara” di Michel Laurent dei Mardi Gras e “Un fiume amaro” di Iva Zanicchi.

Da febbraio a marzo il brano dell’ex chitarrista dei Beatles ha raggiunto una vendita di 180mila copie ed il ritmo settimanale oscilla tuttora tra le 12 e le 15mila copie. Siamo su valori piuttosto ridotti, che confermano lo scarso assorbimento del mercato.

Per quanto riguarda specificamente le prime tre classificate di Sanremo, le cifre sono le seguenti: “Il cuore è uno zingaro”, 380mila copie nella versione di Nicola Di Bari, 280mila nella versione di Nada; “4 marzo 1943” è a quota 330mila cantata da Lucio Dalla e a 110mila cantata dall’Equipe 84; “Che sarà”, 232 mila nella versione di José Feliciano e 170mila in quella dei Ricchi e Poveri. Gli altri titoli in classifica avrebbero toccato finora quote al di sotto delle 150mila copie.

Ed anche per oggi è tutto.
Appuntamento a sabato prossimo.

La foto della settimana

1971: foto di famiglia per Iva Zanicchi, nella sua casa di Milano con il marito Tonino Ansoldi e la figlia Michela. La cantante emiliana è in Hit Parade con la canzone “Un fiume amaro” del poeta e musicista greco Mikis Theodorakis, e si appresta a partecipare all’ottava edizione di Un disco per l’estate con “La riva bianca, la riva nera” (foto da Radiocorriere TV)