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Archivio Editoriali - 10 Aprile 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

LA HIT PARADE DI LUTTAZZI - DAL 1967 LE CANZONI REGINA SU RADIO RAI - 3 PT.

Cari amici, la primavera è ormai arrivata, e noi andiamo con la memoria alle primavere di molti anni fa, quando, insieme con la bella stagione, tornavano anche le classiche gare canore. Per la verità, 40 anni fa, ogni stagione era segnata da una gara canora, per giunta con una cadenza falsata rispetto ai loro tempi reali, un po’ come succede per le sfilate di moda. <

Così, a fine settembre, Canzonissima già lanciava la Lotteria di Capodanno, e a febbraio con la neve arrivava Sanremo che molti chiamavano la primavera della canzone.

Ma il momento di maggiore attività per i discografici era proprio la primavera, quando venivano lanciate le canzoni delle vacanze estive. La prima manifestazione di primavera era “Un disco per l’estate”, che iniziava alla radio intorno alla metà di aprile. Seguivano poi Cantagiro, Festivalbar e Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.

Sfogliando il Radiocorriere TV del 4 aprile 1971, possiamo leggere in anticipo l’elenco delle 54 canzoni in gara a “Un disco per l’estate” (che inizierà il 12 aprile, lunedì di Pasqua), mentre si fa il bilancio dell’andamento delle vendite dei dischi del Festival di Sanremo. A questo proposito, il volume delle vendite, pur essendo valutato nel complesso abbastanza sostenuto, risulta inferiore sia alle speranze degli industriali della canzone, sia a quello dell’eguale periodo del 1970 e del 1969. Sei titoli del Festival sono presenti nelle otto posizioni della Hit Parade, insieme a My sweet Lord di George Harrison che in due mesi ha venduto 180mila copie.

Per quanto riguarda le prime tre posizioni di Sanremo, si conferma prima anche in Hit Parade Il cuore è uno zingaro con 380mila copie vendute nella versione di Nicola Di Bari e 280mila in quella di Nada. Seguono 4 marzo 1943 (terza a Sanremo) con 330mila copie per la versione di Lucio Dalla e 110mila per l’Equipe 84, e Che sarà (seconda a Sanremo) con 232mila copie per Josè Feliciano e 170mila per i Ricchi e Poveri.

Intanto, il 26 e 30 marzo, nel corso di due passerelle televisive, sono state proposte in anteprima le canzoni del Gran Premio Eurovisione che si conclude il 2 aprile a Dublino. I critici sono concordi nel sostenere che difficilmente queste 18 canzoni troveranno spazio nel mercato internazionale. Una ulteriore conferma dello scarso valore artistico e commerciale di una produzione che sin dal 1956, quando la manifestazione nacque, era destinata, nelle intenzioni, ad un consumo comunitario. In 15 anni sono veramente pochi gli esempi di motivi che hanno incontrato le simpatie convergenti dei diversi pubblici europei.

La vittoria va al Principato di Monaco, in gara con la canzone Un banc, un arbre, une rue, una canzone che si impone all’attenzione per il suo ritornello gioioso, molto orecchiabile. A interpretarla è una ragazza bionda, Severine, nata a Parigi nel 1948, sconosciuta in Italia come tutti gli altri interpreti dell’Eurofestival.

L’Italia si classifica al quinto posto con L’amore è un attimo, interpretata da Massimo Ranieri, reduce dalla vittoria di Canzonissima.

Il 12 aprile, l’ottava edizione di “Un disco per l’estate” apre le sue vetrine radiofoniche. I dettagli di questa edizione (e delle altre) della popolare manifestazione radiotelevisiva organizzata dalla RAI in collaborazione con i discografici, li potete trovare nell’apposita sezione del nostro sito. Qui, per la cronaca, riportiamo la scaletta della prima vetrina, in onda alle ore 10.05 sul Secondo Programma, nel corso della quale sono gli stessi cantanti a presentare in 40 secondi la loro canzone. Inizia Michele con Susan dei marinai, seguono Loretta Goggi con Io sto vivendo senza te, Memo Remigi con Lo so che è stato amore, Oscar Prudente con Rose bianche, rose gialle, i colori, le farfalle e Lorenzo Pilat con Settantuno.>

E a proposito di “Un disco per l’estate”, anticipiamo agli amici di 45mania, che l’edizione 1970 della rassegna canora di Saint Vincent, sarà protagonista nelle prossime settimane del sondaggio del nostro sito. Come abbiamo fatto alla fine dell’anno scorso per Canzonissima, confronteremo le classifiche di 40 anni fa con quelle di oggi.

Fiorenzo Pampolini

LE NEW ENTRY DELLA SETTIMANA

Innanzitutto voglio ringraziare tutti coloro che in settimana hanno voluto rappresentarmi la loro vicinanza in occasione del primo anniversario del terremoto che lo scorso anno mi ha purtroppo visto, insieme a tanti altri miei corregionali, in prima linea. Grazie soprattutto a tutti coloro che, anche attraverso Facebook, contribuiscono affinché le luci puntate su quell'evento non si spengano e tutti quei morti trovino finalmente quel po' di giustizia che meritano. E mi piacerebbe che venisse accolto quell'appello lanciato da una persona che ha visto perire sotto le macerie alcuni dei suoi affetti più cari. Questa persona ha semplicemente detto che per far tornare la vita si deve restare uniti, remare in una sola direzione. Bello sarebbe se le forze che sono al Governo, al posto di disegnare una situazione rosea e felice, ammettessero che tutto non è andato per il verso giusto e che quasi nulla è stato fatto per la ricostruzione. D'altro canto quelle di opposizione dovrebbero riconoscere alle forze di Governo il grande impegno profuso nell'emergenza ed il grande sforzo che si è cercato di fare in un momento difficile. Come al solito la verità sta al centro (non inteso, ovviamente, come collocazione politica). Sono stato all'Aquila nei giorni scorsi ed ho visto le "new-town" costruite in pochi mesi dove sono stati alloggiati una parte di coloro che hanno perso la casa. Poi ho visto la "vera" L'Aquila e mi è sembrato che il tempo si fosse fermato alle 3.32 del 6 Aprile 2009. Si pensi che il centro storico dell'Aquila (che era ed è il vero cuore della città), oggi è considerato "zona rossa" nella quale è vietato accedere. Se di sera si transita sull'autostrada che costeggia L'Aquila e si getta uno sguardo sul panorama della città, colpisce come un pugno nello stomaco, una sorta di grande buco nero proprio al centro di essa. Infatti dal 6 Aprile 2009 il centro storico del capoluogo abruzzese, che come detto è off-limits, non è più servito dall'illuminazione pubblica. E' il segno che L'Aquila, nonostante tutto, è ancora una città morta.

M. Di Meglio per 45 Mania - Tutti i diritti riservati P. 2010