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Archivio Editoriali - 1 Febbraio 2020
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVAL DI SANREMO 1960. ARRIVANO GLI URLATORI

Cari amici, a pochi giorni dall’inizio della settantesima edizione del Festival di Sanremo, noi saliamo sulla nostra macchina del tempo per rivivere l’edizione numero 10 della kermesse canora della Riviera dei Fiori, ovvero quella del 1960, che si svolse dal 28 al 30 gennaio.

Presentando la nuova edizione, il Radiocorriere TV di 60 anni fa racconta anche un curioso aneddoto della prima edizione del Festival. Una sera del gennaio 1951, fra tavoli di attempate signore venute in riviera a collezionare pallidi raggi di sole, e camerieri in giacca bianca che circolavano rapidi con i vassoi pieni di aranciata, nacque il Festival di Sanremo.

Sul piccolo palcoscenico, zeppo di garofani rossi, Nilla Pizzi, seguendo con gli occhi la bacchetta del maestro Angelini, cantava con voce calda “Grazie dei fiori”. Quando Nilla, sulla scia dei violini, giunse al finale dell’appassionato motivo di Seracini, si sentì chiaramente il rumore di vetri che s’infrangevano: un cameriere, rapito dalla musica, aveva lasciato cadere una bottiglia di costoso champagne, innaffiando l’abito di voile di una lady di Birmingham. Ecco, quella bottiglia solennizzò il varo della più popolare manifestazione europea di musica leggera.

Ma torniamo al 1960. E’ l’anno dell’esordio sanremese degli urlatori, e la squadra dei 23 cantanti si può così suddividere per correnti: 11 melodici fedeli alla tradizione canzonettistica italiana (Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Fausto Cigliano, Achille Togliani, Gino Latilla, Sergio Bruni, Gloria Christian, Giorgio Consolini, Arturo Testa, Irene D’Areni e Renato Rascel), 7 ritmici, orientati verso uno stile moderno e moderato (Jula De Palma, Wilma De Angelis, Johnny Dorelli, Flo Sandon’s, Miranda Martino, Teddy Reno e Germana Caroli), 5 cantanti di nuovo stile (Betty Curtis, Joe Sentieri, Domenico Modugno, Mina e Tony Dallara).

I motivi del Festival sono eseguiti due volte, in differenti versioni, dall’orchestra della matricola Marcello De Martino e da Cinico Angelini che del festival è il papà. Angelini e la canzone italiana vanno a braccetto da più di vent’anni, e si può dire che la bacchetta del maestro torinese ha dato l’avvio a tutte le grandi voci della musica leggera nazionale, dal Trio Lescano fino a Tonina Torrielli. Nell’organico dell’orchestra Angelini c’è anche un nome destinato ad una grande carriera come solista, ovvero Ninì Rosso alla tromba.

Marcello De Martino, diviso tra le ansie del Festival e i preparativi per le nozze, è un giovane musicista di scuola moderna che curerà la versione ritmica delle canzoni, utilizzando un organico piuttosto insolito, basato esclusivamente sugli strumenti a fiato. L’esperimento, collaudato da Bruno Canfora in Canzonissima, offre la possibilità di dare ad ogni canzone una pennellata di colore particolare, un timbro che, a grandi linee, dovrebbe riecheggiare lo stile delle grandi orchestre americane orientate fra il jazz e la musica popolare.

Venti nuove canzoni sono pronte a ricevere il giudizio del pubblico in uno spettacolo che, come avviene ormai dal 1951, appassiona l’Italia intera. La presentazione delle canzoni, sobria e concisa, è affidata a Paolo Ferrari ed Enza Sampò. L’amore è l’argomento comune a tutti i brani in gara, ritmici o melodici che siano. Le giurie, che cambiano ogni sera, sono composte  da 189 persone estratte fra il pubblico presente in sala e 200 persone, dislocate in 20 città italiane, che giudicano attraverso la televisione. Ed ecco l’elenco delle venti canzoni in gara suddivise tra prima e seconda serata.

PRIMA SERATA: Giovedì 28 Gennaio 1960
Amore, abisso dolce (Achille Togliani e Giorgio Consolini)
Colpevole (Tonina Torrielli e Nilla Pizzi)
Gridare di gioia (Germana Caroli e Arturo Testa)
E’ mezzanotte (Sergio Bruni e Joe Sentieri)
Invoco te (Gino Latilla e Miranda Martino)
Libero (Domenico Modugno e Teddy Reno)
Noi (Tony Dallara e Jula De Palma)
Non sei felice (Mina e Betty Curtis)
Notte mia (Johnny Dorelli e Jula De Palma)
Splende l’arcobaleno (Wilma De Angelis e Gloria Christian)

Si classificano ai primi 5 posti “Libero”, “Noi”, “E’ mezzanotte”, “Colpevole” e “Notte mia” che accedono alla finale del 30 gennaio.

SECONDA SERATA: Venerdì 29 Gennaio 1960
A come amore (Flo Sandon’s e Gloria Christian)
Amore senza sole (Johnny Dorelli e Betty Curtis)
E’ vero (Teddy Reno e Mina)
Il mare (Giorgio Consolini e Sergio Bruni)
Perderti (Tonina Torrielli e Arturo Testa)
Perdoniamoci (Achille Togliani e Nilla Pizzi)
Quando vien la sera (Wilma De Angelis e Joe Sentieri)
Romantica (Renato Rascel e Tony Dallara)
Splende il sole (Fausto Cigliano e Irene D’Areni)
Vento, pioggia e scarpe rotte (Gino Latilla e Miranda Martino)

Si classificano ai primi 5 posti “Romantica”, “Il mare”, “Quando vien la sera”, “Splende il sole”, ed “E’ vero” che accedono alla finale del 30 gennaio.

E a proposito del debutto sanremese di Mina, ecco cosa scrivono i giornali dell’epoca: “Ed ecco Mina, la sediziosa della musica leggera, che le case discografiche considerano un fenomeno. Un anno fa nessun impresario voleva saperne di lei; un critico che l'ascoltò scrisse: «Questa diabolica ragazza non sa proprio cantare, ha una voce sgraziata, scomposta, irritante». Adesso è contesa dagli editori, vale trecentomila lire per spettacolo. Purtroppo le è stato affidato un brano banale: “Non sei felice”, un rock all'italiana come tanti, che, se avrà successo nelle sale da ballo, sarà debitore a Mina e, in minor misura, a Betty Curtis.