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Il Disco per Juke-Box

a cura di Claudio Tosato


Il disco edizione jb è una prerogativa tutta e solo Italiana. Si pensi che neanche negli USA, dove è nato il juke box, hanno mai pensato di fare niente di simile.

Il disco per juke-box fu pensato da due amici che si trovarono a fare il militare assieme.  Uno di Torino, che lavorava in uno dei primi negozi di elettrodomestici con il reparto dischi, ed il figlio di un manager della RCA di Roma.

Eravamo agli albori dei famosi "noleggiatori" che cominciavano a guadagnar qualcosa mettendo in funzione nei bar alcuni dei primi juke box che arrivavano in Italia usati e quasi sempre con i cargo per le basi Nato.

Ma c’era un ostacolo alla diffusione di queste nuove macchine: il costo dei dischi. Infatti la spesa per l’acquisto dei dischi normali era troppo alta ma se ci fosse stata la possibilità di acquistarli ad un prezzo inferiore, si sarebbero potute acquistare in numero maggiori di copie, incentivando anche i guadagni per i gestori dei bar. Questa cosa, al momento campata in aria fu oggetto di discussione, appunto, tra i due commilitoni.

Al termine del sevizio di leva il Torinese venne chiamato a Roma dal padre dell’amico che aveva riconosciuto nell’idea dei due ragazzi un ottimo veicolo promozionale per i dischi in uscita.

All’epoca La RCA era la piu' potente casa discografica italiana, ed era praticamente stata un dono del Governo Americano alla Citta' Del Vaticano per dare un po' di lavoro ai Romani subito dopo la fine della guerra. Dopo alcuni anni il Vaticano cedette a privati le proprie azioni e nacque la RCA ITALIANA, dopo che l’etichetta aveva debuttato nei suoi primi anni di vita come RCA VICTOR. E fu proprio la RCA la prima label italiana a distribuire i primi dischi in edizione per juke box.

All'inizio i dischi edizione juke box della RCA erano dischi normali, del tutto identici alla versione commerciale, completi sinanche della copertina. L’unica differenza stava su di un timbro, posto sulla label, di colore oro o argento (visto che l’etichetta era nera) con la dicitura “Disco Edizione Juke Box – Vietata la vendita”. Si andò avanti così per un paio di anni poi, per abbattere i costi e per scoraggiare i truffatori, scomparvero le copertine ed i dischi per juke box vennero distribuiti nella cover forata con marchio RCA ma sempre utilizzando la label nera.

Ma, anche privo della copertina  il disco per juke box incoraggiava operazioni illecite. Infatti venditori disonesti, dopo aver eliminato con della trielina il timbro che identificava il disco per juke box, lo rendevano a tutti gli effetti “ufficiale” e poteva essere venduto al normale prezzo con un incremento del 100% sul guadagno.

La RCA scoperto l'inghippo, pensò allora di utilizzare per questo tipo di emissioni una label specifica diversa da quella normale, in modo da non poter più essere contraffatta e facilmente identificabile  dall’aquirente. All'inizio venne utilizzato un bel colore giallo limone, abbandonato dopo alcuni mesi per lo storico color cartone rimasto in uso fino al 1997.  Poi negli ultimi anni, dal 1998 al 2003, i dischi RCA per juke box uscirono con la classica label bianca tipo promo radio.

Anche le buste forate con il logo RCA (se ne contano circa 5 tipi)  sparirono presto ed i i dischi per juke box venivano confezionato usando dapprima i surplus delle copertine RCA di dischi invenduti che venivano opportunamente forate al centro per mostrare l’etichetta.  Poi, quando ormai i dischi venivano venduti in poche copie e le case discografiche cercavano di evitare di stampare dischi che poi sarebbero rimasti invenduti, vennero usate buste bianche vergini, fino agli ultimi anni quando venne utilizzata la  carta riciclata che passava da un grigio al bianco sporco. Dagli anni 70 sulla label compare il timbro SIAE. Dal 1998 il timbro venne sostituito con il classico bollino che attualmente è ancora in uso sui libri o sui CD e venne applicato sull'angolo della copertina bianca forata

Tornando alle prime emissioni di questo tipo di disco, e visto che la cosa funzionava, anche le altre case discografiche italiane aderirono alla famosa “Edizione per Juke Box”. Nei primi anni quasi tutte le produzioni rispecchiavano il lato A ed il Lato B della edizione normale, poi per dimezzare il costo Siae si è pensato di mettere nel Lato B un artista (meno famoso od emergente) della stessa casa discografica o di una etichetta affiliata in distribuzione. Ma a volte capitava che veniva fuori il “disco bomba” con i due lati super gettonati.

E’ anche capitato che di un brano esistesse SOLTANTO l’edizione jukebox, cosa questa che ha reso quel disco molto ricercato dai collezionisti.

All’inizio le versioni commerciali dei dischi erano dotate (sul retro copertina) del famoso cartellino o title strip colorato, che doveva essere ritagliato ed inserito nel juke box.  Solo la EMI teneva una base quasi sempre di un bel colore verde intenso, tutte le altre variavano e spesso veniva anche impresso su di esso il numero di catalogo del disco al fine di agevolare l'acquisto del probabile cliente  che dopo aver gettonato il  brano nel juke box voleva comprarselo per suonarselo in casa o sul mobile compatto o nel classico mangiadischi.

Inizialmente per la produzione veniva utilizzata plastica o vinile di bassa qualità, scaturito dalla macinatura dei dischi invenduti. La poca cura era evidenziata anche dai frequenti casi in cui si trovavano pezzi di label sull’incisione. Cosa questa che però, nella maggior parte dei casi, stranamente non comprometteva l’ascolto del disco. Negli anni successivi, come avvenuto per le copertine, mancando i famosi “resi”  si passò ad utilizzare il vinile vergine.

Nei primi tempi il disco per juke box veniva venduto, abusivamente, anche al pubblico. Poi la Guardia di Finanza ha imposto ai negozi che vendevano anche le normali versioni commerciali, di creare un apposito reparto separato, dove venivano fatti entrare solo i gestori degli apparecchi oppure i noleggiatori.

L’acquisto veniva fatto “a scelta”, nel senso che si acquistavano più copie solo dei dischi più in voga, oppure, se il cantante era un nome già famoso, si azzardava l’acquisto anche se la canzone era appena uscita. Del resto, nei primi sei anni di vita del disco per juke box, questo tipo di edizione usciva con un anticipo di circa un mese rispetto alla distribuzione ufficiale. Ciò comportava, ad esempio, che moltissime volte si acquistavano i dischi di Sanremo con dei brani che non sarebbero nemmeno approdati alla serata finale costringendo i gestori ed i noleggiatori ad acquistare i normali dischi commerciali di quegli artisti che, invece, al di la di ogni aspettativa avevano ottenuto un grande successo.

Altre volte, invece, l’edizione per juke box veniva stampata solo dopo l’uscita della versione ufficiale. Ricordo ad esempio il caso de “La canzone del sole” di Lucio Battisti, distribuita in versione juke box solo due mesi dopo l’uscita della distribuzione ufficiale. Per far fronte alle richieste dei gestori che richiedevano il disco, io e mio padre in un giorno acquistammo tutte le copie del disco disponibili nelle provincie di Padova e Treviso e la sera passai personalmente moltissime ore a scrivere a macchina il cartellino da inserire nel juke box.

Tutto questo scontentava i distributori dei vinili per juke-box perchè in un anno rimanevano una montagna di giacenze invendute. Per recuperare qualcosa si doveva far arrivare da Milano una apposita macchina trituratrice e l'operazione doveva essere svolta alla presenza di un rappresentante della Guardia di Finanza e del Dazio. Tutto questo perchè, per contratto, le case discografiche non accettavano alcun reso.

Poi si è passati alla famosa "BUSTA" cioè un sunto di tutto quello che le case producevano separatamente. All’interno di queste buste si potevano trovare dai 5 agli 8 dischi, che crescevano fino a 15-20 dischi per quelle buste che contenevano tutti i brani di una manifestazione (es. Festivalbar, St. Vincent, Azzurro, Sanremo ecc.). Questo obbligava ad acquistare, senza nessuna possibilità di scissione, tutta la serie dei dischi con la presenza, ovviamente, anche di vere schifezze. Le buste erano corredate dei famosi cartellini o stickers che all’inizio erano di vario tipo, poi (sempre per la solita riduzione dei costi) venivano utilizzati i colori  della serie dello stesso mese ma dell’anno precedente con la variazione (ovviamente) della sola data di emissione. 

Negli ultimi anni, con la progressiva scomparsa del 45 giri, le buste venivano acquistate in numero sempre minore ed a prezzi discretamente sostenuti. I juke box tradizionali stavano scomparendo dai bar e per un certo periodo si è tentato di inserire delle macchine che utilizzavano il nuovo CD. Per un paio di anni si è tentata anche la produzione di CD per juke box, ma con scarso successo. Le uniche eccezioni di questa produzione sono un CD di Vasco Rossi ed uno dei Queen che tutt’oggi sono molto ricercati dai collezionisti.

Sempre in questi ultimi anni di produzione, la diffusione del disco per juke box  venne  curata esclusivamente dagli ultimi due grossi distributori rimasti: la JBR di Torino del sig. Gilli e la ODJB di Milano del sig. Garbagnati. In questo periodo il cartellino veniva stampato utilizzando una copiatrice ed una stampante casalinga e non attraverso la classica stamperia. Per questo motivo si può trovare uno stesso disco corredato da cartellini diversi e privo della classica dentellatura a strappo che li ha resi famosi.

Infine, una precisazione: il disco per juke box non è mai stato dato in omaggio. Questi supporti sono sempre stati acquistati con regolare fattura ad un prezzo dimezzato. Ricordo che nel 2003 le ultime buste di otto dischi costavano 22,00 Euro. Per questo motivo non possono essere considerati come le copie promozionali ufficiali. A confermare la particolarità solo italiana del disco per juke box indicata in apertura, si pensi che ho dovuto mandare alla Warner Bros. Musica Latina, negli USA, dei 45 giri della Pausini in quanto ogni qualvolta che venivano messi in vendita su Ebay, ero costretto a toglierli in quanto dai loro controlli non risultavano mai emessi e considerati, quindi, dei Bootleg. Solo dopo che la Warner ha ricevuto alcune copie di questi dischi ha riconosciuto l’ufficialità di queste emissioni ed ora tutti, anche all’estero, possono venderli senza alcun problema.

 

Disco RCA per JB anni '60

Disco RCA per JB anni '70

Disco per JB ARC anni '60

Disco CGD per JB anni '60

Disco CGD per JB anni '60

Disco per JB Ricordi anni '60/'70

Disco per JB Amico anni '60

Disco per JB Rolling Stones anni '80

Disco per JB Warner Bros. anni '80

 

 

Claudio Tosato per 45Mania
Elaborazione grafica 45Mania

 

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