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L'Editoriale della settimana
a cura di Fiorenzo Pampolini

LA HIT PARADE DI 50 ANNI FA ED UN PREMIO EUROPEO PER RITA PAVONE

Cari amici, 50 anni fa, Lelio Luttazzi presentava alla radio venerdì 26 maggio alle ore 13 la “Hit Parade” della settimana, ovvero gli otto 45 giri più venduti negli ultimi sette giorni, con replica il sabato pomeriggio alle ore 16,30.

In ottava posizione c’è Adriano Celentano con “Torno sui miei passi”, mentre al settimo posto c’è l’unica canzone di Sanremo ancora presente tra i primi otto, ed è “L’immensità”, scritta dal grande Don Backy e interpretata da Johnny Dorelli.

Sesto posto per “Sono bugiarda” di Caterina Caselli. Trattasi della cover di “I’m a believer”, scritta da Neil Diamond ed interpretata in origine dal gruppo statunitense dei Monkees. Il testo italiano è di Mogol e Daniele Pace.

Al quinto posto c’è Gianni Morandi con “Un mondo d’amore”, che era stata la sigla del programma di attualità “Giovani” in onda in TV dall’inizio dell’anno. Il testo, scritto da Franco Migliacci, è un tipico inno all’amore e alla fratellanza che caratterizza gli anni ’60. Gli altri autori del brano sono Romitelli e Zambrini.

Atmosfere anni ’30 al quarto posto con la New Vaudeville Band, un gruppo inglese nato appositamente per realizzare “Winchester Cathedral” che scalò le classifiche di vendita in Europa e negli USA.

Al terzo posto c’è “Stasera mi butto” di Rocky Roberts, molto popolare in Italia in quel periodo, anche perché, un anno e mezzo prima, la sua canzone “T bird” era stata scelta da Gianni Boncompagni come sigla del noto programma radiofonico “Bandiera gialla”.

In seconda posizione “A chi”, di Fausto Leali. Il pezzo è la cover di “Hurt”, una canzone statunitense pubblicata per la prima volta nel 1954. Nel 1962, ne era stata fatta una prima cover in italiano con testo di Giancarlo Testoni e il titolo “Ferita”, utilizzata come facciata B di un 45 giri di Milva. Per Leali, fu Mogol a tradurre il testo in italiano. Si racconta che il cantante, ospite del programma televisivo “Settevoci”, fosse intenzionato a proporre “Se qualcuno cercasse di te”, ovvero l’altro lato del 45 giri, ma sembra che il presentatore Pippo Baudo lo abbia convinto a interpretare “A chi”. E da lì iniziò la scalata alla Hit Parade.

In vetta alla classifica c’è “29 settembre”, firmata Mogol e Battisti, e interpretata dall’Equipe 84. All’epoca, Lucio Battisti era apprezzato come autore, ma i funzionari della RAI sostenevano che avesse una voce poco radiofonica, per cui le sue canzoni erano incise da altri. Com’è noto, la storia prese poi per fortuna tutta un’altra piega!

Intanto dall’Europa arriva un premio per Rita Pavone. “Qual è l’artista più rappresentativo nel proprio settore che negli ultimi mesi ha saputo esprimersi con il linguaggio criticamente più apprezzabile e nello stesso tempo più accessibile a tutti gli spettatori dell’Eurovisione?”

Rispondendo a questo quesito, inserito nello Statuto dell’Europremio TV Città di Venezia, autorevoli critici televisivi di giornali a larga diffusione hanno dichiarato vincitori per il 1967 con lusinghiere motivazioni: Rita Pavone (per la categoria “vedette”), la svizzera Mascia Cantoni (presentatrice), la francese Mireille Mathieu (cantante leggera), la spagnola Carmen Sevilla (danzatrice moderna), l’olandese Toon Hermans (attore comico), gli inglesi Diana Rigg (attrice), Margot Fontaine e Rudolf Nureyiev (danzatori classici), infine la tedesca Elizabeth Schwarzkopl (cantante lirica).

Della giuria che ha assegnato i premi hanno fatto parte quaranta esperti e critici televisivi di quindici Paesi europei.

Ed anche per oggi ci fermiamo qui.

Appuntamento a sabato prossimo e buona settimana a tutti!

 

Pieretto