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UN BUCO CON DUE CANZONI INTORNO
Storia del 45 Giri
a cura di Gianluca Barezzi

Capitolo 6 - E' Rock'n'Roll (1)

Un celebre malato patologico italiano di Rock'n'Roll è il lodigiano Riccardo Sanna, in arte Ricky Gianco, che non solo c'è, alla nascita di quest'epopea musicale, ma neppure dorme. Lui, Celentano, Dallara e altri minori (ricordo tra questi il bravissimo Johnny Baldini, di cui troppo poco si sa e meno ancora si dice) sono i primi, a Milano, a scimmiottare i maestri americani Elvis Presley, Little Richard, Chuck Berry nei festival e nelle gare canore del 1957, quando il Rock'n'Roll in America è già mito e psicosi collettiva.

Perché parliamo di Gianco? Perché, oltre a essere uno dei più grandi collezionisti italiani di dischi del genere che ha rivoluzionato pensiero, stile di vita e sessualità dei giovani di tutto il mondo, nel 1991 ha intitolato un suo apprezzatissimo album E' Rock'n'Roll, omaggiando Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Mina e tutti gli urlatori che hanno iniziato con lui l'avventura musicale.

Ma come e quando nasce il Rock'n'Roll?

Qualcuno lo fa risalire alle ballate di Hank Williams, celebre autore e cantante di country-blues al sapor di steak'n'fries (bistecca e patate) dell'Alabama.

Qualcuno ne indica il boogie-woogie del dopoguerra come padre putativo.

Altri addirittura puntano il dito verso il blues degli anni Trenta, verso quei chitarristi leggendari come Big Bill Broonzy da cui l'altrettanto leggenda Elvis avrebbe tratto le profondità del suo sound.

C'è chi invece pretende di individuare nel brano di Jackie Brenston Rocket 88 il prodromo del Rock'n'Roll, solo perché contiene la parola rock.

In realtà il genere nascerebbe, secondo gli ultimi studi, addirittura nel 1947 con un brano del sassofonista Wild Bill Moore (William M. Moore). Il pezzo si intitola “We're Gonna Rock, We're Gonna Roll”. E' un flop terribile: se inizialmente i disc-jockey lo esaltano, la risposta deludente del pubblico li induce ad archiviare il 78 giri entro un paio di settimane. Ma Moore non demorde, crede ciecamente in quella novità e dopo il successo di Huckle-Buck (“Il secchio bucato”, 1949) di Paul Williams, sassofonista in seconda della sua band, torna alla carica con un'altra incisione del suo brano, che viene intitolato più concisamente Rock And Roll. Il sound è accattivante, il ritmo incalzante, l'uso del sax solista rivoluzionario. E pian piano infiamma i consensi dei giovani, che iniziano ad acquisire coscienza della novità di un filone che ha grinta e mordente.

“Gli anni Cinquanta sono il decennio in cui i bambini della Guerra diventano adolescenti”. Michael Ochs apre così la prefazione del capitolo dedicato ai Cinquanta del suo libro 1,000 Record Covers. La frase fissa il momento più importante della storia musicale americana. E' infatti l'adolescenza il periodo in cui si sveglia la curiosità musicale, perché la musica aggrega, fa discutere, fa ballare, integra o emargina da un gruppo. Per i quattordicenni americani l'ingresso nella sessualità coincide con una rivoluzione musicale  fatta di testi ficcanti e allusivi (quando addirittura non espliciti) e mosse coreutiche che ricordano da vicino l'amplesso.

Questa fase è l'origine di quel risveglio delle coscienze giovanili dal torpore degli Anni Quaranta che porterà, verso la metà dei Sixties, al rifiuto dell'ipocrisia della società così come veniva imposta dall'alto.

Mentre i genitori si chiudono dietro la maschera del focolare perbenista, condannando il Rock'n'Roll come una manifestazione del Diavolo in persona, la forza dirompente di una musica che pulsa nelle vene e che fa muovere a tempo anche le gambe dei paralitici esplode violenta a partire dal 1954, l'anno della comparsa sulla Terra di un giovanotto dalle ginocchia nervose che, chitarra in mano, ammicca sornione alla vita e alle ragazzine che si strappano i capelli solo a guardarlo. E' un simbolo, un icona vivente. Se la leggenda ha un immagine fisica, questa è lui.

Il suo nome ognun lo sa: Elvis Presley. Una manciata di singoli (cinque) per la Sun, etichetta di Memphis e, a partire da una celebre apparizione televisiva (1956) che fa deflagrare l'America in un tripudio  di inni alla censura, la storia della chitarra e della batteria cambiano corso.

Naturalmente non è il primo rocker. Johnny Otis, Joe Turner, Fats Domino incidono già qualcosa che assomiglia al Rock'n'Roll a partire dal 1951. Ma è Elvis la bomba, il vulcano, l'asteroide che arriva dallo spazio.

In Italia The King sbarca solo nel 1956, quando il rock era in realtà già arrivato ma solo con dischi di importazione diretta dei pochi fortunati che vi si recavano in vacanza.

La partenza di Elvis è infatti in sordina. Viene pubblicato in un Extended Play del 1956 (Foto 1) il suo primo brano di successo, Heartbreak Hotel, insieme a Joe Reisman, Billy Eckstine e Eartha Kitt.

Proviamo una piccola analisi di questo disco. Il brano di Joe Reisman, autore RCA che dirige un'orchestra da colonne sonore cinematografiche, di Rock'n'Roll non ha quasi nulla se non il titolo e un certo crescendo ritmico verso metà del brano. Una ouverture pretenziosa, per un disco destinato a fare la storia di Presley.

Il riscatto dell'EP arriva con Eartha Kitt, definita dal nostrano Carlo Alberto Rossi, autore di molti brani di Mina, una pazza squilibrata: pazza a tal punto da cercare di farla cadere da un terrazzo piuttosto che farle cantare Che vale per me a Sanremo. L'aneddoto mi è stato raccontato da C.A. Rossi in persona e verrà ripreso in un altro capitolo della nostra storia. Il brano Honolulu Rock And Roll è un gioiellino, con una Kitt non ancora felina e diabolica come diventerà nel giro di qualche anno, ma già grintosa.

Billy Eckstine presenta The Tennessee Rock 'n' Roll, motivetto gradevole e perfettamente centrato rispetto al titolo del disco.

Si noti a questo punto che Heartbreak Hotel è l'unico brano che non cita il marchio di fabbrica “Rock'n'Roll”. Il brano risalta da solo, anche senza artifici editoriali. La leggenda inizia qui, dalla sua voce profonda, calda, sensuale, traboccante di quella personalità che traspariva solo blandamente dai suoi predecessori tradizionali e melodici. L'eccesso è una delle caratteristiche del rock che più defluisce piano piano nella vita delle sue icone, fino a diventarne la componente principale e, in alcuni casi, unica. Ma gli eccessi finiscono sempre in morti violente, tragiche, come quella di James Dean, di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Michael Hutchence, Kurt Cobain e di tutti coloro che percepiscono l'inquietudine del vivere e vi pongono fine lentamente (con la droga) o con un atto risolutivo come il suicidio.

Anche Elvis, negli Anni Settanta, al crepuscolo del suo mito, rimarrà sul bilico storico dell'incidente o del suicidio, con una verità che, comunque sia, farà male a milioni di persone.

Negli anni a seguire lo sviluppo del Rock'n'Roll è legato solo ed esclusivamente all'ascesa del 45 giri. Il binomio rock'n'Roll e 45 giri è perfetto, dato che le canzoni sono sempre molto brevi (in genere poco meno o poco più di 2 minuti, ciò che diventa uno standard per il genere); i 45 giri, come si è detto, sono molto più leggeri e maneggevoli dei 78 e si possono portare alle feste degli amici anche in numero consistente; sono un supporto economico e di circolazione veloce e agile tra i giovani, che iniziano a consumarli come il pane. Provate a trovare copie in condizioni perfette di un disco di Gene Vincent, Fats Domino, Roy Orbison, Little Richard, Everly Brothers, Jerry Lee Lewis, ecc.: è un'impresa eccezionale.

A coronamento di questa cavalcata offro una piccola galleria di incisioni che tentano di dare un'idea degli albori e dello sviluppo del Rock'n'Roll in Italia. Le copertine di Elvis, naturalmente, spiccano per originalità, invenzione creativa ed estetica superba (Il re del Rock'n'Roll). Ma vi sono anche case discografiche che hanno sfruttato i simboli del Rock'n'Roll per commercializzare canzoni che con questa forma nulla c'entrano: nella compilation dal titolo generico 4 Top Hits della Waldorf  Record Corporation (distribuita da Fonit) compaiono una figura di Rock'n'Roll e un sax tenore per attrarre l'attenzione di una fascia precisa di pubblico, ma i quattro brani sono tutti melodici, con voci addirittura liriche!

Offro invece l'opportunità di ascoltare la prima versione di Only You dei Platters, molto diversa per gli arrangiamenti vocali di Buck Ram, incisa su dischi Parlophon (distr. Carisch) e che diventò celebre solo con l'incisione Mercury, di un solo mese posteriore.

Nel prossimo capitolo, tutto il Rock'n'Roll di casa nostra, con qualche chicca.  6 – continua.

Rock and Roll rapsody Elvis Presley EP

Il primo EP in cui compare Elvis è una compilation incentrata sul fenomeno nascente del Rock'n'Roll. E' datato 1956 e in esso Presley canta il suo primo successo, con cui esordì in televisione.

Elvis Presley il re del rock'n'roll

La strepitosa, chiassosa, roboante copertina del terzo EP del cantante di East Tupelo, Mississippi. E' stata giudicata dalla critica una delle copertine più belle della storia del Rock'n'Roll.

Rock'n'Roll Mercury

 

La copertina sopra riprodotta e quelle seguenti fanno parte di una serie dedicata dalla Mercury al Rock'n'Roll. Il primo dei tre EP usciti nel 1958 è dedicato ai Platters, anche se in esso compaiono solo sul lato A con i primi due brani (Only You e The Great Pretender). Gli altri due (Cool It Baby e Vim Vam Vamoose) sono di Chuck Miller. Questo Extended è di facile reperibilità.

Rock'n'Roll Mercury

Secondo EP della collana, dedicato a Red Prysock, sassofonista rock. In questo disco Prysock suona il secondo brano del lato A (Shoe String) e il primo del lato B. Gli altri due brani sono di Buddy Johnson (Crazy 'bout A Saxophone) e Buddy Morrow (Rock-A-Beating Boogie). L'incisione è piuttosto rara. Qui è presentata la prima stampa.

Rock'n'roll Mercury

Seconda stampa del volume dedicato a Red Prysock. Si noti che la copertina è identica a quella del primo volume dedicato ai Platters.

Rock'n'roll Mercury

Terzo e ultimo volume dedicato a Freddie Bell e i Bellboys. Unico dei tre Extended Play con quattro brani dello stesso interprete. I brani sono: Rompin' And Stompin', Hucklebuck, Ding Dong, I Said It And I'm Glad. Questo disco è il più raro dei tre.

Gene Vincent Rock'n'Roll

Terzo volume di un LP pubblicato anche in versione EP e diviso perciò in tre parti. Questa è la rarissima stampa italiana.

The Platters - Only you

Potete ascoltare l'audio di questo rarissima prima versione di Only You:

Si tratta del primo arrangiamento vocale, con evoluzioni poi limate o cancellate dal leader dei Platters Buck Ram. Fu solo la versione Mercury a dare la gloria al brano di questo gruppo, a torto annoverato tra i più grandi interpreti di Rock'n'Roll.

The Platters - Ony you

Prima e molto rara copertina fotografica conosciuta dei Platters. 

4 top hits

Questo disco ha tratto in inganno molti giovani. La copertina ammicca ai simboli del Rock'n'Roll ma il contenuto è imbarazzantemente diverso: quattro canzoni melodiche, cantate da un baritono, due soprani e una cantante jazz!