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UN BUCO CON DUE CANZONI INTORNO
Storia del 45 Giri
a cura di Gianluca Barezzi

Capitolo 11 - 1959-1964: la dea Billboard

BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMMMMMMM!!!!!!!!!!

Riapro questa storia del 45 giri con il suono di un'esplosione. I motivi sono almeno tre.

Il primo è che dopo un anno dall'ultimo capitolo almeno un fuoco artificiale è d'uopo. Sta a indicare la voglia trattenuta per mancanza di tempo di continuare a indagare, scandagliare, correggere (ove possibile), tracciare e scrivere la storia del nostro dischetto col buco. Voglia  compressa e pronta a esplodere. La curiosità per questo media così appetitoso e intrigante è in crescita esponenziale e lo dimostrano i dati di Ebay e delle convention di Milano (Novegro), Bologna e Roma: sebbene le vendite di LP superino di gran lunga quelle dei 45 giri comuni, le rarità esposte sono aumentate del 70% e non è infrequente trovare un compratore disposto a spendere centinaia di euro per un solo disco.

Il secondo è che il 1959, anno che intitola questo capitolo, segna davvero la deflagrazione dell'industria discografica e delle sue vendite. A dirla tutta, il quinquennio 1959-1964 conosce alti e bassi, il grafico non è una retta in impennata. Ma avremo modo di approfondire tra qualche riga.

Il terzo motivo è che quel suono – Boom! - segna una delle annate più tristi della storia della musica e, secondo gli americani, addirittura “The Day Music Died” (il giorno in cui la musica è morta). E' il tragico suono dell'aereo che il 3 febbraio 1959 si schianta al suolo in un campo sperduto nell'Iowa, con a bordo Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Bopper (Jiles Perry Richardson), tre stelle assolute del Rock 'n Roll che non avranno modo di salvarsi. C'è però un unico superstite, raccontano le cronache: è il chitarrista di Holly, Tommy Allsup, che aveva tirato a sorte il posto sull'apparecchio con Richie Valens, rimanendo poi a terra. Compirà 80 anni il 24 novembre prossimo. Non ha mai mancato un solo anno di recarsi al Memorial sul luogo dell'incidente.

Voglio però spendere due parole su Buddy Holly, che ricordiamo per la splendida That'll Be The Day, numero 39 nella classifica delle 500 canzoni rock più belle mai prodotte secondo la rivista Rolling Stone. Il brano è contenuto in uno scrigno prezioso: l'unico extended play (foto 1) pubblicato in Italia dalla Fonit (per la Decca) del rocker texano. In esso vi sono altri tre brani unici per l'interpretazione di Holly: You Are My One Desire, Blue Days, Black Nights e la deliziosa Ting-A-Ling. Questo disco ha tutti i crismi per essere venerato non solo dai collezionisti di R'n'R ma da tutti coloro che amano quanto di buono è stato prodotto negli Anni Cinquanta. L'unico neo è il prezzo: a trovarne copia non si spende meno di 1.200 euro.

La Bamba è invece l'eredità di Ritchie Valens. E' l'unico singolo pubblicato da vivo (1958) in Italia, senza copertina, da Polydor. Gli altri due, Cry Cry Cry e Little Girl (foto 2), sono usciti dopo la morte per i tipi della Del-Fi, una piccola etichetta distribuita dalla Bluebell. Inutile illustrare il destino di questo fortunatissimo brano, entrato a buon diritto negli evergreen mondiali e plagiato persino nella creazione di Twist & Shout. La Bamba conta oggi circa 1.700 interpreti diversi, mentre gli editori contano il patrimonio in diritti che la canzone ha prodotto in 60 anni.

Di Big Bopper si è sempre detto molto poco. Esiste un sito del figlio (www.officialbigbopper.com), attualmente in rinnovamento, dove l'ormai sessantenne rampollo dell'artista pubblicizza improbabili cd con brani misti del padre e cover di Holly, Valens e Eddie Cochran. In realtà la giovane icona del rock merita gloria ben più ampia. In patria ha avuto il tempo di pubblicare solo 5 singoli, ma la sua esuberanza come dee-jay della KTRM viene ricordata ancora oggi per le eccezionali boutade in diretta. In Italia sbarca con due singoli, entrambi Mercury: quel Chantilly Lace avvitato nella Top 40 americana per 22 settimane e Big Bopper's Wedding, che invece ha una sorte più incolore. Jiles Perry Richardson ha 29 anni quando quel maledetto schianto lo stronca, ed è il più vecchio dei tre contando che Holly ha 23 anni e Valens solo 17.

 Perché dilungarci tanto su questo episodio? Intanto perché è doveroso farlo. Se un anziano ottuagenario rende omaggio ai suoi amici da 52 anni, è giusto che anche noi ripensiamo ogni tanto a quanta arte e quanta verve creativa ha perso il mondo in un solo, maledetto istante.

In realtà, però, usiamo i nomi di Holly, Valens e Big Bopper come pretesto simbolico della nascita di una nuova epoca nella storia italiana del 45 giri: quella delle classifiche. Secondo alcune fonti americane (riprese anche da Wikipedia), con la comparsa nel 1959 di Billboard Top 100 sul mercato vede la luce anche il primo strumento che “combina le vendite del singolo discografico con i passaggi radio”. Billboard a dire il vero è presente sul mercato dal 1894, ponendosi come settimanale di risonanza pubblicitaria di alcune aziende. Ma quando nel 1940 inventa le classifiche di ascolto diventa l'organo ufficiale di consultazione del pubblico e il motore principale di vendita della canzonetta. La gente si fida delle classifiche, che iniziano lentamente a diventare l'unico, autorevole e incontestabile “consiglio per gli acquisti”, anche al di là della heavy rotation (che vedremo fra poco). Il pubblico arriverà nel tempo a scegliere in base alla presenza e alla posizione nella chart delle canzoni e degli interpreti.

Se cliccate sul sito di Billboard (www.billboard.com) e frugate nel 1958 avrete una sorpresa: nel primo video che compare in alto si aprono due braccia a V. Sono quelle intramontabili di Domenico Modugno che canta Nel blu dipinto di blu. Mimmo è stato il primo artista internazionale a far parte di una classifica tutta americana.

Se nel 1959, con l'apogeo del Musichiere e la nascita di Karim, Vedette e Galleria del Corso i dischi venduti raggiungono 18 milioni di unità (12.800.000 45 giri), quando nel 1961 il governo decide di applicare una tassa straordinaria del 10% sul prezzo di vendita il sistema non regge e flette fortemente. Già in una totale anarchia di prezzi praticati dalle etichette ai negozianti, l'impennata è forte, scoraggia all'acquisto e fa aumentare i costi a tal punto da mettere a dura prova il mercato italiano. In soccorso alla crisi si muovono alcuni intelligenti manager, che inventano alternative a Sanremo più caserecce ma efficaci: nascono nel '61 Canzonissima e nel '62 il Cantagiro, di cui sviscereremo vizi e virtù tra qualche capitolo.

Le classifiche, comunque, continuano a sostenere il mercato. Musica & Dischi, la rivista per i professionisti del settore diretta da Aldo Mario De Luigi, è già sul mercato dal 1945 quando, dopo molta (saggia) riluttanza è solo nel 1963 che apre le sue pagine alla celeberrima tabella con numeri e freccine di Billboard. E qui scatta una fotografia, sancisce l'indissolubile legame tra media e industria. Le classifiche diventano la cerniera tra i due comparti del settore musicale. Nell'Italia della canzonetta, che in questo quinquennio celebra la nascita, fra gli altri, dei colossi sforna-successi RiFi, Juke Box e Bluebell, si assiste anche alla consacrazione della heavy rotation (o power rotation), la pratica di pagare profumatamente le radio perché inseriscano nel palinsesto un brano particolare almeno 8 volte in una giornata. I brani vengono diffusi “a martello” per entrare nell'orecchio di tutti e far vendere copie. Ma la heavy rotation è effimera e mostra il suo lato peggiore quando ci si accorge che crea idoli di carta e meteore velocissime. Un esempio? Ve ne sono decine. Li scoprirete tutti nel prossimo capitolo, dedicato al divismo e al suo rapporto con il nostro glorioso 45 giri. 11 – continua

Buddy Holly

Foto 1: Sebbene Holly abbia pubblicato in Italia, per lo più con la Coral (compreso il singolo che da il nome a questo EP), in realtà l'unico extended edito nel nostro Paese porta il marchio Decca, distribuito dalla Fonit. E' talmente raro, da essere diventato una sorta di Sacro Gral dei collezionisti di rock'n'roll. Personalmente ho avuto occasione di vederne una sola copia!

Ritchie Valens - Little girl

Foto 2 - Uno dei due singoli postumi di Ritchie Valens. Questo uscì nel 1961, con copertina. L'etichetta Del-Fi non ha avuto grande fortuna: distribuita dalla prestigiosa Bluebell, contò su una manciata di singoli di scarso pregio, a parte quelli di Valens, prima di chiudere l'esperienza italiana.

Buddy Holly

Foto 3 - Ed ecco un esempio di titolo su etichetta Coral. Anche se in copertina si riporta la dicitura "Made In Germany", le stampe Coral sono da considerarsi a tutti gli effetti italiane, essendo realizzate nel nostro Paese.

Borsa del disco

Foto 4 - Una delle classifiche pubblicate da Musica & Dischi nel 1969.