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Archivio Editoriali - 2 Settembre 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVALBAR 1977. VINCE UMBERTO TOZZI CON "TI AMO" - 19 ANNI SENZA LUCIO BATTISTI

Cari amici, 40 anni fa, il 18 settembre 1977, la Rete 2 televisiva della RAI manda in onda a colori in prima serata la registrazione della finale della 14esima edizione del Festivalbar, che si era svolta il 3 settembre. Patron della rassegna canora e presentatore della serata è Vittorio Salvetti, la regia è di Fernanda Turvani.

Nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, sfilano davanti a 25mila giovani, i più prestigiosi nomi italiani e internazionali del repertorio estivo diffuso dai juke-box. Per accontentare tutte, o quasi, le case discografiche, trattandosi di una delle poche manifestazioni riprese dalla TV, gli artisti sono costretti ad esibirsi in play-back, questo consente di sfumare le canzoni dopo un paio di minuti in modo da lasciare spazio a tutti. Sono tantissimi infatti i nomi inclusi nel cartellone (vedi elenco più avanti).

Non mancano gli inconvenienti tecnici, ecco dunque Umberto Tozzi, mattatore dell’estate con “Ti amo”, che, per ben due volte deve fare i conti con una partenza sfalsata del nastro con la registrazione della sua esibizione. E lui, tra urla e fischi, ha dovuto ripetere con il sorriso sulle labbra l’esecuzione mimata.

Settanta milioni di lire è stato l’incasso della serata finale del Festivalbar, mentre per i due concerti, sempre organizzati da Salvetti nell’ambito della rassegna canora, dei Chicago e dei Santana (costati complessivamente 52mila dollari) sono rientrati circa 82 milioni di lire.

Gli spettatori del Festivalbar sono in prevalenza giovani italiani: il costo dei biglietti oscilla dalle 15mila lire delle prime file di platea alle tremila lire delle seconde gradinate. “Dei sette miliardi annui – sostiene il patron Salvetti – che circolano nei juke-box, cinque sono monopolizzati dalle incisioni estive in gara al Festivalbar”.

Gli esperti di Salvetti hanno calcolato che la canzone “Ti amo”, vincitrice di questa 14esima edizione, è stata, negli 80 giorni centrali dell’estate, gettonata almeno 5 volte ogni giorno nei 38mila juke-box interessati al concorso.

Alcune cifre di questo periodo lasciano peraltro intendere che la canzone continua ad essere un genere molto richiesto nel panorama italiano dello spettacolo. Non si spiegherebbero altrimenti i 17 milioni che costa una serata di Adriano Celentano, i 27 milioni incassati da Massimo Ranieri la sera di Ferragosto a Ischia, i 600.000 dischi di “Ti amo” venduti da Umberto Tozzi, le 12.000 lire che si pagano per ascoltare Franco Califano a Fregene, i 270 milioni garantiti a Donna Summer per l'imminente tournée italiana.

E c’è chi lascia provvisoriamente l’Italia per una lunga tournée all’estero. I Pooh, con la partecipazione alla finale del Festivalbar sospendono la loro attività italiana, e per un anno gireranno fuori dalla penisola: prima tappa la Spagna, dove la loro canzone “Linda”  è ai vertici della Hit Parade nell’interpretazione di Miguel Bosé, dopodiché sono attesi in Romania, Bulgaria, Canada, Stati Uniti, Sud America, Germania e Francia.

Ma torniamo alla finale del Festivalbar 1977. Ecco la scaletta della serata finale:

Daniel Sentacruz (Bella mia)
Drupi (Come va)
La Bottega dell’Arte (Che dolce lei)
Claudia Barry e Ronnie Jones (It takes two)
Gli Aries (Soli noi)
Gli Opera (Stelle su di noi)
Santino Rocchetti (I miei giorni felici)
Matia Bazar (Solo tu)
Fausto Leali (Vierno)
I Panda (Voglia di morire)
El Pasador (Amanda mia, amore mio)
Les Chocolats (Primal scream)
Giancarlo Silva (Se io)
Christine Renà (Liberi)
Sara e i Tomstones (Male dentro)
Champagne (Oh me oh my good-bye)
Anselmo Genovese (Grido di gabbiani)
I Pooh (Dammi solo un minuto)
Gibson Brother (The singer not the song)
Jennifer (Do it for me)
Sandro Giacobbe (Bimba)
Cerrone (Cerrone’s Paradise)
Gli Alunni del Sole (‘A canzuncella)
Roberta Kelly (Zodiacs)
Umberto Tozzi (Ti amo)
Gianni Bella (Io canto e tu)
Kim and The Cadillacs (Medley rock and roll)

Al termine della serata vengono comunicati i primi due posti della classifica finale. Seconda posizione per “Zodiacs” di Roberta Kelly. Vince il Festivalbar 1977 Umberto Tozzi con “Ti amo”.

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Sono trascorsi 19 anni da quel mercoledì 9 Settembre 1998. L'estate era agli sgoccioli e gli italiani erano intenti a riprendere il loro tran tran quotidiano, quando le radio lanciarono la notizia che lasciò sgomenti milioni di ammiratori. Lucio Battisti era scomparso a seguito di una lunga malattia. Sono 19 anni, quindi, che Lucio non c'è più ma in pochi sembrano essersene accorti. Non perchè, sia chiaro, nessuno si ricordi di Lucio Battisti ma proprio per l'esatto contrario. Lucio non se ne è mai andato veramente. La sua musica, i suoi vecchi filmati in bianco e nero e le indiscrezioni sulla presenza di inediti lo fanno sentire più vivo che mai. Perchè le canzoni di Lucio Battisti fanno ormai parte del nostro DNA. Le sentiamo nostre perchè hanno accompagnato tutta la nostra vita e continueranno a farlo. A dispetto, e più forti, delle beghe legali che purtroppo da tempo i leggittimi eredi dell'artista reatino ed il suo paroliere principe Mogol sembrano avere intentato. Ma queste sono storie che a noi non interessano. A noi, in fondo, basta intonare il nosto canto libero, davanti ad acque azzurre ed acque chiare......