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Archivio Editoriali - 8 Agosto 2013
a cura di Fiorenzo Pampolini

AGOSTO 1973 - Dischi e classifiche

Cari amici, esattamente 40 anni fa, i vincitori del Disco per l’estate 1973, i Camaleonti, mantenevano il primo posto della Hit Parade con Perché ti amo. Ma sul podio, la Pazza idea di Patty Pravo scalpitava per raggiungere la vetta, mentre altre tre donne erano presenti in classifica con i loro singoli. Ecco dunque Gabriella Ferri con Sempre, che era stata la sigla del suo varietà televisivo “Dove sta Zazà”, e due astri nascenti della canzone italiana, Mia Martini con Minuetto e Marcella con Io domani.

Elton John è ancora ben piazzato con due singoli, la scatenata Crocodile rock e la più tranquilla Daniel. Paul Mc Cartney canta My love, i Profeti Io perché io per chi, in gara all’ultimo Disco per l’estate, che sarà incisa anche da Mina.

Fanalino di coda è una new entry, l’ultimo singolo di Claudio Baglioni, Amore bello, che non raggiungerà i primissimi posti ma resterà in classifica fino alla fine dell’anno. Il 45 giri, pubblicato dalla RCA nel precedente mese di maggio, è il settimo del cantautore romano e porta sul retro una canzone che godrà della stessa popolarità del lato A, W l’Inghilterra.

I due pezzi sono tratti dal quarto album di Baglioni, “Gira che ti rigira amore bello”. Sulla copertina sia del singolo che dell’album il cantautore è ripreso a bordo della sua automobile, da lui soprannominata “Camilla”, che viene citata anche nel testo di W l’Inghilterra.

In questo periodo esce inoltre un 45 giri di Giorgio Gaber che contiene due canzoni tratte dal suo spettacolo teatrale “Dialogo tra un impegnato e un non so”, portato in scena insieme a Sandro Luporini. I due pezzi di questo nuovo singolo del signor G sono di quelli destinati a durare nel tempo e ad imprimersi nella memoria collettiva, si tratta infatti di Lo shampoo e La libertà (etichetta Carosello).

Ivano Fossati ha appena lasciato i suoi Delirium ed ha pubblicato su etichetta Cetra il primo album da solista “Il grande mare che avremmo traversato”. Le dieci tracce del long-playing sono tutte composizioni dello stesso Fossati, affiancato da Romano Farinatti per l’orchestrazione e direzione d’orchestra, e da nove elementi, tra i quali spicca Mauro Culotta, chitarrista dei Gens.

Abbandonato il genere più commerciale che lo aveva lanciato con i Delirium, Fossati s’è prefisso la stessa meta che hanno i migliori gruppi italiani, quella di creare un rock originale ma di impatto immediato.

E se dieci anni prima il reuccio Claudio Villa aveva pubblicato un album dedicato al collega Domenico Modugno (ne abbiamo parlato la settimana scorsa), nell’estate del 1973, il cantante trasteverino è alle prese con un’altra raccolta, ancora più ambiziosa. Per la Cetra, esce infatti il doppio 33 giri “Antologia della canzone italiana”.

Dovrebbe trattarsi dell’inizio di un’opera antologica destinata a raccontare la storia della canzone italiana a partire dal 1850. Nel primo album si arriva fino al 1910, nel secondo fino al 1923. Autore degli arrangiamenti e direttore d’orchestra il maestro Giancarlo Chiaramello.

Intanto, sulle spiagge e nei luoghi di vacanza, i juke-box diffondono le note delle canzoni partecipanti alla decima edizione del Festivalbar, organizzata dal patron Vittorio Salvetti. Il cast è di tutto rispetto, alcuni dei pezzi in gara hanno già partecipato all’ultimo Disco per l’estate, e molti di essi sono presenti in Hit Parade.

Parleremo del Festivalbar 1973 nelle prossime settimane, in occasione del 40esimo anniversario della messa in onda della serata finale, il 6 settembre dal Palacircus di Asiago.

Ed anche per oggi è tutto. Appuntamento a sabato prossimo