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Archivio Editoriali - 8 Aprile 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

PRIMAVERA 1977. NUOVI ALBUM PER BATTISTI, BERTOLI E PETER GABRIEL

Cari amici, quarant’anni fa, Lucio Battisti pubblica il suo undicesimo album dal titolo “Io-tu-noi-tutti”, che contiene due pezzi di grande successo che usciranno anche come singoli, ovvero “Amarsi un po” e “Sì, viaggiare”.

Battisti è andato a Los Angeles per l’incisione di questo suo nuovo lavoro, ed ha realizzato anche un album per il mercato americano. In quest’ultimo, ripropone i suoi pezzi più belli che il pubblico italiano già conosce, mentre tutte nuove (e firmate come sempre Mogol e Battisti) sono le otto tracce dell’LP destinato al mercato italiano.

Questa volta, Lucio si avvale della collaborazione di musicisti americani (i nomi non sono notissimi ma si tratta comunque di strumentisti molto bravi), nonché della lunga esperienza musicale fatta nei suoi frequenti soggiorni negli Stati Uniti. Tuttavia, la vena di Lucio non si è affatto “americanizzata”, anzi, nella maggior parte dei brani, si nota un ritorno a quell’ispirazione immediata, spesso melodica, che è una delle sue componenti fondamentali del successo nostrano (e anche dell’esportabilità) del cantautore.

Solo gli arrangiamenti, il gusto del suono, la precisione tecnica sono del tipo americano. Ecco i titoli delle otto canzoni contenute nell’album: sul lato A ci sono “Amarsi un po”, “L’interprete di un film”, “Soli”, “Ami ancora Elisa”. Sul lato B ci sono “Sì, viaggiare”, “Questione di cellule”, “Ho un anno di più” e “Neanche un minuto di non amore”.

Si tratta di otto composizioni ricche di ispirazione sia nella parte musicale che in quella altrettanto determinante dei testi. Insomma, un disco destinato ad essere il più importante dell’anno, candidato ad un grandissimo successo. Ed infatti, a fine anno, risulterà il secondo album più venduto, dopo “Burattino senza fili” di Edoardo Bennato.

Francesco Guccini lancia un nuovo interprete della canzone italiana. Si tratta di Pierangelo Bertoli, modenese, 35 anni. Il suo album, edito dalla CGD, si chiama “Eppure soffia”, dal titolo del primo singolo estratto, e contiene canzoni di genere diverso che spaziano dalla musica popolare al rock, con testi diretti e densi di riferimenti sociali e politici. Arriverà a Sanremo nel 1991, interpretando insieme ai Tazenda “Spunta la luna dal monte”.

Intanto, Peter Gabriel, ex cantante dei Genesis, esce con il suo primo album da solista, nel quale ha preferito dimenticare un po’ il suono dei suoi ex compagni e spaziare dall’hard rock al country, dalla ballata di ampio respiro alla canzone vera e propria, al blues. Il primo singolo estratto dall’album è “Solsbury Hill”, che sarà utilizzato anche in alcuni film come “Vanilla Sky” e “In Good Company”.

Il buon gusto e la classe dominano tutta la musica contenuta nel disco che si avvale anche di alcuni buoni solisti come il chitarrista Steve Hunter, il bassista Tony Levin e l’altro chitarrista Robert Fripp.

In vetta alla Hit Parade dei singoli più venduti c’è Keith Emerson con “Honky Tonky Train Blues”. Il cantante esce da un periodo di silenzio dovuto all’incendio della casa in cui, due anni prima, erano andati distrutti i suoi spartiti. Era riuscito a salvare soltanto il nastro con la registrazione di “Honky Tonky Train Blues”, diventato popolare in Italia anche per essere la sigla di “TG 2 – Odeon” e di cui sono state vendute 300.000 copie.