testata
Archivio Editoriali - 7 Maggio 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANTANTI ITALIANI IN FRANCIA - MAGGIO 1976: UN SERVIZIO DEL RADIOCORRIERE TV.

Cari amici, nella primavera di 40 anni fa, il cantante italiano Herbert Pagani sta facendo il tutto esaurito per diverse settimane nel popolare music-hall Bobino di Parigi con un recital in cui appare solo in scena per un paio d’ore.

Diviso in due parti ben distinte (la prima composta di canzoni di contenuto soprattutto autobiografico, la seconda, “Megalopolis” –definita dalla stampa la prima pop-opera ecologica - vuol dipingere una sorta di apocalisse della società di consumo), lo show di Pagani è un caleidoscopio audiovisivo, in cui al suono si mescola un complicato gioco di luci e di diapositive.

I giornali d’oltralpe lo hanno qualificato come il più francese dei cantanti italiani. E lui risponde di essere figlio di emigranti, che ha cominciato a cantare in Italia, e in italiano, canzoni francesi (soprattutto quelle del repertorio della Piaf, di Jacques Brel e di Leo Ferré). “Oggi – dice Herbert nell’intervista – è vero, vivo all’estero, ed ho successo soprattutto in Francia, ma non per questo mi sento meno italiano di prima. Posso dire di essere un emigrante della canzone”.

Ma non è solo la canzone italiana intellettuale ad avere successo in Francia. Il primo cantante di casa nostra ad avere avuto successo in Francia, addirittura con una canzone cantata in italiano, è stato Domenico Modugno con “Nel blù dipinto di blù”. Ma fu un caso isolato ed un fenomeno di portata mondiale che risale agli anni Cinquanta, ed è soltanto in un periodo assai recente (siamo nel 1976, ndr) che i nomi di Rita Pavone, Mina, Gigliola Cinquetti, Massimo Ranieri e Gianni Nazzaro sono diventati popolari in Francia.

Molti di loro devono la loro popolarità transalpina ai trionfi ottenuti in patria, ma non è il caso di tutti. Drupi, per esempio, che con la canzone “Vado via” arrivò in coda alla classifica del Festival di Sanremo 1972, ottenne poi a Parigi un notevolissimo successo, tanto che la vendita del disco di “Vado via” ha sfiorato il milione di esemplari.

La notorietà di questo cantante, dopo 4 anni, non si è spenta del tutto. Drupi, infatti, ha inciso in Francia ancora 3 dischi che si vendono ancora assai bene.

L’intervista del Radiocorriere TV prosegue al Lido Musique, un grosso negozio di dischi degli Champs-Elysées. Sembra che i cantanti italiani più gettonati siano la Cinquetti, Gianni Nazzaro, Massimo Ranieri e in questi ultimi tempi (primavera 1976, ndr) il complesso dei Santo California, in classifica anche in Italia con “Un angelo”.

Ci sono poi i dischi del folklore regionale italiano e la canzone napoletana. Sembra che i francesi, di ritorno dalle vacanze in Italia, vadano a comprarsi “O sole mio” come ricordo delle ferie, ed infatti le vendite della più nota melodia del golfo sembra si impennino nel mese di settembre.

Ma il negozio è in zona turistica, e la commessa racconta che ad ogni visita di turisti giapponesi, devono riassortire la discografia di Gigliola Cinquetti, molto richiesta tra gli abitanti dell’impero del Sol Levante.

Grande successo in Francia anche per Rita Pavone. Dopo la parentesi della versione francese di “Cuore”, “Coeur” (1963), che ebbe oltralpe un notevole successo, Rita Pavone sale finalmente sul podio delle classifiche francesi nel 1972, piazzandosi al 2º posto dei dischi più venduti con “Bonjour la France” ("La suggestione"), brano scritto per lei da Claudio Baglioni che le fa vendere 650.000 copie solo in Francia, e le apre, per un mese intero, le porte magiche del grande teatro Olympia di Parigi.