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Archivio Editoriali - 7 Aprile 2012
a cura di Fiorenzo Pampolini

BATTISTI NUMERO UNO - Aprile 1972: Il primo album per la nuova etichetta

Cari amici, esattamente 40 anni fa stava per uscire il primo album di Lucio Battisti per l’etichetta “Numero Uno”.

Il debutto con la nuova casa discografica avvenne in realtà già nel mese di novembre del 1971 con un singolo leggendario contenente due capolavori come “La canzone del sole” e “Anche per te”. Il grande successo di questi due pezzi giungeva alla fine di un anno che aveva visto Battisti (insieme all’immancabile Mogol) grande protagonista delle classifiche di vendita non solo come interprete ma anche come autore di canzoni per altri interpreti.

Nel corso del 1971, escono infatti “Amor mio” e “La mente torna” interpretate da Mina, “Amore caro amore bello” e “L’aquila” cantate da Bruno Lauzi, “Eppur mi son scordato di te” della Formula Tre, “Un papavero” dei Flora, Fauna e Cemento.

A settembre 1971 scade il contratto che lega Lucio Battisti alla Ricordi: di qui, anche a seguito di alcune incomprensioni con la sua vecchia scuderia, il passaggio del cantautore reatino alla Numero Uno, con la quale, come si è già detto, piazza subito un 45 giri che resterà scritto a caratteri indelebili nella storia della canzone italiana.

La “Numero Uno” era stata fondata a Milano nel 1969 da Mogol (al secolo Giulio Rapetti) e da suo padre, anche lui autore di canzoni con lo pseudonimo Calibi, insieme al produttore Alessio Colombini, allo stesso Lucio Battisti, e a Carlo Donida, autore insieme a Mogol di molte canzoni prima che iniziasse il sodalizio con Battisti. E’ di Mogol e Donida per esempio, uno dei primi 45 giri incisi da Lucio Battisti, “Prigioniero del mondo”, in gara con scarso successo al Disco per l’estate e al Festivalbar del 1968.

Il 23 aprile 1972, Lucio è ospite del varietà televisivo “Teatro 10”, condotto da Mina e Alberto Lupo. Già abbiamo citato le settimane scorse il memorabile duetto con Mina che passerà alla storia anche per essere l’ultima esibizione televisiva di Battisti. E’ la vigilia dell’uscita di un altro grande titolo firmato Mogol e Battisti, ovvero “I giardini di marzo”, che lui presenta in anteprima e in play-back nello show televisivo.

Insieme al 45 giri, esce anche l’album “Umanamente uomo: il sogno”. Questo è forse il periodo migliore di Battisti, e infatti questo album contiene alcuni titoli indimenticabili: sul lato A si comincia con “I giardini di marzo”, seguono “Innocenti evasioni”, “E penso a te”, ed infine il pezzo che dà il titolo all’album.

Il lato B si apre con “Comunque bella” (lato B anche del 45 giri), seguono “Il leone e la gallina” (che sarà incisa anche da Mina), “Sognando e risognando” (eseguita anche dalla Formula Tre)  ed infine un brano sperimentale dal titolo “Il fuoco”.

Il 45 giri de “I giardini di marzo” entra in Hit Parade intorno alla metà di maggio, scala velocemente la classifica e si posiziona al primo posto fino all’inizio di luglio, quando viene scalzato dal vincitore di “Un disco per l’estate” Gianni Nazzaro con “Quanto è bella lei”, ma resta tra i primi dieci per tutta l’estate.

Ed anche per oggi è tutto, concludo questa nota inviando a tutti voi i migliori auguri di una Pasqua serena e senza pensieri. Noi ci ritroviamo puntuali sabato prossimo, per rivivere insieme le prime battute di “Un disco per l’estate 1972”.

Buona Pasqua.