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Archivio Editoriali - 7 Marzo 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

IL PIPER COMPIE 50 ANNI.... E UNA DELLE PRIME INTERVISTE DI PATTY PRAVO, LA RAGAZZA DEL PIPER

Cari amici, il 17 febbraio 1965, inizia a Roma l’epoca del Piper Club, un nuovo locale aperto in città dall’avvocato Alberigo Crocetta con 2 soci, l’impresario Giancarlo Bornigia e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi.

Situato in via Tagliamento (zona Parioli), costituì da subito un locale di tendenza, qualcosa di più di una semplice balera, un punto di incontro della gioventù romana che accorreva nel locale per ascoltare la musica dal vivo. All’inizio, vi si esibivano gruppi come i Rokes e l’Equipe 84 (entrambi presenti nella serata di esordio del locale) con i loro primi successi, in un secondo tempo arrivarono anche Fred Bongusto, Gabriella Ferri, Rita Pavone e tanti altri nomi più o meno famosi del mondo della canzone e dello spettacolo.

Tra i frequentatori più assidui del Piper, c’è anche la giovanissima Nicoletta Strambelli, 17 anni, che allora si esibiva con il nome d’arte di Guy Magenta. Notata da uno dei proprietari, l’avvocato Crocetta, si aprono per lei le porte del successo. Il suo nome d’arte viene trasformato in Patty Pravo, e d’ora in poi, tutti la chiameranno la ragazza del Piper. La incontreremo spesso negli anni a venire, protagonista di tante gare canore e delle classifiche di vendita.

Una giovane venere bionda. Così viene definita dal giornalista del Radiocorriere TV che la intervista nel 1966, quando Patty aveva appena inciso il sui primo 45 giri, “Ragazzo triste”. E prosegue: “I capelli come vanno oggi, lunghi e lisci, d’un oro che brilla, un viso davvero bello, modernamente bello… e un corpo degno di questo viso, sottile, agile, proporzionato. E il tutto valorizzato da un abbigliamento opportuno. Un paio di pantaloni, su stretti e giù svasati, gli stivaletti da cow-boy, il grosso cinturone basso, maglietta a coste”.

“Io chiudo gli occhi quando ballo – dice lei -  sbatto contro questo e quello. Non importa, anzi è l’aspetto più affascinante. E dimentico di appartenere al genere umano, di abitare sulla Terra. Divento qualcosa che non so, senza dimensione”.

Se le chiedi dove abita, risponde “Al Piper”, e se chiedi dov’è nata la cantante Patty Pravo ti dice “Al Piper”. Ma come inizia per Patty la storia del Piper? Un certo giorno del luglio 1965 viene a Roma per vedere il Piper con un gruppo di amici. Entra e si mette a ballare, a contorcersi, a dimenarsi, come solo lei sa fare. E si fa il vuoto attorno a lei: la lasciano sola sulla pedana, come una “vedette”.

“Che spettacolo” – dice Crocetta. “Mai visto niente di simile, ah se sapesse cantare!”. Glielo chiede: “Sai cantare?” Lei dice “Sì”, ma non è vero, mai cantato prima. Ci prova e va benissimo. Crocetta dice “Una voce nuova, diversa, meravigliosa”.

“E’ diversa – dice Crocetta – questa è la sua forza. Spigliata, disincantata, autosufficìente. Il prototipo della ragazza di domani. Lei è internazionale, al di sopra dei confini. Ha studiato al Conservatorio, ma è già stata in giro per l’Europa. Partiva, poi restava senza soldi. E tirava avanti, a Parigi, a Londra, facendo di tutto.

Dice che a Londra soprattutto s’è divertita da impazzire. “Rispetto a Londra – dice – il beat è in fasce in Italia. Come le ragazze e i ragazzi beat, da noi, sono ancora allo stato embrionale”. E ancora: “Canto perché mi diverto, mi diverto da impazzire. E io voglio soltanto divertirmi. Per ora non penso ad altro. Certo, non sono una scema. Ma i grandi problemi li rinvio, a tempo indeterminato, spero, e quelli piccoli, li cestino”.

50 anni dopo, il 17 febbraio 2015, il Piper festeggia mezzo secolo di storia del tempio italiano del beat con una lunga maratona musicale di 6 ore, tra musica live, video storici e DJ Set. Durante la serata, è stato presentato il musical “C’era una volta il beat” di Alberto Laurenti. I 9 musicisti sul palco hanno suonato le musiche di Rocky Roberts, Mia Martini, Loredana Bertè, Renato Zero, Nada, Caterina Caselli, Patti Pravo, mentre 15 giovani cantanti interpretavano le canzoni accompagnati da Alberto Laurenti. A fine concerto Alessio Granata e Alessandro Leuci hanno condotto le danze con un dj-set rigorosamente anni 50 e 60.

Ed anche per oggi ci fermiamo qui.

Buona settimana a tutti!

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