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Archivio Editoriali - 7 Febbraio 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

FEBBRAIO 1985: CLASSIFICHE E FESTIVAL - ADDIO A MAURIZIO ARCIERI E MARISA DEL FRATE.

Cari amici, esattamente 30 anni fa, dal 7 al 9 febbraio 1985, si svolge a Sanremo la 35esima edizione del Festival della Canzone Italiana. E’ organizzato per la sedicesima volta da Gianni Ravera, i presentatori sono Pippo Baudo e Patty Brard.

Particolarmente nutrito e variegato il cast dei partecipanti alla gara, che si dividono in 22 big e 16 giovani, ai quali si aggiungono parecchi ospiti stranieri. Si tratta di nomi molto attesi, considerato anche che la Hit Parade dei singoli di quel periodo parla quasi esclusivamente inglese.

Tra i big, da segnalare la presenza di molti cantautori come Eugenio Finardi, in gara con “Vorrei svegliarti”,  Ivan Graziani (“Franca ti amo”), Franco Simone (“Ritratto”), Mimmo Locasciulli (“Buona fortuna”), Dario Baldan Bembo (“Da quando non ci sei”). Presenza insolita in una gara di canzoni quella del Banco del Mutuo Soccorso (“Grande Joe”), mentre la musica italiana più tradizionale è rappresentata da Gigliola Cinquetti (“Chiamalo amore”), Peppino Di Capri (“E mo’ e mo’”) e Christian (“Notte serena”).

I favoriti della vigilia sono i Ricchi e Poveri (“Se m’innamoro”). Promosso tra i big il vincitore della categoria Giovani 1984, Eros Ramazzotti (“Una storia importante”). Zucchero ci riprova con “Donne”, ma ancora una volta conclude la gara in fondo alla classifica, davanti soltanto a Garbo, ultimo con “Cose veloci”. Rivelazione del festival è Luis Miguel, un ragazzino di 14 anni che incanta il pubblico con un pezzo scritto per lui da Toto Cutugno, “Noi, ragazzi di oggi”.

Atmosfere raffinate e vagamente retro per i Matia Bazar (“Souvenir”), e gradito ritorno per i New Trolls (“Faccia di cane”), che mancavano a Sanremo da qualche anno. Completano il cast dei big Riccardo Fogli (“Sulla buona strada”), Anna Oxa (“A lei”), Fiordaliso (“Il mio angelo”), Marco Armani (“Tu dimmi un cuore ce l’hai”), Drupi (“Fammi volare”), Eduardo De Crescenzo (“Via con me”).

La finale conferma il pronostico della vigilia, con la vittoria dei Ricchi e Poveri, al secondo posto si classifica Luis Miguel, al terzo Gigliola Cinquetti.

Tra i sedici giovani, i nomi più noti sono quelli di Cristiano De Andrè (“Bella più di me”) e di Mango (“Il viaggio”). Quest’ultimo, in gara tra i giovani nonostante avesse già inciso 3 album, non viene neppure promosso alla serata finale, durante la quale sarà assegnato il primo premio a Cinzia Corradi, con la canzone “Niente di più”.

Ospite del Festival Claudio Baglioni, per proporre “Questo piccolo grande amore”, che in un sondaggio effettuato durante “Fantastico 5”, presentato da Pippo Baudo, era risultata la “canzone del secolo”.

Ospiti internazionali i Duran Duran, i Bronski Beat, i Village People, gli Spandau Ballet, Chaka Kan, i Talk Talk, Pia Zadora, Gino Vannelli, ed inoltre Katia Ricciarelli in duetto con Amedeo Minghi, Josè Luis Moreno, Claudia Mori, Frankie Goes to Hollywood, Claudio Villa.

Intanto, come si diceva prima, la nostra Hit Parade è quasi tutta straniera. Intanto, alla radio, è cambiato il giorno di messa in onda della classifica che ora va in onda il sabato alle 12,45 ed è presentata da Tiberio Timperi (lo stesso Timperi conduce anche la Hit Parade 2, ovvero i dischi caldi, in onda la domenica alle 12,45).

Al primo posto tra i 45 giri più venduti c’è “Do they know it’s Christmas?” di Band Aid, seguita dagli Wham con “Every thing she wants”, e da George Michael in versione solista con “Careless whisper”. Quarto posto per Limahl con “The never ending story” (colonna sonora del film “La storia infinita”), poi ci sono Stevie Wonder (“I ve just called to say I love you”), Heather Parisi con la sigla di “Fantastico 5”, “Crilù, Luis Moreno e il suo corvo con “Rockfeller”, i Duran Duran (“The wild boys”), Jim Diamond (“I should have know better”) e Nik Kershaw (“The riddle”).

Anche tra i dischi caldi, dall’11esimo al 20esimo posto, si parla inglese. Da citare ancora gli Wham, 13esimi con “Freedom”, Madonna, 14esima con “Like a virgin”, gli Alphaville, 17esimi con “Forever young” e Phil Collins, 18esimo con “Sussudio”.

Per trovare qualche nome italiano, occorre passare alla classifica dei 33 giri. Al comando ci sono gli Wham con “Make it big”, i nomi di casa nostra sono Adriano Celentano con “I miei americani”, i Rondò Veneziano con “Odissea veneziana”, Mina con “Catene” e i Pooh con “Aloha”.

Voltiamo pagina per l’ultimo saluto ad un altro protagonista della canzone italiana tra gli anni ’60 e ’70, Maurizio Arcieri, che ci ha lasciato il 29 gennaio scorso, all’età di 72 anni, dopo una lunga malattia. Maurizio debutta sulla scena musicale come leader del complesso i New Dada, un gruppo che si forma nei primi anni Sessanta in un istituto di ragioneria a Milano. Partecipano al festival dei complessi beat di Rieti e suonano anche come supporter nella tournée italiana dei Beatles. Il nome scelto dai cinque ragazzi si ispira al movimento artistico del “dadaismo”.

Nel 1967, Maurizio lascia il gruppo e inizia la sua carriera da solista. Il primo grande successo arriva al Disco per l’estate 1968, dove propone “Cinque minuti e poi”, una canzone che, nonostante non superi neppure la fase eliminatoria, ottiene un ottimo riscontro posizionandosi tra i singoli più venduti per diverse settimane.

La carriera di Maurizio prosegue con altri successi, al Disco per l’estate torna nel 1969 con “Elizabeth”, nel 1971 con “Rose blù, nel 1972 con “Deserto” e nel 1975 con “Scusa”. Tra gli altri singoli più noti, da citare nel 1969 “24 ore spese bene con amore” e nel 1970 “L’amore è blù”, un pezzo che conobbe diverse versioni alla fine degli anni ’60, e che Maurizio trasformò in un brano scatenato modificando il titolo in “L’amore è blù ma ci sei tu”.

Nel 1976, la svolta punk. Conosce Christina Moser e con lei fonda a Londra il duo Krisma che produce brani di musica elettronica. Nel 2009 i due sono stati ospiti fissi del programma di Piero Chiambretti “Chiambretti night”.

Addio Maurizio. Ti vogliamo ricordare come interprete romantico di tante belle canzoni come questa con la quale sei arrivato in semifinale al Disco per l’estate 1975, “Scusa”, di Avogadro e Sandro Giacobbe.

E il 5 febbraio ci ha lasciato anche Marisa Del Frate, all’età di 84 anni. Personalmente la ricordo come una delle prime protagoniste della mia tv in bianco e nero, per esempio accanto a Corrado, Gino Bramieri e Raffaele Pisu nel varietà “L’amico del giaguaro. Ma, prima di intraprendere la carriera di soubrette e di primadonna di molti varietà (ha lavorato anche con il grande Macario), Marisa ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo come cantante.

E in questa veste, la troviamo vincitrice dell’edizione 1957 del Festival di Napoli con “Malinconico autunno”. Nel 1958 è in gara al Festival di Sanremo e poi torna ancora al Festival di Napoli. Ed è allora che Macario la ingaggia come soubrette, e da quel momento inizia il suo percorso di attrice di teatro leggero, calcando le scene insieme ai più brillanti attori dell’epoca, come Carlo Dapporto e Gino Bramieri.

Addio Marisa! E grazie per i tanti momenti di serenità che ci hai regalato!

Ed anche per oggi è tutto.