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Archivio Editoriali - 6 Gennaio 2018
a cura di Fiorenzo Pampolini

DALIDA VINCE PARTITISSIMA. 6 GENNAIO 1968 GRAN FINALE CON CANZONI E MILIONI

Cari amici, 50 anni fa, il 6 gennaio 1968, si concludeva il torneo musicale di fine anno che in questa edizione aveva preso il titolo di “Partitissima”, un appuntamento irrinunciabile per gli italiani che dal 1957 al 1975 trascorrevano la serata della Befana con le canzoni della fortuna.

Abbiamo seguito nelle scorse settimane le 15 puntate della gara, in onda dal 23 settembre al 30 dicembre 1967. Ora, per il gran finale del 6 gennaio, i sei capisquadra giocano da soli, ognuno con una canzone inedita. Prima della sfida finale, la classifica vedeva in testa a pari merito Dalida e Rita Pavone con 8 punti, terzo Claudio Villa con 6, a seguire Domenico Modugno e Ornella Vanoni con 3 punti, fanalino di coda Bobby Solo con 2 punti.

Le modalità di voto della serata finale non porteranno sconvolgimenti nella classifica, in quanto è previsto che vadano 3 punti a chi prenderà più voti dalle giurie dislocate in 18 sedi RAI, 2 punti al secondo classificato e 1 punto al terzo.

Ma vediamo le sei canzoni inedite proposte in finale. Dalida interpreta “Dan dan dan”, un pezzo che sarà poi ripreso nel “musicarello” di qualche tempo dopo “Io ti amo”, interpretato dalla cantante insieme ad Alberto Lupo.

Domenico Modugno porta in gara “Meraviglioso”, la canzone che era appena stata scartata dalla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo (tra i cui componenti c’era Renzo Arbore), in quanto ritenuta poco idonea per la rassegna canora. Nel testo si racconta infatti di un tentato suicidio, un argomento che si preferisce evitare sull’onda di quanto accaduto al Festival l’anno precedente (il suicidio di Luigi Tenco).

Rita Pavone e Ornella Vanoni propongono due canzoni che non avranno grande successo di vendite, rispettivamente “Tu cuore mio” e “Non finirà”. Bobby Solo interpreta “Siesta”, una canzone che arriverà tra i 45 giri più venduti soltanto in estate, mentre Claudio Villa si affida a due autori di canzoni melodiche come Cherubini e Concina che confezionano per lui una canzone un po’ demodé dal titolo “Concerto alla vita”.

Dopo le sei esibizioni, le giurie votano, e dal Teatro delle Vittorie ci si collega con le varie sedi RAI per i risultati. Dalida guida la classifica della serata con 196 voti, secondo Villa con 117, terza la Pavone con 72. Seguono Modugno con 34 voti, Bobby Solo con 20 e la Vanoni con 18.

Viene così aggiornata la classifica generale aggiungendo 3 punti a Dalida, 2 a Villa ed 1 alla Pavone. Così, con 11 punti, Dalida si aggiudica il torneo canoro di fine anno, il possessore del biglietto della Lotteria di Capodanno abbinato alla cantante vince 150 milioni di lire.

Si conclude così “Partitissima”, la cui ultima puntata fu seguita da ben 25 milioni di telespettatori, e che portò grande notorietà anche al suo presentatore Alberto Lupo, già noto come interprete di sceneggiati tra i quali “La cittadella” di Cronin, in onda nel 1964, e agli ospiti fissi Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che per l’occasione si inventarono la gag sulla parola “soprassediamo”. Dall’anno successivo, tornerà lo storico titolo di “Canzonissima” con un trio di conduttori d’eccezione (Mina, Panelli e Walter Chiari), ma avremo modo di parlarne a tempo debito.

Ora celebriamo una trasmissione radiofonica che nacque proprio in quei giorni di 50 anni fa. Era il 4 gennaio del 1968, ore 13,20 quando al suono delle trombe come in una vera “plaza de toros”, lo speaker della RAI scandisce “La corrida. Dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado, complesso di Roberto Pregadio, regia di Riccardo Mantoni”. Ed iniziano a sfilare cantanti, attori, imitatori, fantasisti, presentatori, comici e artisti vari, tutti sconosciuti, e impazienti di poter vivere i loro tre minuti di celebrità. Poco importa se il pubblico è particolarmente severo, l’importante è divertirsi e divertire, e Corrado alla fine di ogni puntata decreta, sulla base del giudizio del pubblico presente in sala, il vincitore assoluto.

Sono passati 50 anni da quel debutto, negli anni “La Corrida” approdò anche in TV, dapprima con lo stesso Corrado, poi con altri presentatori come Gerry Scotti. E dopo mezzo secolo, questo fortunato format sta per rivivere una seconda giovinezza, visto che Carlo Conti la riporterà prossimamente in TV.

Auguri dunque a questa trasmissione, che ci consente anche di ricordare il grande Corrado, che resterà sempre il migliore tra i suoi presentatori, e che ci consente anche di dire, penso siamo tutti d’accordo, che sono soltanto queste le corride che ci piace vedere, con talenti veri o presunti, tanta ironia, tanta voglia di mettersi in gioco. Delle altre, quelle che ahimè ancora si svolgono da qualche parte nel mondo, ne facciamo volentieri a meno.