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Archivio Editoriali - 5 Agosto 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

50 ANNI FA I PRIMI MANGIANASTRI E LE VACENZE DEI BEATLES E DI AL BANO

Cari amici, nell’estate del 1967 arrivano in Italia i primi mangianastri. Così descrive il nuovo oggetto il Radiocorriere TV di 50 anni fa in un articolo dedicato proprio al nuovo sistema di ascoltare la musica:

“Possiamo definirlo una specie di registratore magnetico, con cui non si incide ma ci si limita a riprodurre dei nastri già incisi. E’ portatile, le sue dimensioni e il suo peso non superano quello medio di una radio a transistors. E’ tutt’altro che complicato a usarsi: vi si inserisce la cartuccia che contiene il nastro e s’accende automaticamente; può funzionare 24 ore su 24 perché quando il nastro finisce, ricomincia daccapo la filastrocca di canzoni senza mettervi mano.

“Secondo molti segna l’inizio di una nuova era, caratterizzata a scadenza più o meno prossima dalla fine del disco o perlomeno dal disco trasformato da oggetto di massa a patrimonio di una ristretta élite. Del resto, un declino del disco, a quanto assicurano taluni esperti, sarebbe già in atto non tanto in Italia (da noi i mangianastri sono ancora una scoperta recentissima) quanto negli Stati Uniti.

“Nascono come funghi, nelle grandi città americane, negozi specializzati nella vendita dei nastri preincisi: a New York ne ha aperto uno Sam Goody, che è fra i più grandi distributori di dischi.

“Il fatto nuovo si verificò qualche anno fa quando anche sul mercato europeo apparve il primo registratore portatile a caricatori, il famoso K della Philips, capostipite di una lunga serie. Così, in breve tempo, si verifica qualcosa di simile a quanto accadde nell’immediato dopoguerra con i dischi: talune Case insistevano sui 78 giri, altre sui 45, altre ancora sui 33. Soltanto dopo un certo tempo si raggiunse la standardizzazione e tutti si misero d’accordo per produrre dischi a 45 e 33 giri.

“I nuovi patiti del nastro in scatola si augurano che quanto prima l’accordo si ripeta anche in questo campo, e si producano caricatori di dimensioni standard adatti a ogni tipo di apparecchio. Per ora le cose stanno ben diversamente. Due colossi, Philips ed RCA, si scornano a vicenda. La prima produce le “musicassette” che sono piccole ed hanno una durata equivalente a quella di un microsolco. La RCA produce le “cartridge”, più grandi come dimensioni, di durata superiore e con riproduzione continua.

“E’ stato immesso in questi giorni sul mercato italiano un mangianastri americano, il “Playtape” che costa al pubblico 19.700 lire e che utilizza cartucce il cui prezzo non supera le 1.700 lire. E c’è da giurare che a breve ne seguiranno dozzine simili, di ogni marca”.

Intanto, alla radio, ci si inventa un nuovo modo di annunciare le canzoni. Con il palinsesto estivo nasce infatti “Transistor sulla sabbia”, una lunga trasmissione di musica non stop in onda dalle 16,38 alle 18,30, interrotta soltanto da alcune rubriche informative. I dischi in programma vengono annunciati a gruppi di 3 dallo speaker di turno sopra la prima canzone di ogni terna, e i pezzi vengono poi mixati ad evitare che possano essere registrati “puliti” dall’inizio alla fine. In autunno, la trasmissione prenderà il nuovo titolo “Pomeridiana”.

Nell’agosto di 50 anni fa, i Beatles, sfidando il caldo torrido che imperversa nell’Egeo, sono in vacanza in Grecia, lasciando a casa chitarre e strumenti elettronici senza però rinunciare ad un massiccio bagaglio di abiti stravaganti, cappelli e maglioncini colorati. E’ stato proprio il loro abbigliamento a tradirli, e ad Atene non sono riusciti a sfuggire all’attenzione dei fotografi che li hanno inseguiti un po’ dappertutto riuscendo a ritrarli perfino mentre improvvisano, circondati da ammiratori, un sirtaki.

I Beatles una vacanza se la meritavano. Per registrare l’ultimo microsolco “Sergeant Pepper’s  lonely hearts Club Band” avevano lavorato per quattro mesi, una vera faticaccia per loro, abituati com’erano, agli inizi della carriera, ad incidere una canzone nel giro di poche ore. Tuttavia il viaggio in Grecia non sembra sia stato suggerito soltanto dal desiderio di un relax.

Si è infatti saputo che il quartetto di Liverpool ha acquistato per la cifra di circa 70 milioni di lire italiane, una piccola isola nell’Egeo, che essi sembrano decisi a trasformare in una base segreta. E c’è anche chi assicura che essi hanno fatto incetta di antichi strumenti musicali greci, per provare nuove sonorità per le loro prossime produzioni.

Al Bano invece è in vacanza a Riccione, dove si gode il sole della riviera romagnola. La sua “Nel sole”, lanciata dal Disco per l’estate e in gara tra i giovani del Festivalbar, ha vinto la Gondola d’Oro a Venezia e il Festival di Pesaro, ed è ai primi posti della Hit Parade.