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Archivio Editoriali - 5 Aprile 2014
a cura di Fiorenzo Pampolini

EUROFESTIVAL 1974 - Il trionfo degli ABBA ed il Si censurato di Gigliola Cinquetti

Cari amici, il 6 aprile di 40 anni si svolse a Brighton, nel Regno Unito, la 19esima edizione dell’Eurovision Song Contest, meglio noto come Eurofestival.

In realtà, la manifestazione avrebbe dovuto essere organizzata dal Lussemburgo, la cui rappresentante Anne-Marie David, con la canzone Tu te reconnaitras, aveva vinto l’edizione precedente. Ma poiché si trattava per il Lussemburgo della seconda vittoria consecutiva, il piccolo Stato europeo rinuncia per ragioni economiche ad una nuova organizzazione dell’evento.

E’ dunque la BBC a trasmettere l’Eurofestival dal The Dome di Brighton, la serata è presentata da Katie Boyle. In gara ci sono 17 Paesi, come l’anno precedente. Debutta la Grecia, ma la Francia è costretta a rinunciare in segno di lutto per la morte del Presidente Georges Pompidou.

Pochi i nomi noti a livello internazionale, al quarto posto si classifica per il Regno Unito con la canzone Long live love Olivia Newton John, che sarebbe poi diventata una star dopo essere stata protagonista insieme a John Travolta del film “Grease” nel 1978, mentre al terzo posto troviamo il duo Mouth and MacNeal, noti anche in Italia per essere entrati in Hit Parade nel 1971 con How do you do, e per aver partecipato pochi mesi prima al Festival di Sanremo 1974 con Ah, l’amore. I due rappresentano i Paesi Bassi con una canzone proposta però in lingua inglese, I see a star.

Per l’Italia, partecipa la vincitrice di “Canzonissima” Gigliola Cinquetti, con la canzone Sì. Ma nel nostro Paese siamo in piena campagna elettorale per il referendum sul divorzio, che chiama gli italiani a dire “Sì” o “No” all’abrogazione della legge Fortuna-Baslini. Per cui, la RAI decide di non mandare in onda in diretta l’Eurofestival. Nonostante ciò, la Cinquetti conclude la gara con un bel secondo posto.

Per la cronaca, il referendum (il secondo in Italia dopo quello per la scelta tra repubblica e monarchia nel 1946) si svolse il successivo 12 maggio. Vinsero i NO (59,7%), per cui la legge che nel 1970 introdusse in Italia la normativa sul divorzio, non fu abrogata.

Torniamo all’Eurofestival 1974: la vittoria va alla Svezia, con un gruppo il cui nome resterà sicuramente il più famoso a livello internazionale fra i vincitori di tutti i tempi dell’Eurofestival. Sono quattro ragazzi che hanno scelto di chiamarsi Abba dalle iniziali dei loro nomi di battesimo: Anny Frid-Lyngstad, Bjorn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Faltskog.

Il gruppo si era costituito nel 1970, ma soltanto nel 1972 esce il primo singolo di grande successo (al momento, solo in patria), People need love. Sono ancora sconosciuti al grande pubblico dell’Eurovisione, quando salgono sul palco di Brighton, in abiti ottocenteschi, per proporre Waterloo, dove nel testo non si parla della storica battaglia di Napoleone, ma viene comunque citato il condottiero francese a proposito di una sconfitta d’amore.

Il successo è immediato, Waterloo si classifica prima assoluta con 24 punti (la seconda classificata Gigliola Cinquetti ne totalizza 18), e ben presto scala le classifiche di vendita di molti Paesi europei (compresa l’Italia) e, caso più unico che raro per una canzone lanciata dall’Eurofestival, entra nelle Top Ten di Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Canada.

E’ l’inizio di un periodo particolarmente felice per i quattro ragazzi svedesi. Dopo Waterloo, arrivano negli anni successivi altri singoli di grande successo, come I do, I do, I do, I do, Mamma mia, Fernando. Nel 1976, esce il loro singolo più venduto, Dancing queen, proposto per la prima volta in onore del matrimonio del re di Svezia Carlo XIV Gustavo. Il 45 giri raggiungerà il numero 1 nella Hit Parade degli Stati Uniti.

Da citare ancora la bellissima The winner takes it all del 1979, poi nel 1982 l’ultima esibizione televisiva degli Abba, prima dello scioglimento, peraltro mai annunciato, della band. L’ultimo loro album ha per titolo “The Visitors” (novembre 1981), ma negli anni e nei decenni successivi non si contano le compilations uscite con la raccolta dei più grandi successi degli Abba.

Ed anche per oggi è tutto.

Buona settimana!