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Archivio Editoriali - 5 Marzo 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

EUROFESTIVAL 1966: VINCE L'AUSTRIA CON UDO JURGENS, MODUGNO ULTIMO.

Cari amici, il 5 marzo di 50 anni fa, si svolge in Lussemburgo l’undicesima edizione dell’Eurofestival, che oggi conosciamo come Eurovision Song Contest, ma che allora era definito “Gran Premio Eurovisione 1966 della Canzone Europea”.

Nelle precedenti edizioni, l’Italia aveva vinto nel 1964 con Gigliola Cinquetti che aveva riproposto la sua hit sanremese “Non ho l’età”. Dunque, visto che Gigliola a Sanremo ha fatto il bis con “Dio, come ti amo”, avrebbe potuto ritornare in gara all’Eurofestival. Viene invece designato l’altro interprete (e autore) del pezzo Domenico Modugno, nel quale si ripongono molte speranze visto che nel 1958 la sua “Nel blù dipinto di blù”, nonostante il successo mondiale, si classificò soltanto terza alla competizione canora europea.

La serata dell’Eurofestival viene trasmessa in TV sul Secondo Programma alle ore 22 con commento del presentatore Renato Tagliani, la presentatrice del Lussemburgo è Josiane Shen. In gara ci sono 18 Paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Jugolslavia, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera. Le giurie votano per scegliere la più bella canzone europea dell’anno. Decine di milioni di telespettatori (una platea potenziale di 300 milioni di persone, tanti sono gli abitanti dei 18 Paesi in gara) potranno vedere da casa i cantanti in gara.

La rassegna è organizzata in Lussemburgo, in quanto fu questo Stato a vincere l’edizione 1965 con la canzone “Poupée de cir, poupée de son”, interpretata da France Gall, la biondina che diventerà nota anche in Italia nel 1969 quando parteciperà, in coppia con Gigliola Cinquetti, al Festival di Sanremo con la canzone “La pioggia”.

I 18 cantanti in gara si esibiscono, quando è il turno del nostro Mimmo nazionale succede qualcosa di strano. Nelle prove effettuate in studio prima di sabato sera, Modugno e il suo direttore d’orchestra, il maestro Giacomazzi, avevano notato che nell’esecuzione mancavano alcuni effetti sonori. Decidono così di far venire da Roma due orchestrali da aggiungere alla già numerosa orchestra di Radio Lussemburgo.

I due arrivano sabato mattina, troppo tardi per le prove, ma Modugno si presenta comunque alla prova del pomeriggio con i due orchestrali arrivati da Roma. Al momento di cantare “Dio come ti amo”, nasce il litigio, l’orchestra si rifiuta di accogliere i due musicisti. Modugno protesta, si arrabbia, poi dice “buonasera” e se ne va.

Così, al momento della sua esibizione in serata, canta con il solo accompagnamento del maestro Giacomazzi al pianoforte e dei due musicisti italiani. La canzone ne risente e la giuria che aveva assistito per un primo ascolto anche alle prove ed aveva dunque visto la lite, non dà neppure un voto alla canzone di Modugno che si classifica così all’ultimo posto.

Vince, in rappresentanza dell’Austria, Udo Jurgens con la canzone “Merci cherie”. Jurgens, scomparso nel 2014, è alla sua terza partecipazione all’Eurofestival, ed è noto anche in Italia per aver partecipato al Festival di Sanremo 1965 con “Abbracciami forte”, in coppia con Ornella Vanoni.

Seconda classificata la canzone svedese “Il nuovo valzer antico”, interpretata da Lill Lindfors e Svante Thuresson, terza quella norvegese “Niente di nuovo sotto il sole”, cantata da Ase Kleveland. Modugno non è da solo in ultima posizione, visto che anche la canzone del Principato di Monaco, “Molto più forte”, cantata da Tereza, chiude la gara a zero voti.

Almeno cento milioni di telespettatori hanno assistito alla serata, secondo i calcoli degli organizzatori. Da Lussemburgo, infatti, lo spettacolo è stato ricevuto in tutte le nazioni europee, compresi i Paesi dell’Europa Orientale. La trasmissione è stata vista anche nell’Unione Sovietica e in Marocco.