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Archivio Editoriali - 5 Novembre 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

ANCORA E SEMPRE NOMADI. IN USCITA IL COFANETTO "1965/1979"

Cari amici, il gruppo (o come si diceva all’epoca, il “complesso”) più longevo della storia della musica italiana torna a stupirci con un cofanetto in uscita in questi giorni nei negozi di dischi.

“1965/1979 – Diario di viaggio di Augusto e Beppe”, è il nuovo cofanetto dei Nomadi che raccoglie superclassici, rarità, inediti e cover di canzoni straniere.

La nuova produzione discografica (una raccolta di 8 cd, ma c’è anche la versione da 4) è stata l’occasione per il gruppo di Novellara, dove vive tuttora Beppe Carletti, unico superstite della formazione originaria, di setacciare il proprio passato artistico. Sono saltati fuori anche alcuni inediti, sette brani incisi nella prima metà degli anni ’70 e mai pubblicati.

La raccolta si apre con l’indimenticabile “Io vagabondo” presentata al Disco per l’estate 1972. E ci sono anche tutte le altre partecipazioni del gruppo alla rassegna di Saint Vincent che li vide in gara e sempre finalisti anche nelle edizioni del 1970 (“Un pugno di sabbia”), 1971 (“So che mi perdonerai”), 1973 (“Un giorno insieme”), 1974 (“Tutto a posto”) e 1975 (“Senza discutere”).

Ci sono inoltre i loro primi grandi successi, da “Come potete giudicar”, presentata al Cantagiro 1966, a “Dio è morto”, (Cantagiro 1967) di Francesco Guccini, che fu censurata dalla RAI mentre veniva regolarmente trasmessa dalla Radio Vaticana.

Immancabile la famosa “Canzone per un’amica”, anch’essa composta da Guccini, proposta anche dal vivo con il cantautore modenese. Da citare anche il pezzo della loro unica partecipazione sanremese (1971, “Non dimenticarti di me”, proposta anche da Mal) ed altri titoli come “Ho difeso il mio amore”, “Un figlio dei fiori non pensa al domani”, “Ala bianca”, “Mai come lei nessuna”, la sigla del Rischiatutto “Voglio ridere”, la sigla del programma di cartoni animati “Mille e una sera”, dal titolo omonimo… in tutto 119 pezzi suddivisi in cinque raggruppamenti: “Il meglio” (cd 1, 2 e 3), “Gli inediti” (cd 4), “Demo e rarità” (cd 5), “Le cover dei Nomadi” (cd 6), “I Nomadi cantano e interpretano Guccini” (cd 7) e “Album concerto – Francesco Guccini e i Nomadi live”  (cd 8).

La storia dei Nomadi era iniziata nel 1963, quando Beppe Carletti (che dal 1961 faceva parte del gruppo “I Monelli”) conosce Augusto Daolio. Iniziano così a suonare nei dancing, come il Frankfurt Bar di Riccione, dove si esibirono per 77 sere, proponendo canzoni come “Draculino cha cha cha”. Il loro primo 45 giri è del 1965, il grande successo arriva al Cantagiro del 1966.

Nel 1992 i Nomadi partecipano al “Canzoniere dell’estate” con “Ma noi no”. La manifestazione, organizzata da Adriano Aragozzini e condotta da Alba Parietti, si conclude il 10 luglio con tre serate televisive in onda dalla Valle dei Templi di Agrigento, ed è qui che vediamo per l’ultima volta esibirsi in pubblico Augusto Daolio che ci lascerà pochi mesi dopo.

La formazione dei Nomadi è stata rimaneggiata più volte nel corso degli anni, ed oggi Beppe Carletti tiene alta la bandiera di questa formazione che continua a produrre nuove canzoni e ad incidere nuovi dischi. Insieme a lui, ci sono Cico Falzone, chitarra, dal 1990, Daniele Campani, batteria, dal 1990, Massimo Vecchi, basso e voce, dal 1998, Sergio Reggioli, violino e voce, dal 1998, e Cristiano Turato, voce e chitarra, dal 2012.

Ma non ci sono solo i Nomadi tra i “seniores” della musica italiana a proseguire senza soste il loro percorso musicale, ci sono altri due grandi nomi della canzone italiana che il prossimo 11 novembre usciranno con il loro nuovo album. Parliamo naturalmente di Mina e Adriano Celentano, ai quali possiamo già fare i nostri complimenti per il singolo che anticipa l’uscita dell’album, “Amami amami” (da qualche giorno nelle radio), una bella canzone nella quale alle grandi voci di questi due fuoriclasse della canzone italiana si affianca anche una fisarmonica che riprende il motivo di “Storia d’amore” che il “molleggiato” incise nel 1969.