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Archivio Editoriali - 4 Luglio 2009
a cura di Fiorenzo Pampolini

ALTO GRADIMENTO E SUPERSONIC - Due storici appuntamenti della radio anni '70

Cari amici, rimandiamo di due settimane la ripresa del discorso sui “tormentoni” estivi, in quanto oggi e sabato prossimo vogliamo parlare di alcune ricorrenze relative ad eventi musicali del mese di luglio. Intanto, un augurio speciale al nostro sito, e al suo webmaster Manlio Di Meglio, che ieri ha compiuto sette anni (il sito eh, Manlio ed io ne abbiamo qualcuno in più!). Le pagine dedicate agli amici dei 45 giri e della musica in genere sono sempre di più, da oggi è on line anche la scheda relativa a “Un disco per l’estate” 1969, e se continuerete a seguirci, troverete presto altre novità, per un panorama sempre più esauriente degli anni d’oro del 45 giri.

Ma ora saliamo sulla nostra macchina del tempo per tornare indietro di 39 anni. E’ il 7 luglio 1970, sono le 12,35, e chi accende la radio sul Secondo Programma sente per la prima volta una sigla che diventerà ben presto familiare, si tratta di Rock around the clock, eseguita dall’orchestra di James Last, che introduce la prima trasmissione di “Alto gradimento”. In studio ci sono Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, protagonisti fino a qualche mese prima di un’altra trasmissione-cult di radio RAI, ovvero “Bandiera gialla”, della quale avremo modo di parlare in altre occasioni.

“Alto gradimento” diventa in poco tempo un appuntamento di tendenza soprattutto per gli ascoltatori più giovani, che corrono a casa da scuola per poter sentire non solo la musica proposta dai due conduttori, ma anche e soprattutto per poter seguire l’infinita galleria di personaggi grotteschi e surreali inventati per l’occasione con la complicità di una banda di amici e collaboratori di Arbore e Boncompagni.

La selezione musicale è allineata alle svariate proposte delle case discografiche, con particolare attenzione a scegliere i pezzi maggiormente graditi dai giovani, spaziando nel vasto panorama del pop italiano ed internazionale. Spesso, i dischi che “girano” in “Alto gradimento”, scalano in breve tempo le classifiche di vendita.

E poi ci sono Mario Marenco, Giorgio Bracardi e Marcello Casco che si calano nel ruolo di disturbatori della trasmissione proponendo una serie di personaggi il cui modo di esprimersi entra subito a far parte dello “slang” giovanile.

Chi, tra i giovani degli anni Settanta, non ricorda Max Vinella e il suo “chiàppala, chiàppala”, o il comandante Raymundo Navarro perduto nello spazio (“ocho anos senza una muchacha”), il colonnello Buttiglione, il federale Catenacci fedelissimo del Duce (“quando c’era lui, caro lei”)? E ancora l’uccellaccio Scarpantibus, il professor Aristogitone, la Sgarrambona, gli annunci “Qui Radio Beri, ci avete chiameto?”.

“Alto gradimento” prosegue con successo fino al 1976, poi, con la famigerata riforma della RAI, che porta alla chiusura delle più seguite trasmissioni radiofoniche, cambia titolo in “Radiotrionfo”, poi diventa “No, non è la BBC”, ed infine chiude definitivamente nel 1980 dopo aver ripreso per un breve periodo il titolo originale.

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, radio RAI, dopo un periodo in cui sembrava essersi arresa alla concorrenza della TV, si rinnova radicalmente. E tra i nuovi seguitissimi appuntamenti, ce n’è un altro nato quasi per caso, che dovrebbe durare una sola estate, e che invece proseguirà ininterrottamente per ben sei anni.

Ma procediamo con ordine: è il 4 luglio 1971, radio RAI vara il nuovo palinsesto estivo, e per le serate del Secondo Programma ci si affida alle scelte musicali dei dee-jay Tonino Ruscitto, Massimo Lazzari e Tullio Grazzini. Titolo e sigla sono di quelli che danno la carica, il programma parte infatti sulle note di In a gadda da vida degli Iron Butterfly, sulla cui introduzione l’annunciatore Luciano Alto urla a pieni polmoni, con tanto di effetto eco, “Supersonic-sonic-sonic, dischi-ischi-ischi a mach due-ue-ue”.

Quella sera è di turno l’annunciatore Piero Bernacchi, storica voce della RAI ancora oggi speaker della TV pubblica, il quale, in una intervista radiofonica di qualche tempo fa, racconta di essersi inventato al momento un nuovo modo di presentare i pezzi in scaletta, in quanto non si poteva annunciare con il consueto distacco e la solita freddezza una siffatta sequenza musicale.

Nasce così “Supersonic”. Per la cronaca, il primo pezzo trasmesso è Black sheep of the family dei Quaternass. E tra le 20,10 e le 21,30 sono programmati 30 titoli, tra i quali citiamo (e scusate se è poco) Black night dei Deep Purple, New day degli Iron Butterfly, Che meraviglia di Mina, The ballad of tricky fred di Arlo Guthrie, Emozioni di Lucio Battisti, Barbarella degli Archaeopterix, Sing sing Barbara di Laurent, Half moon di Janis Joplin, Che cosa c’è di Ornella Vanoni, Night and day di Sergio Mendes & Brasil 66, La spada nel cuore di Patty Pravo, Concerto grosso per i New Trolls, Il corvo impazzito di Mauro Lusini, Have a little talk with my self di Ray Stevens, Open your bop di Yoko Ono and Plastic Ono Band.

Bernacchi (allora 29enne) non si limita ad annunciare i pezzi, ma si adegua al ritmo della scaletta, dà informazioni sugli interpreti, intrattiene gli ascoltatori, in definitiva anticipa la figura del conduttore radiofonico che, soprattutto con il successivo avvento delle radio private, sostituirà definitivamente l’annunciatore dal tono impersonale e distaccato. E allo stesso modo si comportano gli altri conduttori di “Supersonic” Paolo Testa e Paolo Francisci, ai quali si aggiungono in un secondo tempo Antonio De Robertis e Gigi Marziali (tutti dipendenti RAI con la qualifica di annunciatore).

Il successo di “Supersonic” è immediato. A fine stagione, la trasmissione è confermata anche per il palinsesto invernale, e proseguirà fino al 1977. Quasi ogni sera (e più tardi, anche la domenica pomeriggio) passano sulle frequenze di radio RAI le novità italiane ed internazionali, capita anche di trasmettere in anteprima qualche pezzo riuscendo a trovarne la versione internazionale prima ancora dell’uscita in Italia. Negli anni successivi, “Supersonic” organizza anche concerti dal vivo che vengono trasmessi dalla sala A di via Asiago in Roma alla presenza del pubblico.

Anche per “Supersonic”, la fine è conseguente alla riforma della RAI. In realtà, sopravvive ancora fino al 16 dicembre 1977, poi si prova a farlo rinascere con altro titolo (ma con gli stessi conduttori) nella nuova programmazione stereofonica degli anni Ottanta, per poi chiudere definitivamente poco tempo dopo.

Ma torniamo ai giorni nostri, per passare al consueto appuntamento con i compleanni di oggi e dei prossimi giorni. Auguri a...

4 luglio: Minnie Minoprio (67 anni)
5 luglio: Flavio Paulin dei Cugini di Campagna (61)
6 luglio: Gloriana (63), Toquinho (63), Cristina D’Avena (45), Carlo Fava (44), Max Gazzè (42)
7 luglio: Toto Cutugno (66), Mimmo Locasciulli (60), Nikki (vero nome Fabrizio Lavoro, 38)
8 luglio: Donatella Rettore (54)
9 luglio: Jim Kerr dei Simple Minds (50)
10 luglio: Ghigo Agosti (73), Federico Stragà (37)

Buona settimana a tutti!