testata
Archivio Editoriali - 4 Aprile 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

APRILE 1975. Hit Parade, Novità e Il Volo rock prog.

Cari amici, esattamente 40 anni fa, il 3 aprile 1975, Lelio Luttazzi presentava come ogni venerdì la Hit Parade alle ore 13 sul Secondo Programma radiofonico.

Canzone regina è “You are the first the last my everything”, di Barry White, mentre le cosiddette damigelle d’onore sono “Un’altra donna” dei Cugini di Campagna e “El bimbo” dei Bimbo Jet, un pezzo esclusivamente strumentale del quale Rosanna Fratello ha inciso una versione cantata proposta nella rubrica televisiva “Adesso musica”, proprio nella puntata del 4 aprile di 40 anni fa.

Segue al quarto posto “Kung fu fighting” di Carl Douglas, al quinto “Un corpo e un’anima” di Wess e Dori Ghezzi, al sesto ancora musica senza parole con “Emmanuelle” (dal film omonimo)  dei Lovelets.

Settimo posto per “Piange il telefono” di Domenico Modugno (insieme alla piccola Francesca Guadagno), ottavo per “Testarda io” di Iva Zanicchi.

Tra le novità di questo periodo, da citare l’uscita di un 45 giri di una nuova cantante, americana del New Jersey, che sta ottenendo uno straordinario successo in America e in Inghilterra. Si tratta di Gloria Gaynor e del suo album edito dalla Phonogram per la serie “Discotheque Spécial”, dal titolo “Never can say good-bye”.

Il relativo singolo farà ballare mezzo mondo, intanto, nella recensione del Radiocorriere TV, si parla di una voce tipica delle cantanti di colore: soul e grinta ne sono le caratteristiche, evidenziate da arrangiamenti efficacissimi e trascinanti.

Un altro debuttante della primavera 1975 è Gianni Togni, abruzzese, 18 anni. Il suo album, il primo, edito dalla IT, si intitola “In una simile circostanza”, dal nome di una delle tracce dell’album. Togni parla di lavoratori, di catene di montaggio e di fabbriche, oltre che naturalmente d’amore. I versi sono di Guido Morra, e gli arrangiamenti – eseguiti dallo stesso Togni – si avvalgono della collaborazione di molti musicisti italiani di jazz. Ma soltanto 5 anni dopo, con il fortunatissimo singolo “Luna”, Gianni Togni riuscirà a farsi apprezzare dal grande pubblico.

Primo album da solista anche per Tony Esposito, noto al pubblico per essere il percussionista di Alan Sorrenti, il cantante napoletano diventato popolarissimo per la sua personale elaborazione di “Dicitencello vuje”.

Esposito, nato a Napoli come alcune delle migliori “nuove leve” del rock (Edoardo Bennato, gli Osanna, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il nuovo gruppo Napoli Centrale, il già citato Sorrenti) dedica alla sua città il primo brano dell’album “Rosso napoletano”.

Anche in questo caso la recensione del Radiocorriere TV è molto lusinghiera: “Si tratta di un album rivelazione (titolo “Tony Esposito”, etichetta Numero Uno) di un musicista preparatissimo e colto, uno dei rari esempi di musica internazionale prodotti in casa nostra, ricco di idee, di invenzioni e lontano da facili scopiazzature dei modelli stranieri”.

Tra le collaborazioni all’album quella di Edoardo Bennato in alcuni effetti vocali, e quella del tastierista americano Mark Harris in una esecuzione a due, “Danza dei bottoni”.

Grazie al loro singolo “Not bush city limits”, Ike e Tina Turner si aggiudicano il nuovo premio “Golden European Record”, che viene attribuito a quegli artisti americani che raggiungono almeno la quota di un milione di copie vendute con un disco singolo in Europa.

In Italia, Mia Martini vince il suo primo disco d’oro per aver raggiunto la cifra di un milione di dischi venduti con “Piccolo uomo”, “Donna sola” e “Minuetto”. Intanto, Mia ha già presentato alla TV una nuova canzone, “Al mondo”, incisa in 45 giri, mentre sta per uscire un album, “Sensi e controsensi”, che presenta una Mia Martini inedita nell’affrontare autori che mai avevano scritto per lei.

Ivano Fossati, in attesa del nuovo album, esce con un 45 giri che contiene “Cane da strada” (che lui definisce un autoritratto) e “Concerto di plenilunio in un castello di Stoccarda”, composizione strumentale per flauto e ritmi.

Ed infine parliamo de “Il Volo”. Ah, quindi torniamo ai giorni nostri, direte voi. E invece no! 40 anni fa, “Il Volo” già esisteva, e faceva musica di tutt’altro genere rispetto ai tre ragazzi che hanno vinto l’ultimo Festival di Sanremo.

Trattasi infatti di un sestetto di nomi di prima grandezza nel panorama musicale italiano, sono Gabriele Lorenzi, Mario Lavezzi, Vince Tempera, Bob Callero, Gianni Dall’Aglio e Alberto Radius. Continuano a ripetere di non essere un supergruppo, e intanto, sullo slancio del loro primo LP, all’inizio del 1975 incidono il secondo cui ha posto mano anche Mogol preparando il testo per uno degli otto brani che compongono il disco.

Il titolo dell’album, che contiene 6 tracce, è “Essere o non essere? Essere, essere, essere!” ed è edito dalla Numero Uno. Il loro genere è il rock progressivo, e collaborano anche ad album di altri artisti come Lucio Battisti e Loredana Bertè.

Ed anche per oggi ci fermiamo qui, inviando a tutti voi, e ai vostri cari, i nostri migliori auguri di Buona Pasqua e Buona Pasquetta!

Appuntamento a sabato prossimo!