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Archivio Editoriali - 4 Febbraio 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1987: SECONDA PARTE. ZARRILLO VINCE TRA I GIOVANI - 60 ANNI FA NASCEVA CAROSELLO.

Cari amici, torniamo a parlare del Festival di Sanremo 1987, sia per vedere l’elenco dei cantanti in gara per la sezione “Nuove proposte”, sia per raccontare altri fatti e curiosità di quell’edizione.

Durante la serata finale, il 7 febbraio, il presentatore Pippo Baudo comunica al pubblico la notizia della morte di Claudio Villa che si trovava a Padova in attesa di un’operazione al cuore. Il pubblico del Teatro Ariston tributa un ultimo grande appaluso al “reuccio” che aveva partecipato diverse volte al Festival, vincendo l’edizione del 1955 con “Buongiorno tristezza”, quella del 1957 con “Corde della mia chitarra”, quella del 1962 con “Addio, addio”, e quella del 1967 con “Non pensare a me”.

L’edizione 1987 del Festival di Sanremo sarà ricordata anche per la spallina dell’abito di Patsy Kensit, ospite internazionale. Quella spallina cedette durante l’esibizione della cantante, lasciando intravvedere il seno.

E’ stata una delle edizioni più seguite di tutti i tempi, sicuramente la più seguita da quando esiste l’Auditel (che era entrato in funzione pochi mesi prima). Per la serata finale del 7 febbraio, furono ben 18.300.000 gli italiani che seguirono lo spettacolo, con uno share del 77,50%.

E veniamo ai giovani di Sanremo 1987. Tra le 16 “Nuove Proposte” ci sono nomi che avranno un illustre futuro nel mondo della canzone italiana, citiamo Alessandro Bono e Paola Turci (eliminati al primo turno) e i finalisti Michele Zarrillo, Andrea Mirò e Mariella Nava.

L’esibizione dei giovani avviene nella terza serata, e 8 di essi vengono eliminati. Devono così rinunciare alla finale i Chiari e Forti, un duo nel quale canta il figlio di Mogol con lo pseudonimo di Cheope, con la canzone “Campi d’atterraggio”, Umberto Marzotto (“Conta chi canta”), Paolo Scheriani (“L’esteta”), Teo (“Ma che bella storia”), Alessandro Bono (“Nel mio profondo fondo”), Berger (“Non cadere mai in ginocchio”), Paola Turci (“Primo tango”) e Charley Deanesi (“Stringimi le mani”).

Gli otto finalisti tornano ad esibirsi nella finale del 7 febbraio. All’ottavo posto si classifica Mariella Nava con “Fai piano”, al settimo Ricky Palazzolo (“In volo nel futuro”), al sesto Claudio Patti (“La forza della mente”), al quinto il 14enne Enrico Cifiello, uno dei cantanti più giovani della storia del Festival, con “Un bacio alla mia età”, al quarto Andrea Mirò (“Notte di Praga”), al terzo i Future al loro debutto sanremese con “Briciole di pane” (l’anno successivo saranno i vincitori delle “Nuove Proposte), al secondo Miki con “Straniero”.

Vince il Festival di Sanremo categoria “Nuove proposte”, Michele Zarrillo con “La notte dei pensieri”. Il cantautore romano aveva già partecipato a due precedenti edizioni del Festival, nel 1981 con “Su quel pianeta libero” e nel 1982 con “Una rosa blù”, ottenendo un certo successo. Ciononostante, in questa edizione, viene curiosamente inserito tra le Nuove Proposte.

E con la nostra macchina del tempo torniamo ora indietro di altri 30 anni: dal 1987 arriviamo al 3 febbraio 1957, una data storica per la televisione italiana che ha appena 3 anni di vita. Da quella sera infatti, la pubblicità, già protagonista da anni dei programmi radiofonici, approda in TV, e lo fa in maniera molto discreta. Nasce così “Carosello”. I dirigenti della RAI di allora, per non turbare troppo i telespettatori italiani che non avevano mai visto sul piccolo schermo un comunicato pubblicitario, si inventano una formula molto originale. Ogni inserzionista ha infatti a disposizione uno spazio di circa 2 minuti, per il quale la “reclame” vera e propria arriva soltanto negli ultimi 30 secondi, mentre nel restante tempo va in scena un mini-spettacolo ideato e realizzato in esclusiva per l’azienda che pubblicizza i suoi prodotti.

Da domenica 3 febbraio 1957, il Telegiornale delle 20,45 viene anticipato alle 20,30; e alle 20,50, prima dello spettacolo della sera, va in onda “Carosello”, una situazione che si ripeterà per quasi 20 anni, con un anticipo di orario a partire dal mese di dicembre 1973, quando, per i noti provvedimenti legati alla crisi petrolifera, il Telegiornale viene anticipato alle ore 20, e di conseguenza anche “Carosello” va in onda mezz’ora prima.

Per la cronaca, i quattro inserzionisti della prima trasmissione di “Carosello” furono Shell Italiana, L’Oreal, Macchine da cucire Singer e Grandi Marche Associate. Il successo di “Carosello” fu istantaneo e duraturo, e per molti bambini degli anni 50, 60 e 70, la fine dei siparietti pubblicitari era un po’ come “Il silenzio” suonato nelle caserme. Ed ancora oggi si sente dire “andare a nanna dopo Carosello”.

Tra il 1959 e i primi anni ’60, arrivarono altre rubriche pubblicitarie, come “Tic tac”, “Arcobaleno”, “Gong”, “Girotondo”, “Doremi”  “Break”, mentre sul Secondo Programma gli spot pubblicitari erano raggruppati nella rubrica “Intermezzo”.

Ma il più amato fu sempre “Carosello”, che vide tra i protagonisti dei minishow praticamente tutti i più famosi attori italiani e molti cantanti (tra i quali la grande Mina), per non parlare della galleria di personaggi di animazione appositamente inventati. Tra i più famosi, ricordiamo il pulcino Calimero, il Caballero Misterioso e la sua Carmencita, Jo Condor e il Gigante Buono.

“Carosello” proseguì fino al 1° gennaio 1977, per poi fermarsi di fronte alle mutate esigenze dei tempi pubblicitari. Qualche anno fa, la RAI provò a rilanciare con “Carosello Reloaded”, ma il risultato non fu molto lusinghiero, per cui lo storico titolo fu nuovamente messo da parte.