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Archivio Editoriali - 4 Dicembre 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

1970: FESTIVAL, FESTIVAL - Da Palermo a Rio De Janeiro

Cari amici, tra i tanti Festival che si svolgevano in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta ne ricordiamo due, con le rispettive edizioni del 1970.

In autunno si svolge a Palermo il Festival Pop, sottotitolo “Quattro giorni all’insegna della musica e della pace”. Della manifestazione, che voleva richiamarsi al mitico concerto di Woodstock, la TV trasmise una sintesi registrata nel pomeriggio del 6 gennaio sul Secondo Programma dalle 18,35 alle 19,30.

Il presentatore è Paolo Villaggio, numerosi sono gli artisti internazionali che si esibiscono sul palco, ma tra essi resterà scritta negli annali di questo festival una performance che non si vedrà in TV ma che non mancò di suscitare sorpresa e meraviglia tra il pubblico, pur anticonformista, non abituato ad esibizioni del genere.

Il cantante dei Crazy World Arthur Brown, intorno alla fine della sua esibizione, che prevedeva tra l’altro l’interpretazione della sua canzone Fire, si denuda completamente sul palcoscenico. Stupore ed imbarazzo tra il pubblico, immediatamente intervengono i carabinieri che lo accusano di atti osceni in luogo pubblico. E’ l’occasione per far scoppiare disordini tra gli spettatori, che inveiscono contro le forze dell’ordine.

Va detto che un altro nudo si era visto a settembre sul palcoscenico del Teatro Sistina alla prima italiana del musical “Hair”, ma qui gli spettatori erano preparati, e poi la scena nella quale appunto tutti gli attori entrano nudi in palcoscenico è parzialmente oscurata da un sapiente gioco di luci.

Ma torniamo ai Festival di canzoni, per citare un altro appuntamento del 1970 dove è la musica ad essere protagonista. Parliamo del Festival Internazionale della Canzone di Rio de Janeiro, giunto alla sua quinta edizione. Questa rassegna ha sempre portato bene all’Italia, infatti nel 1967 assegò la vittoria a Jimmy Fontana, nel 1968 Pino Donaggio si classificò terzo, e nel 1969 dette modo ad Al Bano di scalare le classifiche di vendita del Brasile.

Per l’edizione 1970, l’Italia è rappresentata da Iva Zanicchi, ma anche da Little Tony che in realtà corre per i colori di San Marino. Gli altri partecipanti di questa edizione sono artisti di fama internazionale, ciascuno in rappresentanza del Paese di origine: citiamo, tra gli altri, per gli Stati Uniti Simon & Garfunkel e Dionne Warwick, per la Germania James Last, per il Belgio gli Wallace Collection, per la Gran Bretagna Shirley Bassey, Dusty Springfield e Donovan, per la Francia Georges Moustaki.

E prima di occuparci anche questa settimana di Canzonissima 1970, vogliamo ricordare il trentesimo anniversario della scomparsa di John Lennon. Era nato a Liverpool, come gli altri Beatles, nel 1940, e fu ucciso l’8 dicembre 1980 a New York, da un suo stesso fan armato di rivoltella.

Quando i Beatles uscirono di scena come band nel 1970, Lennon proseguì la sua carriera di solista, e proprio a ridosso del Natale di 39 anni fa, portò in classifica una delle più belle canzoni di tutti i tempi, Imagine, un messaggio di pace che immagina un mondo senza conflitti, senza barriere, dove tutti si vogliono bene, un’utopia forse, ma il pezzo diventerà l’inno di tutti coloro che sognano un mondo migliore.

Imagine there’s no country
it isn’t hard to do
nothing to kill or die for
and no religion too.

Concludiamo tornando con la memoria alla Canzonissima di 40 anni fa. Questa settimana riviviamo la nona puntata, durante la quale quattro coppie di cantanti si contendono un posto in semifinale per presentare il loro inedito.

E allora, cliccate sulla nuova scheda, scegliete la vostra coppia preferita di cantanti, e ...votate, votate, votate!

Buona settimana a tutti!