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Archivio Editoriali - 31 Dicembre 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

DOMENICA IN E L'ALTRA DOMENICA - 40 ANNI FA LA CONCORRENZA IN TV DELLA DOMENICA POMERIGGIO. ADDIO A GEORGE MICHAEL

Cari amici, esattamente 40 anni fa, a pochi mesi dall’inizio delle due trasmissioni televisive della domenica pomeriggio, “Domenica In” e “L’altra domenica”, è tempo di bilanci per i due appuntamenti del piccolo schermo.

Tutti d’accordo sul fatto che le due iniziative sembrano coincidere con la lunga stagione di crisi (la cosiddetta austerity era iniziata nel 1973 con le domeniche a piedi, e ancora non si era usciti dal periodo difficile) che gli italiani stavano vivendo, creando così una piacevole compagnia a chi, per problemi economici, sceglie di rimanere in casa la domenica pomeriggio.

“L’altra domenica”, in onda dal 28 marzo 1976, propone una varietà di spettacoli esterni ripresi dal vivo – concerti leggeri e rappresentazioni teatrali in anteprima – oltre a spezzoni di film e rapidi quiz. Renzo Arbore, in studio, ha la funzione di collegamento tra questi e le notizie sportive fornite da Maurizio Barendson.

In realtà, la trasmissione affonda le sue radici nella memorabile esperienza radiofonica di “Alto gradimento”, in onda dal 1970. Una banda di personaggi sgangherati, orchestrati da Arbore, riesce a creare un clima surreale. Tra i protagonisti ci sono un giovane Roberto Benigni nei panni di un improbabile critico cinematografico, il cugino americano Andy Luotto e le Sorelle Bandiera, tre uomini che ricoprono il ruolo di tre brave cantanti alle quali è affidata anche la sigla “Fatti più in là”.

E poi ci sono altri nomi più o meno noti, alcuni dei quali spiccheranno proprio da qui il volo per la celebrità, citiamo Mario Marenco, Fabrizio Zampa, Michel Pergolani, Isabella Rossellini, Giorgio Bracardi, Milly Carlucci, Silvia Annichiarico.

Su Raiuno, il 3 ottobre 1976, Corrado aveva tenuto a battesimo “Domenica in”, che alterna telefilm e notizie sportive (fornite da Paolo Valenti), con intrattenimento in studio, e con un ampio spazio al telequiz giallo di Pippo Baudo nel programma “Chi”, abbinato alla Lotteria Italia.

Si tratta di un appuntamento più casalingo, più tradizionale, e dunque meno seguito dai giovani (che gli preferiscono “L’altra domenica”) ma che fa registrare un’audience più elevata proprio perché seguito da intere famiglie riunite davanti al televisore.

Se, infatti, l’indice di gradimento è sostanzialmente uguale (70 per “Domenica In” e 69 per “L’altra domenica”), l’ascolto della trasmissione di Corrado è calcolato in sette milioni di telespettatori, mentre a guardare “L’altra domenica” sarebbero soltanto 600.000 spettatori.

A proposito della qualità delle due trasmissioni, alcuni critici televisivi dicono la loro, come Ivano Cipriani di “Paese sera” che afferma: “I due programmi sono entrati in concorrenza. La Rete 2 ha rispettato un certo livello di impegno nel condurre la sua trasmissione, la Rete 1 lo ha abbassato notevolmente per guadagnarsi o mantenere un tipo di pubblico tradizionale.”

Morandini de “Il Giorno” sostiene che Corrado rappresenta le generazioni precedenti al ’68, Arbore quelle successive. Quindi lo spettacolo della Rete 2 piace di più ai giovani e a quel tipo di spettatori che sono meno condizionati dal consumo televisivo.

Intanto, a 40 anni di distanza, “Domenica In” è ancora in onda, pur se aggiornata nei tempi e nei contenuti, e al timone è tornato in questa stagione Pippo Baudo, nella collocazione oraria che 50 anni fa vedeva l’allora 30enne di Militello alla conduzione del suo primo programma di grande successo, ovvero “Settevoci”.

E concludiamo questa nota con l’ultimo saluto ad un grande della musica leggera internazionale. Lo avevamo conosciuto 30 anni fa, insieme ad Andrew Ridgeley nel duo degli Wham, poi divenne solista interpretando tante belle canzoni, tra le quali proprio “Last Christmas”, quel tragico ultimo Natale che se l’è portato via a soli 53 anni. Addio, George Michael, che la terra ti sia lieve, e grazie per le tante emozioni che la tua musica ci ha regalato.

Ed eccoci ai saluti. Un altro anno se ne va, un anno che si è portato via tanti grandi nomi della musica internazionale. E dunque, prima degli auguri, lasciateci citare David Bowie, 69 anni (scomparso il 10 gennaio), Glenn Frey, 67 anni, chitarrista e co-fondatore degli Eagles (19 gennaio), Paul Kantner, 74 anni, co-fondatore dei Jefferson Airplane (28 gennaio), Maurice White, 74 anni, fondatore degli Earth, Wind and Fire (4 febbraio), Keith Emerson e Greg Lake, rispettivamente 71 e 69 anni, del gruppo Emerson, Lake and Palmer, Prince, 57 anni (scomparso il 21 aprile), Leonard Cohen, 82 anni (7 novembre) ed infine il già citato George Michael.

Il 2017 sta già bussando alla porta, e dunque non ci resta che augurare a tutti voi un anno di gioia e serenità.

BUON ANNO A TUTTI!!