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Archivio Editoriali - 30 Gennaio 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1966: LA FINALE. VINCONO MODUGNO E LA CINQUETTI, RIVELAZIONE CATERINA CASELLI.

Cari amici, sabato 29 gennaio 1966 si conclude la sedicesima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Vi abbiamo raccontato la settimana scorsa le prime due serate nel corso delle quali sono state presentate le 26 canzoni in gara. In finale ne arrivano 14. Eccole:

  1. Se tu non fossi qui (Peppino Gagliardi e Pat Boone)
  2. Parlami di te (Edoardo Vianello e Françoise Hardy)
  3. Una casa in cima la mondo (Pino Donaggio e Claudio Villa)
  4. Così come viene (Remo Germani e Les Surfs)
  5. Nessuno di voi (Milva e Richard Antony)
  6. In un fiore (Wilma Goich e Les Surfs)
  7. Io ti darò di più (Ornella Vanoni e Orietta Berti)
  8. Adesso sì (Sergio Endrigo e Chad and Jeremy)
  9. A la buena de Dios (I Ribelli e The Minstrels)
  10. La notte dell’addio (Iva Zanicchi e Vic Dana)
  11. Nessuno mi può giudicare (Caterina Caselli e Gene Pitney)
  12. Mai mai mai Valentina (Giorgio Gaber e Pat Boone)
  13. Una rosa da Vienna (Anna Identici e The Minstrels)
  14. Dio come ti amo (Gigliola Cinquetti e Domenico Modugno)

L’esclusione più clamorosa di questa edizione è “Il ragazzo della via Gluck”, di Adriano Celentano, che si rifarà nei negozi di dischi, ma vengono sorprendentemente eliminati anche Lucio Dalla (Paff… bum), l’Equipe 84 (Un giorno tu mi cercherai), Gino Paoli (La carta vincente) e Bobby Solo (Questa volta).

La rivelazione di questa edizione del Festival di Sanremo è Caterina Caselli, nata a Sassuolo (Modena) nel 1946. A 17 anni, partecipa al Festival delle Voci Nuove di Castrocaro Terme. Non entra in finale, ma ottiene comunque un primo contratto con una casa discografica per la quale incide nel 1964 il suo primo 45 giri con le canzoni “Sciocca”e “Ti telefono tutte le sere”. L’anno dopo, è tra i giovani del Cantagiro (girone B), e finalmente a Sanremo 1966 la grande affermazione con “Nessuno mi può giudicare”. E’ l’inizio di una lunga carriera che vedrà la Caselli protagonista per molti anni come cantante di successo, fino a quando nel 1975 decide di ritirarsi dalle scene musicali per dedicarsi all’attività di produttore, anche se nel 1990 torna in gara a Sanremo con una bella canzone dal titolo “Bisognerebbe non pensare che a te”. Nel suo ruolo di discografica, si rivela un’ottima talent scout, scoprendo e lanciando nel mondo della canzone grandi personaggi come Andrea Bocelli, Negramaro, Avion Travel, Pierangelo Bertoli, Elisa, Gerardina Trovato, Malika Ayane.

Ma torniamo alla finale di Sanremo 1966. La RAI è costretta ad interrompere per qualche minuto il collegamento Eurovisione a seguito di una vibrata protesta in sala da parte dei sostenitori di Celentano che ritengono ingiusta l’eliminazione del loro idolo. Interviene la polizia e gli animi si calmano.

Al termine della serata viene proclamata la canzone vincitrice, mentre tutte le altre sono considerate seconde a pari merito. I giornali pubblicano comunque la classifica che vede al 14esimo posto “A la buena de Dios” (1 voto), 13esima “La notte dell’addio (5 voti), 12esima “Così come viene” (6), ottave a pari merito con 9 voti “Parlami di te”, “Nessuno di voi”, “Adesso sì” e “Se tu non fossi qui”, seste a pari merito con 11 voti “Mai mai mai Valentina” e “Io ti darò di più”, quinta “Una rosa da Vienna” (14), quarta “Una casa in cima al mondo” (16), terza “In un fiore “ (19), seconda “Nessuno mi può giudicare” (31).

Con un notevole distacco dalla seconda classificata, ottenendo infatti 77 voti, vince il Festival di Sanremo 1966, “Dio, come ti amo”, interpretata da Gigliola Cinquetti e Domenico Modugno.

Per il cantautore pugliese, è la quarta vittoria sul palco di Sanremo, dove aveva trionfato nel 1958 con “Nel blù dipinto di blù”, nel 1959 con “Piove” e nel 1962 con “Addio, addio”. Ed anche per la Cinquetti, appena diciottenne, non è la prima vittoria visto che si era già classificata al primo posto due anni prima con “Non ho l’età”.

Cala così il sipario su un’edizione del Festival che sembra aver restaurato l’egemonia della canzone melodica a scapito degli urlatori e del beat. Ma i discografici sono già al lavoro per le classiche della bella stagione, come “Un disco per l’estate”, “Cantagiro” e “Festivalbar”, dove il beat si riprenderà alla grande il suo spazio. In particolare, il patron del Cantagiro Ezio Radaelli si inventa un girone riservato ai complessi. Ne parleremo tra qualche mese.