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Archivio Editoriali - 3 Settembre 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

PENSIERI, PAROLE ED EMOZIONI. GLI 80 ANNI DEL GRANDE MOGOL

Cari amici, il 17 agosto scorso, il grande Mogol, alias Giulio Rapetti, ha compiuto 80 anni. Ancora attivo nel mondo della canzone, è ricordato soprattutto per essere stato partner di Lucio Battisti nella composizione dei suoi più grandi successi, ma la sua carriera era iniziata diversi anni prima di incontrare Battisti.

Mogol è figlio d’arte, il padre Mariano, infatti, con lo pseudonimo di Calibi, fu un grande autore di tante canzoni degli anni ’50, e continuò a scrivere belle canzoni anche negli anni ’60, talvolta in tandem con il figlio Giulio. E’ il caso per esempio di “Le colline sono in fiore” (firmata Mogol e Calibi per il testo, e Donida e Angiolini per la musica) che rivelò Wilma Goich al Festival di Sanremo 1965.

Ma torniamo a Rapetti junior, ovvero il grande Mogol, che già nel 1955 segue le orme paterne ed inizia la sua attività di paroliere. Nel 1959, la SIAE optò per il nome d’arte di Mogol, scelto tra una rosa di 120 pseudonimi proposti dallo stesso Giulio.

Il primo grande successo arriva a Sanremo del 1961, quando Luciano Tajoli e Betty Curtis vincono il Festival con “Al di là”, scritta da Mogol insieme a Carlo Donida. Inizia così una lunga carriera che vede Mogol protagonista della Hit Parade e delle più importanti manifestazioni musicali. Nel 1964, scrive per Bobby Solo, “Una lacrima sul viso”, in gara a Sanremo e campione di vendite, e nello stesso anno firma ben quattro canzoni del neonato “Disco per l’estate”, tra le quali la seconda classificata “Con te sulla spiaggia”, interpretata da Nico Fidenco.

Nel 1965, è di nuovo primo a Sanremo con “Se piangi se ridi” interpretata ancora da Bobby Solo, mentre l’anno successivo traduce per i Dik Dik il testo inglese di “California dreaming”, primo singolo da Hit Parade del gruppo milanese. E ancora nel 1966, è primo al Disco per l’estate con “Prima c’eri tu”, firmata anche dall’altro grande paroliere dell’epoca Vito Pallavicini, caso più unico che raro di collaborazione tra i due noti scrittori di canzoni. Mogol è grande protagonista anche a Sanremo 1967, come autore del testo di una delle più belle canzoni italiane di sempre, “L’immensità”, firmata per la parte musicale dal grande Don Backy (anche se a tal proposito c'è una smentita dello stesso Don Backy pubblicata recentemente dal quotidiano Il Tirreno).

Intanto, nel 1966 Mogol aveva incontrato alla Ricordi il giovane Lucio Battisti, dando il via ad una collaborazione che porterà alla scrittura di alcune delle più belle canzoni della storia della musica italiana. Non solo, ma è Mogol che convince Battisti a cantare, nonostante i funzionari della RAI sostenessero che Lucio aveva una voce poco “radiogenica”. E infatti, “29 settembre” fu affidata all’Equipe 84.

Solo nel 1968 Lucio Battisti uscì allo scoperto partecipando alle tre classiche gare estive del periodo. Per il debutto al Disco per l’estate e al Festivalbar fu scelta una canzone composta da Mogol e Donida, “Prigioniero del mondo”, ma fu al Cantagiro che il cantautore reatino ottenne un notevole successo con “Balla Linda”, firmata Mogol e Battisti.

Inizia così l’era Mogol-Battisti, un lungo periodo di quasi 15 anni durante il quale Mogol rivestì di memorabili parole le intuizioni musicali del genio Battisti. Da “Un’avventura”, presentata a Sanremo nel 1969, a “Mi ritorni in mente”, “Acqua azzurra acqua chiara”, “Dieci ragazze”, “Fiori rosa fiori di pesco”, “Emozioni”, “Anna”, “Pensieri e parole”, “Dio mio no”, “La canzone del sole”, “Anche per te”, “I giardini di marzo”, “Innocenti evasioni”, “E penso a te”, “Comunque bella”, “La luce dell’est”, “Io vorrei non vorrei ma se vuoi”, “Il mio canto libero”, “La collina dei ciliegi”, “Il nostro caro angelo”, “Ancora tu”, “Respirando”, “Amarsi un po”, “Sì, viaggiare”, “Nessun dolore”, “Una donna per amico”, “Una giornata uggiosa”, “Con il nastro rosa”…

Terminato il periodo di collaborazione e di amicizia con Lucio Battisti, Mogol inizia a collaborare nel 1985 con Mango, proprio quando il cantautore di Lagonegro, dopo anni di gavetta, stava valutando se abbandonare la scena musicale, e più tardi con Gianni Bella e Adriano Celentano. L’ultima sua fatica è una canzone per il recente album di Eros Ramazzotti “Perfetto”, dal titolo “Sbandando”.

L’attività di Mogol è continua ed incessante, nel 1975 aveva fondato la Nazionale Italiana Cantanti di calcio, e più tardi fonda il CET (Centro Europeo di Toscolano), modernissima scuola per autori, musicisti e cantanti. Nel 2006, il suo nome d’arte è diventato parte integrante dei suoi dati anagrafici, ed oggi si può presentare come Giulio Rapetti Mogol.

In attesa della serata che gli dedicherà Raiuno in questo mese di settembre, noi facciamo ancora tanti auguri al grande Mogol, ringraziandolo per le tante belle canzoni che ci ha regalato, e cogliendo anche l’occasione per ricordare il grande Lucio Battisti del quale il 9 settembre ricorre il 18esimo anniversario della scomparsa.