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a cura di Fiorenzo Pampolini

4 MARZO 1943. A BOLOGNA NASCE LUCIO DALLA

Cari amici, in questi giorni si sarebbero celebrati due compleanni di due grandi cantautori della nostra musica che purtroppo ci hanno lasciato rispettivamente nel 2012 e nel 1998. Quest’oggi ricordiamo il grande Lucio Dalla, mentre la prossima settimana rivivremo la storia di Lucio Battisti.

Dalla nasce a Bologna il 4 marzo 1943. La sua passione per la musica lo porta ancora adolescente a diventare membro di un complesso jazz bolognese, la Rheno Dixieland Band di cui fa parte anche il regista Pupi Avati. Incontra inoltre il mitico trombettista statunitense Chet Baker, che allora viveva a Bologna, ed è invitato più volte a suonare con lui.

Nel 1962 entra a far parte dei Flippers, complesso del quale fanno parte tra gli altri Franco Bracardi e Fabrizio Zampa. Al Cantagiro del 1963, incontra Gino Paoli che invita Dalla a tentare la carriera come solista, e l’anno successivo incide il suo primo singolo (“Lei non è per me”) con il quale partecipa senza molto successo al Cantagiro del 1964.

Nel 1966, Dalla forma con un gruppo di musicisti bolognesi il complesso “Gli Idoli”. Nello stesso anno partecipa al Festival di Sanremo con una curiosa canzone dal titolo “Paff… bum”, e al Festival delle Rose con “Quand’ero soldato”, aggiudicandosi il premio della critica.

Il 1967 è l’anno del successo, prima a Sanremo con “Bisogna saper perdere” (in coppia con The Rokes) e poi ancora al Festival delle Rose con “Il cielo”. Finalmente, Dalla può essere considerato un big, anche se nel 1968 viene escluso (con “E dire che ti amo”) dalle finali di “Un disco per l’estate”, manifestazione che non gli porterà molta fortuna, visto che avranno lo stesso risultato le altre due partecipazioni, nel 1972 con “Sulla rotta di Cristoforo Colombo” e nel 1974 con “Anna bell’Anna”.

Decisamente migliore è l’esperienza di Sanremo, dove nel 1971 si classifica al terzo posto (insieme all’Equipe 84) con una canzone che inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi “Gesù Bambino”, ma i censori della RAI mutarono il titolo in “4 marzo 1943”, data di nascita di Dalla, anche se il testo non è autobiografico.

Anche alcuni versi della canzone (composta dallo stesso Dalla su testo di Piera Pallottino) dovranno essere modificati, per cui Dalla, invece di cantare… “e ancora adesso che bestemmio e bevo vino, per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino”, dovrà dire “e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino”.

E nel 1972, è ancora a Sanremo con un’altra delle sue canzoni più belle, “Piazza Grande” dedicata agli ultimi della sua città, che si ritrovano sulle panchine di “Piazza Maggiore”, che i bolognesi chiamano come il titolo della sua canzone.

Intanto scrive canzoni per un astro nascente della nostra musica leggera, Rosalino Cellammare, il futuro Ron, che sarà la rivelazione di “Un disco per l’estate” 1971 con “Il gigante e la bambina”. Successivamente inizia un periodo di collaborazione con il poeta Roberto Roversi, che scrive i testi per le sue canzoni.

Più tardi Dalla decide di essere un cantautore completo, componendo per intero le sue canzoni, sia per la musica che per il testo. Ecco l’album “Com’è profondo il mar” (1977), e due anni più tardi il nuovo 33 giri “Lucio Dalla” che ci regala bellissime canzoni cone “L’ultima luna”, “Anna e Marco”, “Cosa sarà” (cantata con Francesco De Gregori su musica di Ron), e una delle sue canzoni-manifesto, “L’anno che verrà”.

Intanto nel 1978 era iniziata la collaborazione di Dalla con De Gregori, che alla fine dell’anno incidono “Ma come fanno i marinai”, seguita qualche mese dopo dal tour “Banana republic”, che vedrà i due cantautori insieme in concerto. Seguono una serie di album, anche in duetto come quello con Gianni Morandi nel 1988.

Ci limitiamo a citare i pezzi più famosi, “Se fossi un angelo” (1986), “Caruso” (1986), “Vita” (1988), “Attenti al lupo” (1990), “Canzone” (1996). L’ultimo album di Lucio Dalla esce alla fine del 2011, ed è una raccolta costituita da due CD contenenti in tutto 31 tracce.

Dal 14 al 18 febbraio del 2012, Dalla ritorna al Festival di Sanremo come direttore di orchestra, per accompagnare il giovane cantautore Pierdavide Carone che interpreta in gara una canzone scritta da Lucio, “Nanì”.

Pochi giorni dopo, il 27 febbraio, parte per un tour europeo, che però si conclude tragicamente il 1° marzo, quando il cantautore muore improvvisamente a Montreux, in Svizzera, dove si era esibito la sera precedente.

Qualche settimana fa, al Festival di Sanremo 2018, Ron ha interpretato un inedito del grande Lucio, “Almeno pensami”, come se Dalla avesse voluto darci un’ulteriore testimonianza della sua genialità musicale, salendo ancora una volta sul palco del Festival, dopo sei anni da quell’ultima esibizione del 2012.