testata
Archivio Editoriali - 3 Marzo 2012
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1972 - Sono i giorni di Nicola Di Bari

Cari amici, dopo aver parlato dell'ultima edizione del Festival, questa settimana riprendiamo il nostro viaggio nel tempo e ci occupiamo dell'edizione del Festival di 40 anni fa, ovvero quella del 1972.

Da un paio d'anni, ormai, per distanziare maggiormente l'evento dalla finale di Canzonissima, il Festival era stato spostato dalla fine di gennaio alla fine di febbraio, pertanto la 22esima edizione si svolge nella città dei fiori dal 24 al 26 febbraio 1972.

L'organizzazione è a cura del Comune di Sanremo, con la direzione artistica di Elio Gigante. I presentatori sono Mike Bongiorno, Sylva Koscina e Paolo Villaggio. Le canzoni in gara sono ventotto, e per questa edizione c'è una novità: viene abolita la doppia esecuzione dei motivi in gara, per cui ogni pezzo viene interpretato da un solo artista. L'orchestra del festival è diretta dai vari maestri designati dai discografici, mentre, mancando la doppia interpretazione, ogni motivo viene riproposto in una breve versione strumentale con l'orchestra diretta da Franck Pourcel.

Rivelazione di questa edizione è un gruppo ligure di rock progressivo, nella cui formazione è presente il giovane Ivano Fossati. Sono i Delirium con Jesahel. E' di questo periodo l'uso del flauto nelle nostre canzoni, e i Delirium non mancheranno di farne largo uso nella loro musica, sull'esempio del repertorio dei Jethro Tull o dei Focus.

Altra rivelazione del Festival è Marcella Bella, che si era già fatta notare tra i giovani alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Con la sanremese Montagne verdi inizierà la sua scalata alle classifiche di vendita, dove la ritroveremo per molti anni ancora con altri successi.

E' la prima volta del Festival per Gianni Morandi, il quale alla rassegna sanremese ha sempre preferito Cantagiro e Canzonissima, mentre Lucio Dalla, reduce dal grande successo dell'anno precedente con 4 marzo 1943, porta in gara Piazza Grande, una bellissima canzone composta insieme a Sergio Bardotti e Rosalino Cellamare.

Eliminati dalla serata finale molti nomi noti come Rita Pavone, Pino Donaggio, Anna Identici, Michele, Fausto Leali, Bobby Solo, Roberto Carlos, i Nuovi Angeli.

Ecco la classifica finale al termine della serata conclusiva del Festival:

  1 - Nicola Di Bari I giorni dell'arcobaleno
  2 - Peppino Gagliardi Come le viole
  3 - Nada Re di denari
  4 - Gianni Morandi Vado a lavorare
  5 - Gianni Nazzaro Non voglio innamorarmi mai
  6 - Delirium Jesahel
  7 - Marcella Montagne verdi
  8 - Lucio Dalla Piazza grande
  9 - Gigliola Cinquetti Gira l'amore (caro bebè)
 10 - Donatello Ti voglio
 11 - Ricchi e Poveri Un diadema di ciliege
 12 - Milva Mediterraneo
 13 - Lara Saint Paul  Se non fosse fra queste mie braccia lo inventerei
 14 - Domenico Modugno Un calcio alla città

Vince dunque per il secondo anno consecutivo il cantante pugliese Nicola Di Bari, reduce anche dal trionfo dell'ultima Canzonissima, dove si era aggiudicato la vittoria con Chitarra suona più piano.

Eterno secondo, il napoletano Peppino Gagliardi, terza Nada che proprio a Sanremo, nell'edizione di 3 anni prima, si era rivelata con Ma che freddo fa.

A metà marzo, la Hit Parade si popola di canzoni sanremesi, ma sarà l'ultimo anno. Dal 1973 infatti inizia un periodo di declino per il Festival, anche a seguito della decisione della RAI di trasmettere in TV soltanto la serata finale.

Ma di questo parleremo a suo tempo. Appuntamento a sabato prossimo e buona settimana a tutti.

CIAO, LUCIO

Cari amici di 45mania, pochi minuti dopo aver scritto la nota su Sanremo 1972 ho appreso dai media la notizia della scomparsa di Lucio Dalla. Sono rimasto senza parole, l’avevamo visto ancora dieci giorni fa sul palcoscenico dell’Ariston di Sanremo mentre cantava, dirigeva l’orchestra e accompagnava il giovane Pierdavide Carone.

Lo abbiamo visto entrare in scena nelle diverse serate sempre con l’inchino verso il pubblico e verso i professori d’orchestra, lui che ci ha regalato tante belle canzoni e che proprio da Sanremo aveva spiccato il grande volo nel 1971 con 4 marzo 1943. Avrebbe dovuto chiamarsi Gesù Bambino quella canzone, ma l’accostamento del nome del Signore all’ambiente descritto nel testo del motivo indusse i solerti censori della RAI dell’epoca a modificare il titolo (ed anche alcuni versi del testo), ignorando che Gesù è sempre stato molto vicino agli “ultimi”.

Ora che Dalla ci ha lasciato, siamo certi che quel “Gesù Bambino”, nato dalla donna che aveva saputo donare a quel bell’uomo che veniva dal mare l’ora più dolce prima di essere ammazzato, ha già accolto nel suo regno il grande Lucio.

A noi resteranno le sue canzoni, ce ne ha regalate tante dal suo debutto al Cantagiro del 1964 fino al 18 febbraio scorso, al Festival di Sanremo.

Addio Lucio... Sicuramente stasera anche i clochard di Piazza Grande, nei loro giacigli di cartone, si ricorderanno di te, quelle persone che tu hai voluto rendere protagonisti delle tue canzoni come i principi e le fate sono protagonisti delle favole.

Ed anche sui vialoni di periferia, stanotte, tante Nanì offriranno il loro amore sulle note della tua bella canzone.

Addio Lucio! Questa mattina il tuo cuore ha voluto ricordarci una tua vecchia canzone, ha fatto Paff...bum, e tu sei volato in cielo, lasciando in tutti noi tanta tristezza... ma la tua musica, come quella di tutti i grandi, ci accompagnerà per sempre.

Ciao Lucio, e grazie!