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Archivio Editoriali - 3 Febbraio 2018
a cura di Fiorenzo Pampolini

VERSO SANREMO (3) - 1978: MATIA BAZAR, ANNA OXA E RINO GAETANO

Cari amici, il nostro viaggio verso Sanremo prosegue questa settimana con il racconto del Festival di 40 anni fa. La 28esima edizione della più importante rassegna canora italiana si svolge al Teatro Ariston della città dei fiori dal 26 al 28 gennaio, organizzata da Vittorio Salvetti.

E’ un periodo poco felice per il Festival, già dal 1973 la RAI aveva deciso di mandare in onda in TV soltanto la serata finale, mentre le prime due venivano trasmesse solo alla radio. Ma in questa edizione, va ancora peggio, nel senso che anche la radio ignora le prime due serate, salvo uno “Speciale Sanremo” in onda prima della seconda serata.

Per comprendere la decadenza del Festival di quegli anni, stralciamo alcuni passi dall’articolo che il Radiocorriere TV dedicò a Sanremo per l’edizione del 1978.

“Il Festival di Sanremo, sebbene abbia 28 anni, sembra tornato ai tempi in cui vinse la canzone “Aprite le finestre” (1956, n.d.r.) ed in gara c’erano soltanto voci nuove. L’edizione ’78 è stata infatti anticipata nuovamente alla fine di gennaio come avveniva appunto 20 anni fa e il cast non prevede la partecipazione di divi.

Dopo le edizioni sfavillanti degli anni ’60 con i Modugno e i Claudio Villa a contendersi la vittoria finale, con le piccole tragedie dietro le quinte, la caccia dei fans all’autografo, sarà questo un Sanremo in tono minore.

Con simili premesse non si può pensare di risollevare le sorti della produzione canora nazionale messa negli ultimi tempi alle corde dal repertorio straniero. Il Festival di Sanremo del resto più in basso di così non può precipitare e ciò è dimostrato dal fatto che le 14 canzoni selezionate sono state scelte tra le appena 30 pervenute all’organizzazione. E in una frase del verbale della commissione selezionatrice, Vittorio Salvetti, patron del festival, si dichiara demoralizzato per il materiale scadente inviato dalle Case discografiche.

Povero Sanremo! Soltanto le mance dei discografici e dei giocatori del Casinò gli consentono di mantenersi in piedi. La casa da gioco, che ha un introito di 8 miliardi contro i 22 di Venezia e di Saint Vincent, stando al consuntivo nazionale del 1977 ha conservato soltanto il primato delle mance.

Tre sono le categorie dei cantanti in gara (Cantautori, interpreti e complessi). La serata televisiva è presentata da Maria Giovanna Elmi, intervengono inoltre Stefania Casini e Giuseppe Grillo (il Radiocorriere TV lo chiama proprio così, aggiungendo che il comico genovese si era rivelato nel programma “Secondo voi”).

Ma vediamo ora i 14 artisti in gara. Iniziamo dagli esclusi dalla fase finale. Ci sono i Beans con “Soli”, Marco Ferradini con “Quando Teresa verrà”, Dora Moroni con “Ora”, Donato Ciletti con “Anna Anna” e Roberto Carrino con “N’addore ‘e castagne”

I nove che passano il turno e accedono alla fase finale sono i seguenti, in ordine crescente di classifica. Al nono posto, i Daniel Sentacruz Ensemble con “Mezzanotte”, ottava Laura Luca con “Domani domani”, settimo posto per la Schola Cantorum con “Il mio amore”, sesto Santino Rocchetti con “Armonia e poesia”, quinto Anselmo Genovese con “Tu sola”, quarto Ciro Sebastianelli con “Il buio e tu”.

Ed eccoci al podio. Al terzo posto si classifica il cantautore Rino Gaetano (già noto per aver composto e interpretato “Ma il cielo è sempre più blù”) con “Gianna”. Al secondo posto la debuttante Anna Oxa, appena sedicenne, che si presenta con un look maschile ma con trucco molto calcato (immagine studiata per lei da Ivan Cattaneo), ed una canzone composta da Ivano Fossati insieme a Guglielminetti, dal titolo “Un’emozione da poco”.

Vincono il Festival di Sanremo 1978 i Matia Bazar, che si erano rivelati tre anni prima con “Stasera che sera” (portata in gara al Disco per l’estate). La canzone vincitrice, “E dirsi ciao”,  non è sicuramente tra quelle che si ricordano di più, ma dà comunque modo ad Antonella Ruggiero di farci apprezzare la sua splendida voce.