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Archivio Editoriali - 3 Novembre 2012
a cura di Fiorenzo Pampolini

1972 - MUSICA E CINEMA - Dilaga la Padrinite

Cari amici, nel 1972 l’industria della musica leggera trova un formidabile alleato nel cinema. L’occasione la offrono due film che spadroneggiano anche sugli schermi italiani: “Arancia meccanica” e “Il padrino”.

Il primo ha rilanciato tra un brano di Beethoven e uno di Rossini, un classico della musica leggera degli anni Quaranta, “Cantando sotto la pioggia”, mentre la colonna sonora de “Il padrino” si appresta a diventare per l’industria discografica (dopo il noto boom del libro e del film) una autentica miniera d’oro.

Sul mercato internazionale le incisioni della colonna sonora firmata dal compositore milanese Nino Rota (lo stesso de “La dolce vita”, “Otto e mezzo”, “Guerra e pace”, “Romeo e Giulietta”) si contano a centinaia. Soltanto in Italia ce ne sono in circolazione 25: la prima incisione cantata (i versi sono di Gianni Boncompagni) è stata quella di Gianni Morandi seguita a breve distanza dalle interpretazioni di Ornella Vanoni e Johnny Dorelli.

Insomma, dilaga la “padrinite”, ed il grosso pubblico sembra preferire le versioni orchestrali o strumentali: lo dimostrano gli applausi raccolti a Venezia dall’esecuzione dell’Orchestra della Mostra Internazionale (diretta per l’occasione da Frank Pourcel) e il primo posto nella Hit Parade radiofonica del disco del duo Santo e Johnny.

Ai margini della Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia si è parlato del cinema come veicolo di diffusione della musica popolare e del 33 giri in particolare. Ed in questo spirito è stato proiettato al Lido, in anteprima per l’Italia, “Concerto per il Bangla Desh”, film documentario girato senza copione al Madison Square Garden di New York nell’agosto del 1971.

Il concerto, promosso con finalità benefiche dall’ex Beatle George Harrison e da Ravi Shanker, il “sitarista” più conosciuto del mondo, riunì sul palcoscenico una assortita schiera di celebrità della pop music (Bob Dylan, Ringo Starr, Leon Russel, Billy Preston, Eric Clapton oltre naturalmente ai due promotori) e sugli spalti una folla eccezionale. L’incasso superò i 150 milioni di lire (per la precisione 243.418 dollari e 50 centesimi).

In questa occasione, al fine di incrementare il fondo destinato ai bambini del Bangla Desh, gli organizzatori autorizzarono la ripresa filmata dell’evento e la registrazione sonora in modo da poter realizzare un 33 giri da vendere con identica confezione e allo stesso prezzo in tutto il mondo.

Ed eccoci al consueto appuntamento con le Canzonissime di 50 e 40 anni fa. La quarta puntata dell’edizione 1962 va in onda il 1° novembre e mette in gara le seguenti sei canzoni:

Che m’è imparato a ffa Fausto Cigliano
Donna Il Quartetto Cetra
Chitarra romana Giuseppe Di Stefano
Munastero 'e Santa Chiara Mina
T'ho voluto bene Nilla Pizzi
Amor Corrado Lojacono

La quinta puntata di Canzonissima 1972 va in onda sabato 4 novembre. Con questa puntata si entra nella seconda fase, una sorta di “purgatorio della canzone”, dove vengono ripescati i cantanti classificati dal terzo al sesto posto nelle 4 puntate della prima fase, che si rimettono in gara con l’obiettivo di raggiungere i colleghi più fortunati classificati al primo e secondo posto già promossi alla terza fase. Ecco le otto canzoni in gara, con i rispettivi interpreti, in ordine di esecuzione:

Era bello il mio ragazzo Anna Identici
Reginella Peppino Di Capri
Io vivrò senza te Marcella
Un uomo senza una stella Michele
Tutte le volte meno una Ombretta Colli
Laggiù nella campagna verde Little Tony
La boheme Gigliola Cinquetti
Far l'amor con te Gianni Nazzaro

Intanto, terminato lo spoglio delle cartoline-voto, la classifica definitiva della puntata precedente promuove Gianni Morandi e Rosanna Fratello alla terza fase, “rimandati” Rita Pavone, Peppino Gagliardi, Gigliola Cinquetti e Michele, bocciati Pino Donaggio e Paola Musiani.

E per oggi ci fermiamo qui.

Buona settimana a tutti!