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Archivio Editoriali - 29 Agosto 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

FESTIVALBAR 1975. DRUPI VINCE ALL'ARENA DI VERONA

Cari amici, alla fine di agosto di 40 anni fa, si concludeva la dodicesima edizione del Festivalbar, organizzata come sempre da Vittorio Salvetti, e presentata dallo stesso patron insieme a Mariolina Cannuli. Per la prima volta, l’evento si svolge all’Arena di Verona in tre serate dal 28 al 30 agosto. Salvetti abbandona a malincuore la storica sede di Asiago, ma la rassegna ormai è cresciuta e ha bisogno di maggior spazio.

In finale arrivano 15 artisti, ripresi dalle telecamere della RAI, che trasmette l’evento l’11 settembre sul Secondo Programma. Ed ecco la classifica, partendo dalla 15esima posizione:

15. Genova e Steffan - Piano piano                                                 
14. Gary Walker - Hello how are you?                                      
13. Paolo Frescura - Bella dentro                                                
12. Baiano - Pate patu                                                   
11. Daniel Sentacruz Ensemble - Aguador                                                     
10. Santo e Johnny - Senza perdono                                           
9. I Cugini di Campagna - 64 anni
8. Piergiorgio Farina - Il padrino parte seconda
7. Mia Martini - Donna con te
6. Gianni Morandi - Il mondo di frutta candida
5. Barry White - What am I gonna do with you
4. Demis - From souvenir to souvenir
3. Beano - Candy Baby
2. Gloria Gaynor - Reach out, I’ll be there
1. Drupi - Due

Tre dei 15 finalisti (Gary Walker, Baiano e Barry White) non sono presenti alle finali. La classifica è elaborata sulla base di 1.650.000 cartoline-voto, alle quali si aggiungono i dati della gettonatura nei juke-box, ponderati con metodologie statistiche.

Sono inoltre presenti alcuni ospiti come Charles Aznavour, Claudio Baglioni, Suzi Quatro, i Pooh, l’Orchestra Spettacolo di Raoul Casadei, e Placido Domingo, il celebre tenore spagnolo che si esibisce interpretando una canzone di Tony Renis (“Un uomo tra la folla”).

La composizione estremamente variegata di generi musicali porta a qualche momento di contestazione tra gli spettatori (25.000 dentro l’Arena e altri 5.000 assiepati in piazza Bra a seguire l’evento sui maxi-schermi). Ecco per esempio i fischi all’orchestra Casadei nonostante il successo del liscio in quel periodo, a Placido Domingo, reduce da un “Don Carlo” la sera prima a Salisburgo, ed anche ad Aznavour che inizia comunque a cantare riuscendo così a frenare la contestazione la quale, per la verità, non era rivolta all’artista ma al momento sbagliato dell’uscita, quando il pubblico si aspettava Baglioni e i Pooh.

Questa edizione segna il ritorno di Gianni Morandi dopo un periodo di assenza. Il popolare cantante emiliano, che in nove anni ha venduto 16 milioni di dischi, che in una storica edizione di Canzonissima ottenne 5 milioni di voti, record assoluto nella storia della trasmissione, e la cui prestazione canora in una sola serata (a Todi, nel 1968) venne valutata tre milioni di lire, torna anche in TV nello spettacolo pre-serale “Alle sette della sera”. Da due anni era assente dalle scene, o meglio dal mondo della canzone. In seguito ad un calo di popolarità (l’ultimo suo 45 giri nel 1973, “Il mondo cambierà”, aveva toccato il minimo storico di 200mila copie vendute), Gianni si era dedicato al cinema e al teatro. Ma la sua partecipazione al Festivalbar non farà che confermare il declino di Morandi, che tornerà protagonista soltanto qualche anno dopo con “Canzoni stonate”.

Il personaggio nuovo è Paolo Frescura nato a Roma nel 1953. E’ un cantautore melodico la cui voce ricorda vagamente Baglioni e Cocciante. La canzone con la quale partecipa al Festivalbar è il suo successo più grande. Nel 1976 partecipa al Festival di Sanremo con “Due anelli”, la sua produzione musicale è di 8 singoli e 3 album, fino al 1983, senza ripetere in nessuna occasione l’exploit di “Bella dentro”. Successivamente, resta nel mondo della canzone come editore musicale.

Da segnalare inoltre il secondo posto di Gloria Gaynor, nata a Newark nel 1949, con una canzone che, insieme a “Never can say goodbye”, può essere considerata come l’atto di nascita del nuovo fenomeno della “disco music”, che nella seconda metà degli anni Settanta farà salire a tutti la febbre del sabato sera.

Dopo il successo dell’Arena di Verona, dove si sono classificati al terzo posto nella finale del Festivalbar, i Beano hanno deciso di compiere una tournée in Italia che prenderà il via il 12 ottobre. Collaudate positivamente le accoglienze del pubblico italiano con un “sound” allegro che ricorda i Beatles prima maniera, il quartetto di Liverpool ha già inciso un nuovo 45 giri con “Little Cinderella”, mentre sta preparando un long-playing in cui sarà naturalmente inclusa “Candy Baby”, la loro canzone dell’estate 1975.

Intanto, si fanno i primi bilanci dell’andamento della stagione musicale estiva. Il 45 giri è in netta ripresa dopo alcune stagioni di flessione. Nel 1974, bastava vendere 120-150mila dischi per stabilizzarsi ai primi posti della Hit Parade, mentre un anno dopo sono parecchi i titoli che si contendono l’accesso nell’olimpo dei dischi più venduti a quota 180-250 mila.

Nel bilancio dei primi otto mesi del 1975, il primato va a Domenico Modugno con “Piange il telefono” (900mila copie), seguito dai Santo California con “Tornerò” (620mila copie) e da Mal con “Parlami d’amore Mariù” (340mila copie).

La risalita del 45 giri è valutata dagli stessi operatori commerciali del settore attorno al 25%. Rispetto alle vendite del 1974, si è avuta invece una flessione delle cassette che rasenta il 50% e dei 33 giri scesi del 10%, calo attribuito all’elevato costo.

Finita l’operazione estate, i discografici sono già al lavoro per preparare la produzione autunnale, molta della quale sarà anticipata a settembre alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Ne parleremo nelle prossime settimane.

Appuntamento a sabato prossimo e buona settimana a tutti!