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Archivio Editoriali - 28 Marzo 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

BUON COMPLEANNO, MINA. STUDIO UNO: UNO SHOW TV ED UN ALBUM DI 50 ANNI FA

Cari amici, a pochi giorni dal compleanno della grande Mina (che il 25 marzo scorso ha compiuto 75 anni), noi, oltre ad inviarle un mondo di auguri, la ricordiamo protagonista della scena musicale italiana esattamente 50 anni fa.

Mina, dal 13 febbraio al 1° maggio 1965, è stata la padrona di casa della terza edizione di uno spettacolo di varietà che ha segnato la storia della televisione, Studio Uno.

Già nella prima edizione, che andò in onda tra la fine del 1961 e l’inizio del 1962, la tigre di Cremona era stata la mattatrice assoluta di “Studio Uno” insieme alle Gemelle Kessler, al Quartetto Cetra, a Don Lurio ed altri.

Nella seconda edizione (1962-63), Mina è affiancata ancora da Don Lurio e dal Quartetto Cetra, insieme a Walter Chiari, Zizi Jeanmarie, Rita Pavone.

50 anni fa, le dodici puntate di Studio Uno, sempre con la regia di Antonello Falqui, ripropongono Mina insieme alle Gemelle Kessler, Lelio Luttazzi, Milly, Paolo Panelli e Luciano Salce. I testi sono di Castellano e Pipolo, l’orchestra è diretta dal maestro Bruno Canfora. Grande successo per la sigla di apertura, “La notte è piccola”, interpretata dalle Gemelle Kessler.

Mina è reduce da un tour mondiale che l’ha vista protagonista sui palcoscenici di Giappone, Australia, Haway, Stati Uniti, Canada, ecc. In Spagna ha recentemente vinto il Disco d’Oro, a Toronto ha eguagliato il successo di pubblico e di cassetta dei Beatles, un traguardo considerato irraggiungibile.

Nell’edizione 1965 di “Studio Uno”, Mina ha una sua propria rubrica dal titolo “L’uomo per me”, che le consente di duettare con nomi di prima grandezza dello spettacolo italiano come Totò, Adriano Celentano, Vittorio Gassman. Tutte le puntate ottengono ottimi indici di ascolto, tanto che nell’anno successivo, se ne faranno altre venti puntate.

In occasione di “Studio Uno”, il Radiocorriere TV dedica una copertina a Mina, sotto la cui foto appare la seguente didascalia: MINA TUTTA NUOVA PER STUDIO UNO. La ricordate com’era qualche anno fa, quando da ogni juke-box urlava “Nessuno”? Ascoltatela adesso, il sabato sera, in “Studio Uno”. Mina è molto cambiata, e in meglio. Allora, un’urlatrice dal repertorio limitato, portata sulla cresta dell’onda da un pubblico ben definito di giovanissimi. Oggi, una vedette destinata ad una lunga carriera, una voce che piace a tutti, anche ai signori di mezza età, ai patiti della melodia come ai fanatici del ritmo. Una vedette che sa fare spettacolo.

Ma Studio Uno è anche il titolo dell’album di Mina uscito contemporaneamente allo spettacolo TV nel marzo del 1965. Edito dalla Ri.Fi Record, l’album contiene 12 tracce, realizzate con gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra di Augusto Martelli. “Studio Uno” risulterà l’album più venduto dell’intero anno, seguito al secondo e terzo posto da due LP dei Beatles.

La prima traccia dell’album è “L’ultima occasione”, composta da Jimmy Fontana e Tony Del Monaco, uscito poi anche in 45 giri. Segue una delle più belle canzoni di Mina, “Un anno d’amore”. Il brano è la cover di “C’est irréparable”, scritta e interpretata da Nino Ferrer, ed era già uscito nel 1964 nella versione a 45 giri con “E se domani” sul lato B.

La terza traccia è una versione di Mina della canzone vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo, “Se piangi, se ridi”, di Bobby Solo. Seguono altre due cover, “Più di te” (“I won’t tell”) e la notissima “E’ l’uomo per me” (“He walks like a man”), con il testo italiano di uno dei più prolifici autori di canzoni di quel periodo, Vito Pallavicini.

E’ firmata Alberto Testa e Piero Soffci la traccia numero 6, “Un buco nella sabbia”, si prosegue attingendo al repertorio dei Beatles con “So che mi vuoi” (“It’ s for you”), con testo italiano di Alberto Testa, poi una terna di canzoni firmate Testa e Martelli (“E… e adesso sono tua”, “Tu farai”, “Era vivere”).

Completano l’album la famosa “Città vuota” (cover di “It’s a lonely town”, di Gene Mc Daniels), già uscita a 45 giri nell’autunno del 1963, e “Io sono quel che sono” di Mogol-Polito.

Ancora tanti auguri alla grande Mina, e a tutti voi appuntamento a sabato prossimo.

Buona settimana!