testata
Archivio Editoriali - 28 Febbraio 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 1975: LA "SAGRA DEI RIPETENTI".

Cari amici, esattamente 40 anni fa, si svolgeva a Sanremo il 25esimo Festival della Canzone Italiana, sicuramente una delle peggiori edizioni, ma penso di poter dire la peggiore in assoluto.  Le prime due serate (27 e 28 febbraio) vanno in onda soltanto alla radio dalle 20,30 alle 22,30, mentre la finale del 1° marzo viene trasmessa anche in TV, dalle 20,40 alle 22,30.

L’organizzazione è a cura del Comune di Sanremo con la direzione artistica di Bruno Pallesi. I presentatori sono Mike Bongiorno e Sabina Ciuffini. L’orchestra è diretta da Enrico Simonetti, la ripetizione dei brani è affidata a Johnny Sax e Piergiorgio Farina.

Le canzoni in gara sono trenta, la maggior parte delle quali proposte da illustri sconosciuti che hanno l’opportunità di esibirsi sul palcoscenico di Sanremo, con l’illusione di diventare qualcuno, ma in realtà torneranno ben presto nell’anonimato. Gli unici nomi noti o dei quali si era già sentito parlare sono quelli di Annagloria, Goffredo Canarini, Piero Cotto, Eva 2000, Rosanna Fratello, Valentina Greco, Angela Luce, Jean François Michael, Paola Musiani, Nico dei Gabbiani, Lorenzo Pilat (Pilade), La Quinta Faccia.

Per dare un’idea del declino del Festival in quel periodo, basta sfogliare il Radiocorriere TV con i programmi radiotelevisivi della settimana di Sanremo. Nessun articolo viene dedicato alla rassegna canora, tranne questo scarno comunicato inserito nelle pagine della programmazione televisiva.

“Si conclude questa sera il Festival di Sanremo giunto alla sua venticinquesima edizione: vi sono impegnati tutti cantanti giovani alla loro prima grande esperienza. Dei trenta ammessi soltanto dodici partecipano alla finale che si svolge con la formula del Disco per l’Estate. I finalisti vengono presentati in gruppi di sei, e i primi tre di ciascun gruppo ripropongono la loro canzone in un secondo e decisivo scontro canoro. Non essendoci quest’anno in gara i big, i concorrenti sono accompagnati durante le loro esecuzioni dalla grande orchestra del festival diretta dal maestro Enrico Simonetti e i motivi in gara vengono poi ripetuti dai complessi di Pier Giorgio Farina e di Johnny Sax. Alla serata finale intervengono in veste di “padrini” i protagonisti del primo Sanremo, ossia Nilla Pizzi, il maestro Cinico Angelini e Nunzio Filogamo. Il Sanremo ’75 ha fatto in un certo senso un passo indietro, giacché ha ripreso uno slogan: “la canzone lancia il cantante” che la realtà dell’industria discografica aveva da tempo abbandonato”.

E due settimane dopo, lo stesso Radiocorriere TV esce con un vistoso titolo in copertina: “QUEL CHE RESTA DI SANREMO”. All’interno del settimanale, si legge: “Dalle tre serate del Festival di Sanremo vien fuori una realtà difficilmente contestabile: le gare canore non servono più. INUTILE INSISTERE. La più famosa rassegna di canzoni del mondo è stata declassata quest’anno a “sagra di ripetenti”. Scelte sbagliate e un’atmosfera di sfiducia sino dalla vigilia. Non ci si è resi conto che i tempi sono cambiati”.

Ma veniamo alle canzoni in gara. La selezione radiofonica delle prime due serate porta all’eliminazione di Emy Cesaroni (“1975…amore mio”), Gabriella Sanna (“Adesso basti tu”), Daniela (“Dolce abitudine”), Paola Folzini (“Il ragioniere”), Eva 2000 (“In amore non si può mentire”), Jean François Michael (“Innamorarsi”), Annagloria (“La paura di morire”), Antonella Bellan (“Lettera”), Lorenzo Pilat (“Madonna d’amore”), I G Men (“Oggi”), Kriss and Saratoga (“Piccola bambina cara”), La Quinta Faccia (“Quattro stagioni”), Goffredo Canarini (“Scarafaggi”), Paola Musiani (“Se nasco un’altra volta”), Le Volpi Blù (“Senza impegno”), Leila Selli (“Sola in due”), Nannarella (“Sotto le stelle”), Ely Neri e la sua orchestra (“Tango di casa mia”).

Ed ecco l’elenco delle 12 canzoni finaliste, che hanno avuto la possibilità di essere ascoltate anche in TV:

Come Humphrey Bogart Franco e Le Piccole Donne
Decidi tu per me Eugenio Alberti
E poi, e poi

Laura

Il telegramma Piero Cotto
Io credo Nico dei Gabbiani
Ipocrisia Angela Luce
L’incertezza di una vita Stefania
Ragazza del Sud Gilda
Sei stata tu   Gianni Migliardi
Topolino piccolo Le Nuove Erbe
Un grande addio Valentina Greco
Va speranza va Rosanna Fratello

   

Al termine della serata, si procede alla proclamazione dei vincitori. Il regolamento prevede la premiazione delle prime tre canzoni classificate (che diventano quattro per un ex aequo), e il quarto posto a pari merito per tutte le altre finaliste.

Terza classificata (ma per l’ex aequo al secondo posto, sarebbe più corretto definirla quarta classificata), di Borgia-Capotosti-Limiti, “Un grande addio”, interpretata da Valentina Greco.

Seconde classificate, ex aequo, di Alfieri-Giordano, “Ipocrisia”, interpretata da Angela Luce, e, di Graniero-Taddei, “Va speranza va”, interpretata da Rosanna Fratello.

La vittoria va ad una interprete quasi sconosciuta, cantautrice, nata a Masserano (ora in provincia di Biella) nel 1950, che era stata scoperta da Mina qualche anno prima. Il suo vero nome è Rosangela Scalabrino. Vince il Festival di Sanremo 1975, di Gilda, “Ragazza del Sud”, interpretata da Gilda (nella foto).

Gilda

 

Ed anche per oggi ci fermiamo qui. Buona settimana a tutti!