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Archivio Editoriali - 27 Dicembre 2014
a cura di Fiorenzo Pampolini

ADDIO JOE COCKER. L'ULTIMO SALUTO ALLA VOCE GRAFFIANTE DEL ROCK.

Cari amici, l’ultimo mese di questo 2014 che ci sta per lasciare, si è portato via un altro grande dello spettacolo e della musica in particolare. All’età di 70 anni, se n’è andato per sempre Joe Cocker.

Era nato nel 1944, e già a 15 anni era iniziata la sua carriera musicale come membro di un gruppo. In Inghilterra, la sua prima comparsa in Hit Parade è tra la fine del 1968 e l’inizio del ’69 con “With a little help from my friends”, ma il successo internazionale arriva con la sua partecipazione al Festival di Woodstock.

Sono le 17.07 del 15 agosto 1969, quando a Woodstock inizia il memorabile concerto. Cocker è il terzo ad esibirsi, propone “With a little help from my friends”. L’aveva registrata insieme a Jimmy Page che suonava la chitarra solista. E la folla di ragazzi che ascoltava andò in visibilio per la sua voce roca, graffiante, la voce del rock.

La sua scalata alle classifiche internazionali prosegue nel 1970 quando raggiunge le prime posizioni della Hit Parade statunitense con “Cry me a river” e “Feelin’ alright”, e con la versione live di “The letter” dei Box Tops.

Seguirono alcuni anni di minor notorietà, a causa principalmente di problemi di alcool, fino a quando nel 1986 la sua voce particolare risuona nelle sale cinematografiche di mezzo mondo. La sua “You can leave your hat on” è infatti la colonna sonora del film “Nove settimane e mezzo”, noto per il famoso spogliarello di Kim Basinger davanti a Mickey Rourke.

E’ il ritorno alla grande popolarità per Joe Cocker che l’anno successivo è di nuovo nelle posizioni alte delle Hit Parade mondiali con “Unchain my heart”. Seguono altri successi come “When the night comes” e “N’oubliez jamais”.

L’ultimo album in studio di Joe Cocker è del 2012, ha per titolo “Fire it up”, e contiene 14 tracce. Per tutto il 2013, Joe è stato in tournée mondiale, proponendo ai suoi fans i brani dell’ultima sua produzione e le sue canzoni più famose. Poi, l’inizio della malattia che lo allontana dalle scene fino alla sua morte in Colorado il 21 dicembre.

Tra i cantanti italiani che hanno avuto l’onore di duettare con Joe Cocker, citiamo Gianna Nannini, Zucchero (che ha detto “Joe era mio fratello di sangue, di anima e di cuore”) ed Eros Ramazzotti a Monaco di Baviera nel 1998. Con il cantautore romano, Cocker ha anche inciso un singolo, “That’s all I need to love”.

Joe Cocker ci lascia un’immensa discografia grazie alla quale la sua voce non morirà mai: ben 50 album incisi nella sua lunga carriera, dei quali 22 in studio, 10 live e 18 raccolte, oltre a un immenso numero di singoli.

E nello stesso giorno, come ci segnala un nostro amico 45omane, ci ha lasciato anche, all’età di 80 anni, Udo Jurgens, un cantante austriaco che negli anni Sessanta aveva avuto una certa notorietà nel nostro Paese per aver partecipato un paio di volte al Festival di Sanremo (nel 1965, in coppia con Ornella Vanoni, con “Abbracciami forte” e nel 1966, in coppia con Iva Zanicchi, con “Per vivere”).

In Europa, Jurgens era famoso per aver partecipato diverse volte all’Eurofestival (1964, 1965 e 1966, sempre in rappresentanza dell’Austria). Nel ’66 si aggiudicò la vittoria con “Merci, cherie”.

Chiudiamo la pagina triste e passiamo al brindisi di rito. Tra pochi giorni, il 2015 busserà alle nostre porte e come sempre lo accoglieremo con la speranza che possa essere un anno migliore di quello che se ne va. E dunque l’augurio da parte nostra è proprio quello di un nuovo anno  che ci porti soprattutto tanta salute e tanta serenità. Noi continueremo ad occuparci degli eventi canori del periodo d’oro del 45 giri, con particolare riferimento a 40 e 50 anni fa.

Appuntamento dunque a sabato prossimo con le finali delle Canzonissime 1964 e 1974, che si conclusero, come da tradizione dell’epoca, nella serata della Befana 1965 e 1975.

BUON ANNO A TUTTI!