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Archivio Editoriali - 27 Gennaio 2018
a cura di Fiorenzo Pampolini

VERSO SANREMO (2) - I FINALISTI DELL'EDIZIONE 1968

Cari amici, riprendiamo il racconto della 18esima edizione del Festival di Sanremo. La scorsa settimana vi abbiamo parlato delle dieci canzoni escluse dalla serata finale, oggi vediamo l’elenco delle 14 canzoni finaliste in ordine crescente di classifica.

14esimo posto per “La voce del silenzio”, di Mogol-Limiti-Isola, interpretata da Tony Del Monaco e Dionne Warwick.
E’ una canzone che passa quasi inosservata durante il Festival, ma che verrà fuori alla distanza, anche perché sarà poi ripresa dalla grande Mina. Recentemente, è stata riproposta anche da Francesco Renga.

13esimo posto per “Mi va di cantare”, di Bertero-Buonassisi-Marini-Valleroni, interpretata da Lara Saint Paul e Louis Armstrong.
Grandissima esibizione di Mr. Satchmo, che non vuole saperne di lasciare il palco dopo la sua interpretazione, e Baudo dovrà prenderlo sottobraccio per farlo uscire di scena”. “Possibile che mi abbiano pagato così tanto per una sola canzone?” chiede lui.

12esimo posto per “Stanotte sentirai una canzone”, di Queirolo-Bracardi, interpretata da Annarita Spinaci e Yoko Kishi.
Torna Annarita Spinaci, sperando di ripetere l’exploit dell’anno precedente quando arrivò seconda con “Quando dico che ti amo”, ma questa volta si ferma nella parte bassa della classifica, nonostante anche l’impegno della giapponesina Yoko Kishi alla quale è affidata la seconda esecuzione.

11esimo posto per “Gli occhi miei”, di Mogol-Donida, interpretata da Dino e Wilma Goich.
Una marcetta allegra firmata da due grandi autori della canzone italiana, ed interpretata da due cantanti ormai da qualche anno beniamini del pubblico.

Decimo posto per “Un uomo piange solo per amore”, di Gaspari-Marrocchi, interpretata da Little Tony e Mario Guarnera.
E’ la canzone con la quale si apre il Festival nella prima serata, la interpretano Little Tony, reduce dal successo di “Riderà” e “Cuore matto”, e il giovane Mario Guarnera, che qualche mese dopo avrà successo al Cantagiro con la cover di “Congratulations”, di Cliff Richard.

Nono posto per “La siepe” di Pallavicini-Massara, interpretata da Al Bano e Bobbie Gentry.
Prima volta al Festival per il cantante di Cellino San Marco, trionfatore dell’estate precedente con “Nel sole”, e per questa canzone si affida agli stessi autori. La seconda esecuzione è affidata a Bobbie Gentry, cantante statunitense di origini portoghesi, reduce dal successo del 1967 “Ode to Billy Joe”.

Ottavo posto per “Sera”, di Lo Vecchio-Vecchioni, interpretata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci.
Un giovane Roberto Vecchioni, non ancora interprete ma soltanto autore, compone con l’amico musicista Andrea Lo Vecchio, questa delicata canzone per la Cinquetti, che finalmente ha raggiunto l’età, e per una giovane cantante romana al suo esordio al Festival.

Settimo posto per “Da bambino”, di Pradella-Angiolini, interpretata da Massimo Ranieri e I Giganti.
Dopo il debutto a “Scala reale” (la “Canzonissima” del 1966), Ranieri debutta sul palcoscenico del Festival insieme ai Giganti, complesso molto popolare in quel periodo, al loro secondo Sanremo.

Sesto posto per “Quando m’innamoro”, di Pace-Panzeri-Livraghi, interpretata da Anna Identici e The Sandpipers.
Prosegue il periodo di notorietà per la cantante cremonese che si era affidata a Franco Califano per alcune sue incisioni. La ripetizione della canzone è ad opera di un gruppo statunitense, noto per aver inciso la cover di “Guantanamera”.

Quinto posto per “La tramontana”, di Pace-Panzeri, interpretata da Gianni Pettenati e Antoine.
Torna Antoine al Festival dopo il successo di “Pietre” dell’anno precedente. La prima esecuzione è di Gianni Pettenati, che si era rivelato alla fine del 1966 con “Bandiera gialla”.

Quarto posto per “Deborah”, di Pallavicini-Conte, interpretata da Fausto Leali e Wilson Pickett.
Anche per Leali è la prima volta al Festival, con un pezzo particolarmente adatto alla sua voce, e scritto da due fuoriclasse della canzone italiana. La seconda esecuzione è affidata a Wilson Pickett che tornerà l’anno successivo come partner di Lucio Battisti.

Ed eccoci al podio. Al termine della serata finale del 3 febbraio, in onda in TV alle ore 21 sul Programma Nazionale e alla radio sul Secondo Programma, i presentatori Pippo Baudo e Luisa Rivelli comunicano i titoli delle canzoni che si sono classificate ai primi tre posti, richiamando sul palco i relativi interpreti.

Terza classificata, “Canzone”, di Don Backy-Detto Mariano, interpretata da Adriano Celentano e Milva.
La canzone avrebbe dovuto essere interpretata dal suo autore, ma proprio in quel periodo lui litiga con il capo del Clan, così quest’ultimo decide di interpretarla lui stesso sul palcoscenico di Sanremo. L’altra interprete è ormai una veterana del Festival, al quale partecipa ininterrottamente dal 1961.

Seconda classificata, “Casa bianca”, di Don Backy-La Valle, interpretata da Ornella Vanoni e Marisa Sannia.
E Don Backy firma anche questo motivo portato in gara da una grande della canzone italiana e da una giovane che si era fatta conoscere l’estate precedente al Festivalbar.

Vince il Festival di Sanremo 1968, “Canzone per te”, di Bardotti-Endrigo, interpretata da Sergio Endrigo e Roberto Carlos.
Prima ancora dell’inizio del Festival, Renzo Arbore la giudica “qualitativamente una delle canzoni migliori di tutto il Festival anche se non immediata”. E finalmente un cantautore siede sul trono del Festival, insieme al suo partner brasiliano.