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Archivio Editoriali - 26 Dicembre 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

LA PROVA DEL NOVE VERSO IL FINALE... E GLI AUGURI DI BUON ANNO!

Cari amici, le ultime due semifinali de “La prova del nove”, condotte da Corrado con la partecipazione di Walter Chiari, vanno in onda mercoledì 8 e mercoledì 15 dicembre 1965.

Si comincia con la sfida tra le “Canzoni di casa nostra” e “Cantando e ballando”, ovvero da un lato i gelosi custodi delle tradizioni regionali, dall’altro i sostenitori del connubio tra canto e danza. Per la prima categoria, vengono riproposte le quattro canzoni che hanno superato il turno, ovvero, in ordine di classifica, “Vecchia Roma” per il Lazio, “Vola vola vola” per l’Abruzzo, “Ciuri ciuri” per la Sicilia, e “Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna” per la Campania.

“Vecchia Roma” è interpretata da Claudio Villa che non è presente in studio ma ha inviato un contributo filmato dal Giappone (dove si trova in tournée), attorniato da tante Fior di Loto. Il re di Trastevere impreziosisce la sua esibizione con certi acuti che lasciano presupporre un massiccio quantitativo di invio di cartoline-voto da parte del pubblico dei telespettatori.

Gli altri interpreti delle canzoni regionali sono rispettivamente Michele Accidenti con il coro, Nuzzo Salonia (che appare in un quadro suggestivo girato nella Valle dei Templi di Agrigento) e Fausto Cigliano.

Per la categoria “Cantando e ballando”, riascoltiamo la prima classificata “Lasciati baciare col letkiss”, interpretata dalle gemelle Kessler che la avevano lanciata a “Studio Uno”, “Lola”, affidata ad Elena Sedlak, “La rumba delle noccioline” interpretata da Nilla Pizzi (nella fase precedente era stata proposta da Ambra Borelli)  e “Datemi un martello”, già presentata da Rita Pavone, ora interpretata dalla cantante italo-francese Audrey.

L’ultima semifinale mette in gara “Le grandi canzoni d’amore” e “Le canzoni per i bambini”. Madrina della prima categoria è l’attrice Catherine Spaak per la quale il Teatro delle Vittorie viene blindato e persino il conduttore Corrado che deve intervistarla, è costretto a presentare pass e documenti vari per poter accedere al palcoscenico.

Gareggiano Lilian Terry con “L’uomo che amo” di Gershwin, Achille Togliani con “Una lacrima sul viso” (che avrebbe dovuto essere interpretata da Bobby Solo, ma il cantante romano è in una sorta di “quarantena” da parte della RAI per i suoi proverbiali ritardi), Gianni Morandi con “Non son degno di te” e Ornella Vanoni con “Non dimenticar”.

Per i bambini, Bruno Filippini interpreta “Dagli una spinta”, Rita Pavone canta “Viva la pappa col pomodoro”, Tina Centi propone “Voglio fischiettar” ed infine il coro di Renata Cortiglioni esegue una fantasia di canzoni popolari di autori anonimi dal titolo “Girotondo”.

Padrino delle canzoni infantili è l’attore Richard Harrison, protagonista del film “Centomila dollari per Ringo”, il quale presenta una parodia del film western con Vittorio Congia e un suo piccolissimo collega, Loris Loddi, un grazioso cow boy in miniatura.

Dal 16 dicembre, i telespettatori votano per l’ultimo gruppo di semifinaliste, e il 22 dicembre, andrà in onda un anticipo della finale con la presentazione delle otto canzoni rimaste in gara, che si contenderanno il primo posto nella finalissima del 6 gennaio. Ne parleremo la prossima settimana.

E visto che questo è l’ultimo editoriale dell’anno, prima degli auguri di rito, vediamo come la TV ha atteso il nuovo anno 60, 50, 40 e 30 anni fa.

Il 31 dicembre 1955 era un sabato, la serata si apre con il mitico “Lascia o raddoppia”, condotto da Mike Bongiorno, si prosegue con il balletto “Cenerentola” di Prokofiev, e alle 23,15 “Musica, maestro” (buona fine e buon principio con le orchestre Ferrari e Hiller, il Quartetto Negro, Nilla Pizzi e Carlo Buti).

Dieci anni dopo, venerdì 31 dicembre 1965, gli auguri arrivano dalla grande Mina in un breve varietà di mezz’ora in onda alle 22, subito dopo “Passerella ‘65” ripropone un’antologia del varietà televisivo dell’ultimo anno con il brindisi di mezzanotte. Presentatore Renato Tagliani.

Mercoledì 31 dicembre 1975, dopo le acrobazie sulla neve di Ski show ’75 e  una comica di Jacques Tati, alle 23,30 Enrico Simonetti conduce “E a mezzanotte va”, spettacolo-veglione di fine anno. Moltissimi gli ospiti musicali presenti negli studi RAI di Milano: ci sono Hengel Gualdi e Johnny Sax, i Chocolat, i Beans, i Fox, Bruna Lelli, i Matia Bazar, Paola Musiani e il cantautore bolognese Dino Sarti.

Dieci anni dopo, martedì 31 dicembre 1985, l’offerta televisiva è più ampia sia per l’avvento delle televisioni commerciali sia per l’autonomia di ogni singola rete RAI grazie alla riforma del 1976. Collegamenti e ospiti speciali su Raiuno per un Fantastico di fine anno con Pippo Baudo, mentre per il brindisi l’appuntamento è con Gianni Minà dalla Nuova Bussoladomani di Lido di Camaiore e con Milly Carlucci dal Salone delle Feste del Casino di Sanremo.

Raidue saluta il nuovo anno dalla Capannina di Forte dei Marmi con “Mezzanotte per sognar”, spettacolo di fine anno condotto da Gigi Sabani con la partecipazione di Nadia Cassini, Tony Esposito, Patty Pravo e Nino Frassica. Serata speciale al Grand Hotel con Canale 5, Rete 4 e Italia 1 per l’occasione a reti unificate. Fanno gli onori di casa Carmen Russo e lo staff al completo del varietà del sabato sera.

Tanta musica anche su Raitre ma prima di mezzanotte. La rete si collega con il Caesar di Silvi Marina, con il Colosseum di Mantova e con il Divina Club di Gubbio. Sul palcoscenico salgono il Banco, Fred Bongusto, Giorgio Bracardi, Jerry Calà, Sergio Caputo, Luca Carboni, Chattanooga, Sergio Endrigo, Lando Fiorini, Mike Francis, Enzo Gragnaniello, Beppe Lanzetta, Mimmo Locasciulli, Simona Marchini, Gianni Morandi, Gino Paoli, Enrico Ruggeri, Amii Stewart.

Infine, uno sguardo alle canzoni regine di inizio anno. Singolo più venduto nella prima classifica del 1966 è “La festa” di Adriano Celentano, nel 1976 “La tartaruga” di Bruno Lauzi, nel 1986 “Election day” degli Arcadia, nati dalla scissione dei Duran Duran.

Ed anche per oggi è tutto. Ci ritroviamo tra 7 giorni, nel 2016, e ci salutiamo con l’augurio che il nuovo anno ci porti tanta serenità e tanta salute per noi e per i nostri cari, ma anche qualcosa in più, come l’entusiasmo per continuare a coltivare le nostre passioni, senza le quali la nostra vita sarebbe come una pietanza senza sale.

Buon Anno!