testata
Archivio Editoriali - 25 Marzo 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

40 ANNI FA, CANZONI IN TV E L'ULTIMO SALUTO A MAGO ZURLI'

Cari amici, 40 anni fa, poche settimane dopo il Festival di Sanremo, che fu vinto dagli Homo Sapiens con “Bella da morire”, la TV manda in onda il 22 marzo una parata di canzoni in onda dalle Terme di Montecatini, e organizzata dal patron Gianni Ravera.

Non è un bel momento per i Festival di canzoni, e presentando la serata il Radiocorriere TV scrive “in barba ai festival che muoiono e che nemmeno un miracolo potrebbe risuscitare, in barba al gusto del pubblico disorientato e incerto fra tanti prodotti musicali così diversi e opposti… finito Sanremo, speriamo allora in questo “Montecatini follies n.1”.

“Sarà uno spettacolo vero e proprio – dice Ravera – non una delle solite passerelle”. E il cartellone gli dà ampiamente ragione. Autori dei testi sono due veterani della rivista televisiva, Dino Verde e Bruno Broccoli, presentatore della serata è Pippo Baudo, reduce da una non proprio felice esperienza con la serie di “Chi”, abbinata alla Lotteria di Capodanno.

Ospiti sono gli attori Bice Valori e Paolo Panelli, coppia affiatata sul palcoscenico e fuori, mentre la parte “cantata” della serata è affidata a voci autorevolissime: Ornella Vanoni più che mai in versione bossa-nova, Mia Martini in corsa per l’Eurofestival della canzone in Inghilterra, Fred Bongusto recuperato con tutti i crismi della confidenzialità che l’ha reso popolare, Peppino Di Capri vincitore di Sanremo 1973 e 1976.

Con loro ci sono Loredana Berté, sorella meno famosa (“almeno per ora” – sottolinea il Radiocorriere TV dell’epoca) di Mia Martini, Franco Califano, prima autore di tanti successi scritti per altri colleghi, poi diventato cantautore in proprio, i Gatti di Vicolo Miracoli e i Pandemonium, due dei pochi complessi nostrani più recenti, sopravvissuti alla valanga di musica e voci straniere entrata nel mercato discografico italiano, Mersia, da anni promessa della canzone europea, Angela Luce, la voce partenopea per eccellenza.

E poi big internazionali come i Manhattans, Claudia Barry e Carl Douglas, beniamini dei telespettatori giovanissimi. Infine sono presenti due personaggi che con le canzoni hanno soltanto rapporti occasionali, Mita Medici lanciata dalla televisione come show-girl e il comico da cabaret Gianfranco D’Angelo.

E alle 22,15 in punto, mentre cala il sipario sul palcoscenico di Montecatini, gli amanti della buona musica possono cambiare canale e sintonizzarsi su Raidue, dove, in perfetta sincronia, il grande Lucio Dalla conduce la quinta puntata dello spettacolo di Perelli e Bardotti “Automobili”, ovvero una storia comica e canora delle “quattro ruote”.

Prosegue dunque il racconto delle fasi salienti della corsa all’automobile, da parte di Dalla e della sua “partner”, la scimmia Natascia. Questa volta non ci troviamo né in una sala, né in un teatro, bensì all’interno di una fabbrica occupata. Qui ascoltiamo Lucio Dalla in un suo pezzo, “I muri del 21”, e poi in altre canzoni, “Non era più lui”, “Il coyote”, “Parole incrociate”. Ospite della serata, l’attore Dario Fo.

Voltiamo pagina. Avevo già in mente di citare in questa nota (che si occupa in particolare degli eventi di 50, 40 e 30 anni fa) un’edizione particolarmente fortunata dello Zecchino d’Oro, quella del 1967. E mentre stavo scorrendo l’elenco delle canzoni in gara 50 anni fa, è giunta la notizia della morte del mitico Mago Zurlì, al secolo Felice Cino Tortorella, che se n’è andato in punta di piedi alla soglia dei 90 anni d’età.

Mago Zurlì è stato un testimone di quegli anni a noi tanto cari, quando la musica girava a 45 giri, ed anche i piccoli interpreti delle canzoni dello Zecchino d’Oro incidevano la loro canzone sul mitico vinile. Tortorella detiene il record mondiale di presentazione di una trasmissione TV, visto che ne è stato al timone per ben 51 edizioni, dal 1959 al 2008 (nel 1976 se ne fecero due edizioni). Un personaggio nato quasi per caso, da una trasmissione per la TV dei ragazzi, in onda nel 1957 con il titolo “Zurlì, il mago del giovedì”. Nel 1959, Tortorella si inventa la “Festa della canzone per bambini”, lo Zecchino d’Oro, in onda dall’Antoniano di Bologna, che lancia non solo tanti motivetti per i più piccoli, ma anche nuovi personaggi come Topo Gigio e “Richetto” Peppino Marzullo. Chi non ricorda il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre, il maestro Gino Bussoli, le giurie dei bambini che votavano alzando la paletta per dare il voto alle canzoni in gara? 

Cino Tortorella fu anche regista di un’altra popolare trasmissione per i ragazzi degli anni ’60, “Chissà chi lo sa”, gara tra scolaresche condotta da Febo Conti. Ma eccoci allo Zecchino d’Oro di 50 anni fa, che ci consente di mandare l’ultimo saluto al grande Mago Zurlì. All’Antoniano di Bologna arrivano per le selezioni 436 canzoni, che vengono attentamente esaminate da una giuria composta da musicisti, giornalisti, insegnanti, un padre, una madre, una nonna e due bambini.

Ne arrivano in TV 12, nel corso dei 3 pomeriggi in onda nell’ambito della TV dei ragazzi da venerdì 3 a domenica 5 marzo 1967. Ecco i titoli: “Un milione di anni fa”, “La lucciola nel taschino”, “E… ciunfete nel pozzo”, “Per un ditino nel telefono”, “La pecorella al bosco”, “Para papà”, “Tre goccioline”, “Popoff”, “La mini-coda”, “Il cane capellone”, “La canzone della luna”, “Il leprotto Pim-Pum-Pam”.

Vince “Popoff”, di Benassi e Gualdi, interpretata dal piccolo Walter Brugiolo che diventerà ben presto un personaggio di successo. Sarà infatti protagonista di alcuni “Caroselli” ed anche di alcuni film “musicarelli” tra il 1967 e il 1970.

E in chiusura, un ricordo di un altro grande del mondo dello spettacolo, in particolare del cinema, che ci ha lasciato in questi giorni. Addio, Thomas Milian!