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Archivio Editoriali - 24 Ottobre 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

50 ANNI FA BANDIERA GIALLA E LA QUARTA PUNTATA DE LA PROVA DEL NOVE

Cari amici, il 16 ottobre di 50 anni fa, va in onda alla radio la prima trasmissione di “Bandiera gialla”, che possiamo definire l’evento radiofonico dell’anno.

Il nuovo programma, destinato a rimanere nella memoria collettiva di tutti gli adolescenti dell’epoca, va in onda sul Secondo Programma alle 17.40, condotto da Gianni Boncompagni, e costituisce l’unica concessione della radio di allora al gusto dei giovanissimi. Boncompagni fatica non poco a far accettare la trasmissione ai dirigenti della RAI.

Il titolo della trasmissione avrebbe dovuto essere “Sound”, ma i dirigenti della RAI (capostruttura Luciano Rispoli), per sottolineare una sorta di isolamento di questa nuova produzione, decidono di chiamarla “Bandiera gialla”, che è il tradizionale segnale di pericolo a bordo di una nave.

La sigla ad effetto, con tanto di suono di sirene d’allarme, inizia con la voce ufficiale dello speaker che dice: "A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi, ripeto, ai giovanissimi, tutti gli altri sono pregati quindi di spegnere la radio o sintonizzarsi su altra stazione…" .

Poi, sulla sigla ufficiale, T bird, di Rocky Roberts, arrivano queste parole: "... ragazzi, dalla rampa di lancio di Via Asiago in Roma stanno per entrare in orbita i 12 dischi di Bandiera Gialla, dischi scelti e presentati da me, che sono Gianni Boncompagni, con la complicità di Renzo Arbore e la regia di Massimo Ventriglia, su con la sigla e con gli applausi!”

Il meccanismo della trasmissione è avvincente: durante i suoi 50 minuti, vengono proposti, uno dopo l’altro, quattro gruppi di tre dischi ciascuno, cioè in tutto 12 pezzi. Dopo aver ascoltato ciascun gruppo, i ragazzi presenti in studio manifestano con urli e grida, ma soprattutto con l’alzata delle famose bandiere gialle, la loro preferenza per un disco di ciascun gruppo. Fra i quattro dischi finalisti, il pubblico elegge il “disco giallo” della settimana.

Il pubblico era una giuria di 40 minorenni, di cui i tre quarti ospiti fissi, selezionati fra i frequentatori del Piper Club e alcuni figli di dirigenti RAI, e i rimanenti scelti di volta in volta tra gli aspiranti che si presentavano agli studi. Era un pubblico selezionato perché non si trattava solo di spettatori passivi, ma protagonisti essi stessi dell'animazione, gridando, cantando, e sebbene fosse solo un programma radiofonico, abbigliandosi alla moda beat e ballando. Alcuni dei ragazzi erano anche personaggi noti o lo divennero successivamente, come Mita Medici, Renato Zero e Giancarlo Magalli.

“Bandiera gialla” diviene un fenomeno di costume. Le scelte musicali propongono sia i complessi e i cantanti italiani rappresentanti del “beat”, sia le novità discografiche provenienti soprattutto da Gran Bretagna e Stati Uniti. Solo in un anno i dischi presentati, selezionati dai due presentatori, furono 672.

La trasmissione ispirò anche il film del 1967 “I ragazzi di Bandiera Gialla”, un musicarello del regista Mariano Laurenti, interpretato da alcuni noti cantanti come Gianni Pettenati (interprete dell’omonima canzone “Bandiera gialla”), Marisa Sannia, Patty Pravo, Rocky Roberts e molti altri.

Il successo radiofonico di “Bandiera gialla” è immediato e duraturo, e il programma andrà in onda ogni sabato fino al 9 maggio 1970, alla vigilia della prima puntata di un’altra mitica trasmissione condotta da Boncompagni insieme a Renzo Arbore, “Alto gradimento”, che debutta il 7 luglio 1970.

Il 20 ottobre 1965 va in onda la quarta puntata del torneo abbinato alla Lotteria di Capodanno, “La prova del nove” con Corrado e Walter Chiari. Questa settimana sono di scena le canzoni dei cantautori.

Anche se il termine cantautore fu coniato agli inizi degli anni Sessanta, in realtà anche in tempi remoti c’era chi scriveva e cantava le sue canzoni. E la prima quaterna di canzoni in gara si riferisce proprio a vecchi successi che, per ragioni anagrafiche, devono essere ora reinterpretati da altri cantanti.

Ecco dunque “Il primo amore” di Carlo Buti, nella versione di Claudio Villa, “Canti nuovi” di Armando Gill, cantata da Narciso Parigi, “Luna marinara”, di Simonini, proposta da Luciano Tajoli, e “Il valzer della povera gente”, di Odoardo Spadaro, interpretata da Bruno Filippini.

Per la quaterna di canzoni più recenti, sono gli stessi autori delle canzoni ad interpretarle. Inizia Gino Paoli con “Senza fine”, seguono Fred Bongusto con “Doce doce”, Pino Donaggio con “Come sinfonia” e Domenico Modugno con “Tu sì na cosa grande”.