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Archivio Editoriali - 23 Luglio 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

ESTATE 1966: LA RADIO SI RINNOVA.IL 3 LUGLIO NASCONO "GRAN VARIETA" E " PER VOI GIOVANI"

Cari amici, nell’estate del 1966 la radio inizia a rinnovare il suo palinsesto per venire incontro alle mutate esigenze degli ascoltatori. La TV è ormai in tutte le case, e gli orari di punta dell’ascolto radiofonico sono ora la mattina, l’ora di pranzo e la fascia oraria tra le 19 e le 21, ovvero prima dell’inizio dello spettacolo serale televisivo.

Ed è anche la stagione estiva che richiede modifiche ai palinsesti. Durante le vacanze, la radio la si ascolta di più e con maggiore attenzione. Basti pensare al pullulare di “transistor” sulle spiagge (nell’estate del 1967 nascerà una lunga trasmissione di musica non stop che si intitolerà proprio “Transistor sulla sabbia”, diventata poi da ottobre “Pomeridiana”).

Ma ci sono anche modifiche sostanziali indipendenti dalle stagioni. Il rinnovamento più radicale della radio ci sarà dal 1° gennaio 1967, e poi più avanti a cavallo degli anni ’60 e ’70. Ma il 3 luglio 1966, per radio RAI, è una data storica in quanto in quella domenica di 50 anni fa prendono il via due nuove trasmissioni destinate ad entrare a pieno titolo nella storia della radiofonia italiana, “Gran Varietà” e “Per voi giovani”.

“Gran Varietà”, in onda la domenica mattina dalle 9,35 alle 11, è il nuovo spettacolo sul quale i dirigenti della RAI, puntano molte delle loro carte. E il successo della trasmissione, che andrà avanti con oltre 600 puntate fino al 1979, con cast sempre rinnovati ad ogni trimestre, non farà che dar loro ragione, visto che lo spettacolo raggiunge punte di ascolto fino a 8 milioni di ascoltatori, un’audience da record che mai fu più raggiunta da un programma radiofonico.

Gli autori della prima edizione di “Gran Varietà” sono Amurri e Jurgens, due nomi assai noti e apprezzati che hanno al loro attivo trasmissioni di indubbio insuccesso. Il presentatore è Johnny Dorelli, un vero “showman”, capace di animare uno spettacolo, recitando egli stesso e in particolare di dargli velocità e ritmo. Lo ha dimostrato in TV, con il suo “Johnny Sera”.

Poi, ci sono tutti i nostri cantanti maggiori, rappresentanti dei vari generi musicali, da Claudio Villa a Caterina Caselli, Jimmy Fontana e Miranda Martino, Bobby Solo e Iva Zanicchi, Bruno Lauzi e Nilla Pizzi, Wilma Goich e Betty Curtis, Nicola Di Bari e Jula De Palma.

Ancora, parecchi numeri fissi con i nostri attori più famosi. Paolo Panelli entra nel ruolo del proletario romano, mordace ma tutt’altro che cattivo, sempre pronto a criticare tutto e tutti. E un madrigale, recitato da Alberto Lupo, il re del teleromanzo.

Poi un monologo di Walter Chiari che, del genere, è l’assoluto primatista. E Mina, in qualità di star-vedette, canterà e reciterà. Infine, una scenetta di situazione o di costume interpretata da specialisti come Gianni Agus, Lia Zoppelli, Vittorio Congia. Tirando le somme, davvero un grosso spettacolo che si avvale dei nomi migliori sulla piazza. Si merita davvero questo programma il titolo di “Gran Varietà”, anche per la durata, un’ora e venti minuti.

“Gran Varietà” proseguì per molti anni con cast sempre rinnovati. Alla conduzione, oltre a Dorelli, ci furono Raimondo Vianello, Alberto Lupo, Lando Buzzanca, Walter Chiari, Sandra Mondaini, Raffaella Carrà, Domenico Modugno, Paolo Villaggio e Gino Bramieri.

Il cast degli attori che negli anni hanno partecipato ai vari cicli di “Gran Varietà” era notevole e parecchi di questi personaggi vennero proposti anche in televisione: citiamo Renato Rascel, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Paolo Panelli e  (indimenticabili i loro personaggi del Tassinaro, Menelao Strarompi e la centralinista Rai), Monica Vitti (la portinaia di una guardiola perennemente sfortunata in amore), Enrico Montesano (Dudù il gagà e soprattutto la romantica donna inglese), Gigi Proietti (celebre il suo tormentone "Invidiossi!") nonché attori teatrali "seri" come Vittorio Gassman, Paolo Stoppa e Rina Morelli ("Eleuterio e Sempretua"), Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice (insieme interpretarono "Leonida ed Esmeralda", e "Il Divino Creaturo"), Romolo Valli (il "maleducatore"), Gianrico Tedeschi (il "Conversevole della Domenica"), Lando Buzzanca (il "pecoraro dell'Apiro") e tantissimi altri.

Le prime puntate sono in diretta dallo studio A di via Asiago in Roma, poi la trasmissione viene confezionata montando i vari interventi registrati in tempi diversi, per sincronizzare la disponibilità degli artisti in base ai loro impegni in altre produzioni. L’orchestra è diretta da Marcello De Martino, la regia di Federico Sanguigni.

La sigla finale – che cambiava circa ogni 3 mesi - veniva modificata nella parte centrale, in quanto sulla base strumentale gli annunciatori leggevano i titoli di coda del programma. Fu Mina ad inaugurare la serie delle sigle finali della trasmissione con una canzone che qualche tempo fa, nella nuova versione di Irene Grandi, ha conosciuto una nuova giovinezza, “Sono come tu mi vuoi”.

Poi ci furono molte altre canzoni di successo a siglare la fine di ogni puntata di “Gran Varietà”. Citiamo “Ti saluto ragazzo”, “Pazza d’amore” e “La voglia di sognare” di Ornella Vanoni, “Sono tremendo” di Rocky Roberts”, “Io domani” di Marcella, “Una serata insieme a te” di Johnny Dorelli e Catherine Spaak.

La prossima settimana, vi parleremo di “Per voi giovani”. Intanto, prima di salutarci, vi ricordo che sul nostro sito è on line la tredicesima puntata di “E adesso yesterday”, dedicata questa volta agli anni ’80. Potremo dunque rivivere con video e foto d’epoca gli eventi musicali del mese di giugno di 30 anni fa.