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Archivio Editoriali - 21 Marzo 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 1975: EUROFESTIVAL E ZECCHINO D'ORO. TORNANO IN GARA LE CANZONI EUROPEE E QUELLE PER BAMBINI.

Cari amici, facciamo un balzo in avanti di 10 anni rispetto all’editoriale della settimana scorsa, e ritroviamo gli stessi eventi che tornano puntuali a proporre rispettivamente la gara tra le canzoni europee e la competizione tra i piccoli concorrenti dello Zecchino d’Oro.

La ventesima edizione del “Gran Premio Eurovisione della Canzone” (questo il titolo dello spettacolo radiotelevisivo pubblicato dal Radiocorriere TV) va in onda il 22 marzo 1975 in diretta da Stoccolma. La Svezia si era aggiudicata la vittoria nell’anno precedente con “Waterloo” degli Abba, e dunque, come da tradizione, è nella capitale svedese che si svolge l’edizione 1975.

I Paesi partecipanti sono 19. Per la prima volta è in gara anche la Turchia, anche se non si tratta di un debutto lusinghiero, visto che la relativa canzone finisce in fondo alla classifica con soli 3 punti.

Per l’Italia, sono in gara i vincitori di Canzonissima, Wess e Dori Ghezzi. Fino al 1969, era il vincitore di Sanremo ad accedere di diritto alla competizione europea, ma dal 1970, con lo spostamento del Festival della riviera ligure da fine gennaio a fine febbraio, e dunque troppo tardi per designare l’artista in gara per l’Italia, il regolamento prevede che vada all’Eurofestival il vincitore del torneo canoro che si conclude il 6 gennaio.

Intanto, nella Hit Parade del 21 marzo, Wess e Dori Ghezzi, con “Un corpo e un’anima”, erano stati scalzati dal primo posto da I Cugini di Campagna con “Un’altra donna”, ma retrocedono al secondo posto dopo diverse settimane di permanenza in vetta alla classifica. A Stoccolma, gareggiano con “Era”, inteso come terza persona singolare imperfetto del verbo essere (“quando far l’amore, era baciarsi al cinema, era la mia domenica, era trovare un angolo nascosto…”). La canzone, firmata da due grandi autori (ed anche interpreti) della canzone italiana, Andrea Lo Vecchio e Shel Shapiro, esce su 45 giri della Durium (sul retro c’è “… e siamo qui”).

La serata è presentata da Karin Falck sul palco del St Eriks Massan Alvsjo di Stoccolma, mentre, per la RAI, il commento è affidato al presentatore Silvio Noto. Il direttore d’orchestra per l’Italia è Vince Tempera.

Al termine della serata, viene comunicata la classifica. Ottimo il piazzamento di Wess e Dori Ghezzi, al terzo posto, con 115 punti. Secondo posto per il Regno Unito, rappresentato dagli Shadows, interpreti di “Let me be the one”, che totalizza 138 punti. Vincono i Paesi Bassi in gara con il gruppo Teach-In che propone un’allegra canzone dal titolo “Ding-a-dong”, prima con 152 punti.

Qualche giorno prima dell’Eurofestival, dal 17 al 19 marzo, si era svolta la 17esima edizione dello Zecchino d’Oro. Anche per questa gara, come ormai succede dal 1973, va in onda in TV solo la finale (dalle 17,30 alle 19), mentre le prime due giornate sono trasmesse solo alla radio sul Programma Nazionale dalle 18 alle 19.

Presenta come sempre Cino Tortorella che ormai da qualche tempo ha dismesso gli abiti di Mago Zurlì. Al termine della finale del 19 marzo (all’epoca giornata festiva), tra le 12 canzoni in gara, si aggiudica la vittoria “La figlia del re di Castiglia” (testo di Vittorio Sessa Vitali, musica di Claudio Valle e Giordano Bruno Martelli), valzer andaluso interpretato dai piccoli Sandro Bianchi e Jole Dalla Riva.

E a conclusione di questa nota, oggi, 21 marzo, diamo il ben tornato alla bella stagione. In questo primo giorno di primavera (come non citare a questo proposito la bellissima canzone dei Dik Dik del 1969) ricordiamo che 40 e 50 anni fa, la bella stagione portava con sé la messa a punto da parte dei discografici delle classiche manifestazioni delle vacanze. La prima a partire era a metà aprile “Un disco per l’estate”, poi arrivavano Cantagiro e Festivalbar. Oggi, questi eventi sono archiviati nel nostro album dei ricordi, e proprio da questo nostro appuntamento settimanale, avremo modo di parlarne e di rivivere insieme a voi l’atmosfera di quel periodo.

Ma anche al di fuori di queste gare, la musica continua, e le radio sono pronte a diffondere le decine di canzoni nuove che puntualmente continuano ad uscire. Questa in fondo è la cosa più importante, anche se personalmente non so cosa darei perché le emozioni che, in misura diversa per ciascuno di noi a seconda dei nostri gusti, ci trasmettono le nuove canzoni, avessero un particolare valore aggiunto come una volta, quando per esempio, a metà aprile la radio iniziava a farci conoscere nelle apposite vetrine di “Un disco per l’estate” la colonna sonora delle nostre vacanze.

Buona primavera a tutti!