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Archivio Editoriali - 21 Febbraio 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

IL VOLO VINCE SANREMO 2015. SUL PODIO ANCHE NEK E MALIKA AYANE.

Cari amici, il Festival di Sanremo ha visto trionfare sabato scorso i tre ragazzi de “Il Volo”. E’ stata una vittoria soprattutto popolare, visto che Gianluca, Ignazio e Piero sono arrivati primi grazie soprattutto al televoto, mentre non hanno avuto benevola accoglienza da parte dei giornalisti.

Che dire? E’ giusto e sacrosanto che ognuno abbia i suoi gusti, ma credo sia incontestabile il fatto che questi tre “tenorini” (come sono stati definiti per il loro timbro di voce e la giovane età, anche se uno di loro ha una voce più baritonale) hanno una bella voce, e, prima di essere apprezzati in Italia, hanno ottenuto importanti riconoscimenti all’estero, come al Metropolitan di New York, ed hanno avuto l’onore di cantare insieme alla grande Barbra Streisand.

La canzone, come nelle migliori tradizioni festivaliere, è stata cucita loro addosso dai discografici che si sono affidati a due autori come Francesco Boccia, che aveva partecipato in qualità di interprete insieme a Giada tra i giovani di Sanremo 2001 (cantava “Turu turu”), e Tommy Esposito, che dal 1980 fa parte del gruppo “Il Giardino dei Semplici”, interprete di molti successi (“M’innamorai”, “Miele”, “Tu ca nun chiagne”, “Carnevale da buttare”) a partire dalla metà degli anni ’70.

Devo dire che io sono tra quelli che ha gioito della vittoria di questi ragazzi, ai quali il Festival ha dato la grande opportunità di farsi conoscere e apprezzare da milioni di italiani, opportunità che difficilmente riuscirebbero ad avere grazie alle varie emittenti radiofoniche. Da anni, ormai nei grandi network nazionali, passa soltanto ciò che piace ai responsabili e ai programmisti delle radio stesse, per cui sono loro che decretano il successo o meno di un pezzo.

Come ho già scritto più volte da questa mia nota settimanale, una volta non era così. Tutto ciò che le case discografiche producevano andava in radio, che allora era soltanto Radio RAI in regime di monopolio, ed erano poi gli ascoltatori a selezionare i loro pezzi preferiti acquistandone in negozio i relativi 45 giri.

Tutte le “etichette”, anche le più piccole, avevano il loro “quarto d’ora” di celebrità, nel senso letterale del termine. Infatti, più volte al giorno, la radio mandava in onda i cosiddetti “quarti d’ora discografici”, nei quali ogni casa discografica presente sul mercato promuoveva la sua ultima produzione.

Oggi, sono i dee-jay a selezionare a priori cosa trasmettere. Così, ogni anno, per esempio, del Festival di Sanremo girano in radio soltanto quelle proposte che gli addetti ai lavori ritengono “radiofoniche”. L’unica eccezione è Radio Italia Solo Musica Italiana, che, purché siano cantate in italiano, trasmette un po’ tutto, almeno per quanto riguarda il Festival di Sanremo.

Ho fatto questo discorso per dire che Il Volo, avendo avuto la possibilità di farsi ascoltare da una immensa platea quale quella del Festival, ha trionfato, peraltro con un sistema di voto (via telefono, sms, applicazioni su smartphone e sito internet) prevalentemente utilizzato da un pubblico giovane. Di contro, la giuria di esperti, che sembra non aver gradito molto i vincitori,  era formata non proprio da ragazzini, visto che l’età media superava probabilmente i 50 anni.

Per quanto riguarda le altre canzoni, va dato grande merito a Carlo Conti e alla commissione selezionatrice che ha lavorato con lui, di aver fatto una buona scelta, portando in gara 20 canzoni, nessuna delle quali poteva definirsi brutta.

Premesso che non mi ritengo un esperto di musica, ma soltanto un grande fruitore, personalmente, divido le canzoni in 5 categorie: “da brivido”, belle, discrete, sopportabili e insopportabili. Direi che il Festival di quest’anno ha messo in gara 20 canzoni tutte appartenenti alla seconda e alla terza categoria, con qualche brivido solo per Il Volo.

Complimenti ai vincitori, a tutti gli altri interpreti in gara, alle Nuove Proposte, e a Carlo Conti – premiato da ascolti record – che ha condotto impeccabilmente le cinque serate… oddio, un errorino c’è stato, e immagino lo stato d’animo delle due cantanti della categoria “Nuove Proposte”, quando, proclamando la vincitrice tra le due, ha giustamente alzato il braccio di Amara, pronunciando contestualmente il nome di Rachele! Ma complessivamente, è stato un grande successo!

Intanto, pochi giorni dopo la conclusione del Festival, a Roma si celebravano i 50 anni del Piper, il noto locale di tendenza che fu inaugurato il 17 febbraio 1965. Grande maratona di musica all’interno dello storico locale per questo importante anniversario… ne parleremo nelle prossime settimane.

Ed anche per oggi ci fermiamo qui.

Buona settimana a tutti!