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Archivio Editoriali - 20 Agosto 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

BANDIERA GIALLA 1966. BONCOMPAGNI, ARBORE E LE CANZONI VINCITRICI

Cari amici, 50 anni fa riscuoteva grande successo alla radio il programma di Gianni Boncompagni “Bandiera gialla”. Ve ne abbiamo già parlato in occasione del cinquantesimo anniversario del debutto della trasmissione, il 16 ottobre 1965. Ora vediamo le canzoni vincitrici delle puntate della primavera/estate 1966 e riproponiamo una sintesi dell’articolo che il Radiocorriere TV dedicò a “Bandiera gialla” nell’estate del 1966.

Sono le 17,40 del sabato pomeriggio. L’annunciatore ha appena finito di elencare le estrazioni del lotto. Improvvisamente, ecco un sibilo di sirena lacerante, come se fosse scoppiato un incendio, seguito da una voce alta che ammonisce: “Questa trasmissione è rigorosamente vietata ai maggiori di anni diciotto. Chi, nonostante questo avvertimento volesse ascoltarla, lo farà a proprio rischio e pericolo”. Poi la sigla, il grido di un cantante beat, Rocky Roberts, con l’ormai classico scandire ossessivo della batteria e dei chitarroni. E’ in onda “Bandiera gialla”.

I giovani, da un capo all’altro della penisola, sono in ascolto, mentre a Roma, nel grande studio M di via Teulada, un gruppo di ragazzi (età massima 18 anni) ascoltano la trasmissione impugnando una bandierina gialla decisi a far valere i propri gusti in fatto di musica leggera.

Un simbolo, la bandiera gialla, in verità un po’ sconcertante: è la bandiera che, a quanto narrano le cronache, veniva anticamente issata sull’albero maestro delle navi per denunciare la presenza a bordo di un’epidemia. In questo caso un’epidemia non mortale, certo, ma estremamente contagiosa, una malattia che dilaga come un fiume in piena: la musica beat.

Il conduttore Gianni Boncompagni ha fatto la sua esperienza al microfono in Svezia e anche qui in Italia come presentatore, intervistatore, radiocronista. Quando Gianni arriva allo studio M, i ragazzi lo accolgono con una rombante ovazione. C’è poi il complice (così lo chiama Boncompagni all’inizio del programma), un giovane alto, magro, raffinato, con tanto di laurea in legge. E’ Renzo Arbore, un nome noto alla radio come ideatore e realizzatore di programmi di musica leggera. Arbore è l’eminenza grigia, il braccio destro di Boncompagni. Ha una funzione delicatissima: ascoltare e selezionare valanghe di microsolchi.

Bandiera gialla lo ascoltano anche molti che i diciott’anni li hanno passati da un pezzo, la musica beat, quand’è di un certo livello, piace anche ai meno giovani. La spina dorsale del programma sono nomi come i Beatles, i Rolling Stones, gli Animals, i Rokes, l’Equipe 84, Bob Dylan, Joan Baez, Antoine, Tom Jones, Nancy Sinatra ed altri.

Ed ecco come funziona la trasmissione. Durante i suoi 50 minuti, vengono eseguiti, uno dopo l’altro, quattro gruppi di tre dischi ciascuno, cioè in tutto 12 pezzi. Dopo aver ascoltato ciascun gruppo, i ragazzi manifestano con grida più o meno alte, ma soprattutto con l’alzata delle famose bandiere gialle, la loro preferenza per un disco di ciascun gruppo. Si avranno così alla fine quattro dischi prescelti, fra cui si deve nominare il disco “Bandiera gialla” della settimana. La scelta del disco vincente è salutata da altre interminabili grida in mezzo alle quali si conclude la vivacissima trasmissione.

Durante la prima trasmissione di “Bandiera gialla”, un funzionario che aveva il suo ufficio proprio sotto il famoso “Studio M”, ebbe la sensazione che crollasse il soffitto. Preoccupato corse al piano superiore e si rese conto che la situazione non era così drammatica. Una cinquantina di ragazzi, mentre si trasmettevano i dischi, cantavano, ballavano lo shake, saltavano di qua e di là e si rinfrescavano con bibite (non alcoliche). Un’epidemia allegra, con molto rumore e nessuna vittima.

Ed ecco le canzoni vincitrici delle puntate di “Bandiera gialla” tra marzo ed agosto di 50 anni fa.


5 marzo: “It’s gonna rain” di Sonny and Cher
12, 19 e 26 marzo: “Michelle” dei Beatles
2 aprile: “You were on my mind”, di Barry Mc Guire
16, 23 e 30 aprile: “Girl” dei Beatles
7 maggio: “Che colpa abbiamo noi” dei Rokes
14 e 21 maggio: “19th nervous breakdown” dei Rolling Stones
28 maggio: “How does that grat you darling”, di Nancy Sinatra
4 e 11 giugno: “Sha-la-la-la-lee” degli Small Faces
18 giugno: “Tu te ne vai” dei Delfini
2 luglio: “Chi può dirmi” di Patrick Samson and Les Pheniciens
9 luglio: “Paint black” dei Rolling Stones
16 e 23 luglio: “Paperback writer” dei Beatles
30 luglio: “Don’t bring me down” degli Animals
6 agosto: “River deep mountain high” di Ike and Tina Turner