testata
Archivio Editoriali - 20 Gennaio 2018
a cura di Fiorenzo Pampolini

VERSO SANREMO (1) - I 60 ANNI DI "VOLARE" E L'EDIZIONE DEL 1968

Cari amici, da questa settimana iniziamo la marcia di avvicinamento verso il Festival di Sanremo rivivendo le edizioni di 50, 40 e 30 anni fa. Ma prima di partire dall’edizione del 1968, corre l’obbligo di citare l’edizione di 10 anni prima, per festeggiare il 60esimo anniversario di quella che, insieme a “O sole mio”, è sicuramente la canzone italiana più famosa nel mondo.

Il 1° febbraio 1958, la vittoria dell’ottava edizione del Festival di Sanremo va a “Nel blù dipinto di blù”, scritta da Franco Migliacci e Domenico Modugno, e interpretata dallo stesso Modugno in coppia con Johnny Dorelli. E’ una canzone che rivoluziona gli stereotipi un po’ sorpassati e particolarmente sdolcinati di molte canzoni di quel periodo. Possiamo dire che “Volare” (come tutti la chiamarono subito) anticipa una nuova era per la canzone italiana che a partire dall’inizio degli anni ’60 vedrà dapprima l’avvento dei primi cantautori e degli urlatori e in un secondo tempo l’affermazione delle cosiddette canzoni ye-ye e beat.

Ma torniamo al 1968. Il Festival si svolge dal 1° al 3 febbraio. I presentatori sono Pippo Baudo, al suo primo Sanremo, e Luisa Rivelli. L’organizzatore è ancora Gianni Ravera, le canzoni in gara sono 24, delle quali 14 accedono alla serata finale. Lionel Hampton al vibrafono ha il compito di ripetere un breve frammento strumentale delle canzoni in gara. La novità di questa edizione è che le votazioni avvengono ad opera di 23 giurie funzionanti nelle sedi di altrettanti quotidiani italiani. Vediamo ora l’elenco delle canzoni in gara ad iniziare dalle 10 eliminate al primo turno:

Che vale per me (Peppino Gagliardi ed Eartha Kitt)
Il posto mio (Domenico Modugno e Tony Renis)
Il re d’Inghilterra (Nino Ferrer e Pilade)
La farfalla impazzita (Johnny Dorelli e Paul Anka)
La vita (Elio Gandolfi e Shirley Bassey)
Le opere di Bartolomeo (The Rokes e The Cowsills)
Le solite cose (Pino Donaggio e Timi Yuro)
No, amore (Giusy Romeo e Sacha Distel)
Per vivere (Iva Zanicchi e Udo Jurgens)
Tu che non sorridi mai (Orietta Berti e Piergiorgio Farina)

La prossima settimana vedremo l’elenco delle 14 finaliste in ordine di classifica. Intanto, come già si nota dall’elenco dei non finalisti, c’è da rilevare come il cast di questa edizione sia particolarmente ricco di nomi prestigiosi di livello internazionale.

Tra gli interpreti delle 24 canzoni in gara, ci sono infatti Dionne Warwick, Shirley Bassey, Eartha Kitt, Wilson Pickett, Paul Anka e Bobbie Gentry. Ma l’ospite più atteso è Louis Armstrong, del quale parleremo la prossima settimana.

Tra le canzoni escluse dalla finale, da segnalare una delle prime composizioni firmate da Mogol e Battisti, ovvero “La farfalla impazzita”. Accede inoltre di diritto al Festival la vincitrice (insieme ad Elio Gandolfi) dell’ultima edizione del Festival di Castrocaro. Arriva dalla Sicilia, il suo nome è Giusy Romeo, passerà quasi inosservata sul palcoscenico della città dei fiori, ma qualche anno dopo, con il nome d’arte di Giuni Russo, si prenderà la rivincita con grandi successi come “Un’estate al mare” e “Alghero”.

Tra gli esperti facenti parte della commissione selezionatrice delle canzoni del Festival 1968 c’è anche Renzo Arbore, noto agli ascoltatori della radio per le trasmissioni “Bandiera gialla” e “Gli amici della settimana”. E sembra sia stato proprio Arbore a ritenere non idonea per il Festival una bella canzone di Domenico Modugno (“Meraviglioso”), scartata forse per il tema trattato (il suicidio), in riferimento al fatto che proprio durante l’edizione precedente del Festival (1967) il cantautore Luigi Tenco si era tolto la vita (anche se le versioni su questo tragico avvenimento sono tuttora discordanti).

Modugno, per la prima volta, si presenterà così con una canzone non sua “Il posto mio” di Tony Renis, che sarà eliminata al primo turno.