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Archivio Editoriali - 2 Aprile 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

LA HIT PARADE DI LUTTAZZI - Dal 1967, le Canzoni Regine su Radio Rai - Terza parte

Cari amici, a circa due mesi di distanza, riprendiamo il discorso sulla Hit Parade radiofonica, che iniziò le sue trasmissioni il 6 gennaio 1967. Ogni venerdì alle 13 (e in replica il lunedì alle 13,20 sul Programma Nazionale), Lelio Luttazzi presentava la classifica degli otto singoli più richiesti nella settimana precedente, secondo le rilevazioni dell’istituto Doxa.

A gennaio del 1971, il vincitore di Canzonissima Massimo Ranieri, con Vent’anni, scippa il primo posto in classifica ad Anna di Lucio Battisti, e resta in vetta per otto settimane, fino a quando il vincitore di Sanremo Nicola Di Bari, con Il cuore è uno zingaro, assume il comando della classifica per sei settimane. Ma quella di Di Bari, portata al successo anche da Nada, non è la sola canzone sanremese ad arrivare al primo posto della Hit Parade. Anche 4 marzo 1943 di Lucio Dalla raggiunge il primo posto per tre settimane.

Francis Lai, con Love story, motivo conduttore del film omonimo, è primo per tre settimane, poi da primavera ad autunno inoltrato, il primo posto è per i due 45 giri più venduti dell’intero anno, Pensieri e parole di Lucio Battisti (14 settimane di primato) e Tanta voglia di lei dei Pooh (canzone regina per dieci settimane). I quattro Pooh sono Dodi Battaglia, Riccardo Fogli, Roby Facchinetti e Valerio Negrini. Poco dopo, Stefano D’Orazio e Red Canzian prenderanno il posto di Fogli (che proseguirà la sua carriera come cantante solista) e Negrini (che continuerà a collaborare con il gruppo in qualità di autore).

Bruno Lauzi con Amore caro, amore bello (che porta le firme di Mogol e Battisti) e i Pop Tops (un gruppo di Madrid che suona dal 1967) con Mamy blue tengono lontani i Pooh dal primo posto soltanto per tre settimane, ma nelle ultime sei settimane del 1971, la band milanese si reinsedia in testa alla Hit Parade con un altro 45 giri di grande successo, Pensiero.

Titoli di grande richiamo nel 1972. Si comincia con La canzone del sole di Lucio Battisti, seguono il vincitore di Canzonissima Nicola Di Bari con Chitarra suona più piano (6 settimane), John Lennon con la splendida Imagine (una settimana), Grande grande grande di Mina (4 settimane), Jesahel dei Delirium (sei settimane), I giardini di marzo di Lucio Battisti (7 settimane), il vincitore di “Un disco per l’estate” Gianni Nazzaro con Quanto è bella lei (6 settimane), i Dik Dik con Viaggio di un poeta (3 settimane), il duo Santo & Johnny con la colonna sonora del film“Il padrino” (13 settimane), ed infine Claudio Baglioni con Questo piccolo grande amore (6 settimane).

Lucio Battisti è il primo trionfatore della Hit Parade nel 1973 con Il mio canto libero, canzone regina per 9 settimane. Seguono Erba di casa mia (prima a Canzonissima) di Massimo Ranieri (2 settimane) e Vincent di Don Mc Lean (7 settimane). Quest’ultima canzone, dedicata a Vincent Van Gogh, era stata la sigla del seguitissimo sceneggiato televisivo “Lungo il fiume e sull’acqua", dal giallo di Francis Durbridge. Poi, per cinque settimane, arriva uno scatenatissimo Elton John con Crocodile rock, e subito dopo, per sette settimane, i Camaleonti, vincitori di “Un disco per l’estate” con Perchè ti amo. Patty Pravo è prima per nove settimane con la sua Pazza idea, poi tornano i Pooh per due settimane con Io e te per altri giorni. Infine, dodici settimane di primato ancora per Lucio Battisti con La collina dei ciliegi. Intanto, dal 7 ottobre, alla Hit Parade di Luttazzi, si aggiunge un altro seguitissimo appuntamento con le classifiche dei dischi più venduti, sono i famosi “Dischi caldi”, ovvero i singoli in ascesa verso le prime dieci posizioni, presentati ogni domenica a mezzogiorno da Giancarlo Guardabassi.

Sette titoli si avvicendano in testa alla Hit Parade nel 1974. Si comincia con la vincitrice di “Canzonissima” Gigliola Cinquetti che canta Alle porte del sole, poi è il turno, per ben 14 settimane, di un’altra sigla televisiva, A blue shadow, pezzo strumentale di Berto Pisano, colonna sonora del giallo “Ho incontrato un’ombra”. All’inizio dell’estate, conquista per tre settimane il primo posto Drupi, secondo classificato a “Un disco per l’estate” con Piccola e fragile. Claudio Baglioni, vincitore del Festivalbar, è primo per 12 settimane con E tu. Riccardo Cocciante presenta al Cantagiro show la sua Bella senz’anima, canzone regina per sette settimane. Poi, cede il testimone ad Adriano Celentano, primo per tre settimane con Bellissima. Infine, Cochi e Renato, presentatori insieme a Raffaella Carrà e a Topo Gigio dell’ultima Canzonissima, balzano in vetta alla classifica per cinque settimane con E la vita la vita, sigla del popolare torneo canoro di fine anno.

1975: gli ultimi vincitori di Canzonissima Wess e Dori Ghezzi sono primi per otto settimane con Un corpo e un’anima. Poi, per una settimana, salgono al comando I Cugini di Campagna con Un’altra donna. A marzo, la musica italiana cede il posto a Barry White, primo per tre settimane con You are the first, the last, my everything. Domenico Modugno con la piccola Francesca Guadagno è primo per otto settimane con Piange il telefono, seguono Mal con il remake di Parlami d’amore Mariù (una settimana) e i Santo California con Tornerò (tre settimane). Il vincitore di “Un disco per l’estate” Federico Monti Arduini, in arte Il Guardiano del Faro, porta in vetta alla Hit Parade la sua Amore grande amore libero (pezzo solo strumentale eseguito al moog o sintetizzatore elettronico) per due settimane. Seguono Claudia Mori e Claudio Baglioni, rispettivamente con Buonasera dottore (tre settimane) e Sabato pomeriggio (dieci settimane).

E nell’autunno del 1975, la Hit Parade della RAI celebra il suo decennale (anche se era ancora nel nono anno di trasmissioni) con una rubrica in onda la domenica mattina sul Secondo Programma dal titolo “Dieci, ma non li dimostra”, condotta da Paolo Testa. Il nuovo programma ripercorre la storia dei dischi più venduti negli ultimi anni, e racconta i fatti di cronaca e costume per i quali le canzoni più note hanno costituito una sorta di colonna sonora.

Intanto, il mercato discografico registra nei primi mesi del 1975 una ripresa nelle vendite dei 45 giri (+ 20%). Ma sembra essere un canto del cigno. Negli anni successivi, tenderà ad affermarsi sempre di più il 33 giri, e per molto tempo ancora, i giovani registreranno direttamente dalle radio le loro canzoni preferite. Fino a quando, i computer e internet apriranno una nuova era per la musica.

Un’ultima informazione sui prezzi dei dischi nel periodo in cui si conclude la nostra storia della Hit Parade, ovvero l’autunno del 1975: i 45 giri costano 1200 lire, e i 33 giri dalle 5000 alle 5500.

Concludiamo la nota di questa settimana inviando un ultimo saluto a Nicola Arigliano, che ci ha lasciato pochi giorni fa. Era nato a Squinzano il 6 dicembre 1923, la sua carriera musicale inizia nel 1946 quando si fa notare al concorso “Il Paradiso dei dilettanti”. Il suo periodo migliore è quello che va dalla seconda metà degli anni Cinquanta ai primi Sessanta. A noi piace ricordarlo in ottima forma al Festival di Sanremo 2005, quando all’età di 81 anni, si esibì in una scatenata jam session con alcuni colleghi musicisti (tra i quali Franco Cerri) sulle note di On the sunny side of the street. In quell’occasione, la sua canzone Colpevole fu eliminata dalle finali, ma vinse il Premio della Critica. Ciao, Nicola, non ti dimenticheremo!

E a tutti gli amici di 45mania, i nostri migliori auguri di Buona Pasqua e una buona settimana a tutti!