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Archivio Editoriali - 2 Ottobre 2010
a cura di Fiorenzo Pampolini

CANZONI IN LAGUNA - La Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia 1970 - Seconda parte

Cari amici, torniamo dunque a parlare della sesta edizione della Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Si parlava sabato scorso di un cast di big particolarmente prestigioso, che raggruppa una serie di nomi italiani ed internazionali della musica leggera.

Tra i gruppi, da citare i Mungo Jerry, e la loro In the summertime, un pezzo che scala velocemente le classifiche di vendita. Peccato che i quattro ragazzi della band non siano in grado di ripetere dal vivo gli effetti raggiunti sul disco, perciò quando sono davanti alle telecamere devono ricorrere al play-back, come hanno fatto a Venezia. Eccoli dunque sul palco del Lido in quattro, senza l’elemento segreto, ovvero l’artefice degli effetti: Joe Rush e i suoi tipici strumenti campagnoli, il jug e il wash-board.

In questa edizione della Mostra, vanno annoverate due trascrizioni di brani classici. Johnny Dorelli ha presentato L’inno alla gioia, un estratto dal quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, mentre Al Bano è ricorso alla rielaborazione di una composizione di Chopin che è diventata Il suo volto, il suo sorriso.

La regina del fado, Amalia Rodriguez, abituata a lunghi recital, è rimasta disorientata dalla brevità del suo intervento veneziano, pur interpretando magistralmente la versione originale di La casa in via del Campo.

Un’affermazione personale ha conseguito la Patty Pravo stile Parigi, con il suo partner capellone Robert Charlebois, autore de La solitudine.

Particolare attenzione hanno avuto gli Aguaviva, una formazione vocale ancora poco nota in Italia, che hanno mutato in canzone una delle più amare poesie di Rafael Alberti, Poetas andaluces, lo stesso dal quale nel 1968, in occasione di “Canzonissima”, Sergio Endrigo attinse La colomba.

Ma ecco le tre canzoni che, alla lunga, risulteranno le più quotate. Come già si è detto, la rassegna di Venezia premia fra tutte le canzoni partecipanti, quella che, nei 12 mesi successivi, venderà il maggior numero di singoli. I conti si fanno dunque a settembre del 1971: Gianni Morandi ha venduto 180.549 copie di Al bar si muore, un motivo di Migliacci e Mattone che propone una riflessione sullo stato d’animo di chi tenta di ignorare per egoismo ciò che accade nel resto del mondo; all’inizio del pezzo, si sente la voce di uno speaker radiofonico che legge le notizie dei marines in Cambogia, del conflitto in Medio Oriente, di un processo in Grecia.

Massimo Ranieri ha venduto 183.100 copie di Sogno d’amore, mentre la Gondola d’Oro sarà assegnata a Ornella Vanoni per le vendite del suo 45 giri L’appuntamento (225.919 copie), versione italiana di un motivo brasiliano, Sentando a beira do caminho, tradotto da Bruno Lauzi.

I dati sul numero di copie vendute metteranno in luce una crisi del nostro amato disco a 45 giri. Si pensi infatti che soltanto due anni prima, il vincitore della rassegna Riccardo Del Turco aveva venduto circa 800.000 copie di Luglio, e nel 1970, Georges Moustaki ritira il premio per aver venduto 493.855 copie della sua canzone Lo straniero.

E veniamo ai giovani: i quattro finalisti sono i Computer, Donatello, il duo Maurizio e Fabrizio, e Fabio Trioli. Si aggiudica la “Gondola d’Argento”, con la canzone Malattia d’amore, il giovane Donatello, vero nome Giuliano Illiani, nato a Tortona nel 1947. Donatello si era già messo in luce all’ultimo Festival di Sanremo, dove aveva proposto insieme ai Dik Dik, Io mi fermo qui. Tra gli esclusi, da segnalare il giovane Claudio Baglioni, al quale avevano già decretato la stessa sorte le giurie del Disco per l’estate. A Venezia, si era presentato con Notte di Natale.

Tra gli altri eventi musicali del periodo, da citare “Una serata con Domenico Modugno”, in onda in TV domenica 27 settembre alle 21,15 sul Secondo Programma. Cantautore, attore e presentatore di sé stesso, Mimmo tiene la ribalta da solo per tutta la durata dello spettacolo. Si tratta della registrazione di un recital svoltosi qualche mese prima alla “Bussola” di Viareggio, nel corso del quale Modugno riuscì a intrattenere il pubblico con le sue canzoni, le sue battute, i ricordi legati alla lenta ascesa nel mondo della canzone italiana. Nello spettacolo, il cantante pugliese ripropone il suo nutrito repertorio musicale: ‘A donna riccia, Tu si na cosa grande, Selene, Vecchio frac, Meraviglioso, La gabbia, ed ovviamente la hit del momento La lontananza.

Intanto, negli studi televisivi di Milano e Roma fervono i preparativi per due importanti appuntamenti d’autunno. Dagli studi della Fiera di Milano, Mike Bongiorno e Sabina Ciuffini stanno per riprendere il “Rischiatutto”, che tra febbraio e giugno era andato in onda nella sua prima edizione dal Teatro delle Vittorie in Roma.

E proprio il leggendario Teatro delle Vittorie sta per varare una memorabile edizione di “Canzonissima”, affidata a Corrado e Raffaella Carrà. Ma di questo, inizieremo a parlare la prossima settimana, e con la rievocazione del popolare torneo canoro di fine anno, torneranno sul nostro sito anche i sondaggi che molto successo hanno avuto tra gli amici di 45mania. Come l’anno scorso, ogni settimana, vi daremo modo di votare per la vostra “Canzonissima” preferita, per confrontare così la classifica di oggi con quella di 40 anni fa.

Ed allora, non mancate all’appuntamento di sabato prossimo!

Buona settimana a tutti!