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Archivio Editoriali - 2 Aprile 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

EUROFESTIVAL 1976 E L'ULTIMO SALUTO A GIORGIO CALABRESE

Cari amici, il 3 aprile di 40 anni fa, al Congresgebouw dell’Aja, nei Paesi Bassi, si svolgeva la 21esima edizione dell’Eurovision Song Contest.

La serata viene trasmessa in diretta TV alle ore 21 con il commento fuori campo di Silvio Noto. La presentatrice è Corry Brokken, che aveva partecipato come cantante all’Eurofestival in alcune edizioni degli anni ’50, vincendo l’edizione 1957 con “Net als toen”.

In gara ci sono 18 Paesi, eccoli in ordine di classifica (dal primo all’ultimo): Regno Unito – Francia – Monaco – Svizzera – Austria – Israele – Italia – Belgio – Paesi Bassi – Irlanda - Finlandia – Portogallo – Grecia – Lussemburgo – Germania Ovest – Spagna – Norvegia - Jugoslavia.

Tra i 18 interpreti in gara, non ci sono nomi noti nel nostro Paese, tranne che ovviamente i rappresentanti dell’Italia, e Les Humphries Singers, che difendono i colori della Germania Ovest classificandosi al 15esimo posto.

Per la prima volta è possibile usare una base musicale preregistrata nel caso in cui l’orchestra non potesse riprodurre alcuni passaggi musicali.

Per l’Italia, sono in gara Al Bano e Romina Power, rispettivamente 32 e 26 anni, con “Noi lo rivivremo di nuovo”, un brano che gli stessi interpreti si sono costruiti su misura e che, per conquistare la platea internazionale della manifestazione trasmessa in eurovisione (e soprattutto le giurie), eseguiranno a dialogo, lui in italiano, lei in inglese (il titolo inglese è “We’ll live it all again”.

Negli anni precedenti all’Eurofestival partecipava per l’Italia il vincitore di “Canzonissima”. Ma, essendo stato abolito il concorso abbinato alla Lotteria Italia e terminando troppo tardi il Festival di Sanremo perché il vincitore potesse approntare un’altra canzone nuova per la serata dell’Aja, la televisione italiana ha deciso di ricorrere a “Un disco per l’estate” 1975.

Ed anche così le complicazioni non sono mancate. Nel giugno dell’anno prima, infatti, a Saint Vincent si affermò un esecutore strumentale, il Guardiano del Faro (Federico Monti Arduini)  con “Amore grande, amore libero”. Ma all’Eurofestival sono ammessi soltanto interpreti con voce. Non rimaneva allora che la coppia Al Bano e Romina, che al Disco per l’estate si erano classificati secondi con “Dialogo”.

Direttore d’orchestra per l’esibizione dell’Italia è Maurizio Fabrizio. La canzone si classifica al settimo posto con 69 punti.

Vince il Regno Unito con i Brotherood of Man che interpretano “Save your kisses for me”, totalizzando 164 punti.

Voltiamo pagina, e inviamo l’ultimo saluto ad un grande autore della musica italiana, Giorgio Calabrese, che ci ha lasciato il 31 marzo all’età di 86 anni. Era nato a Genova e aveva iniziato scrivendo per Umberto Bindi. Sono suoi i testi di “Arrivederci” del 1959, “Il nostro concerto” del 1960.

Nel 1959 aveva composto “I sing ammore” per Nicola Arigliano, ma uno dei suoi più grandi successi arriva da una sconfitta. Compone infatti, insieme al maestro Carlo Alberto Rossi, “ E se domani”, presentata a Sanremo 1964 da Fausto Cigliano e Gene Pitney.

Il pezzo passa inosservato e viene subito eliminato, ma quando qualche mese dopo viene inciso da Mina, si trasforma ben presto in un evergreen che ancora oggi tutti ricordano.

Si consolida così il legame artistico con la “tigre di Cremona”, e dal 1967 per diversi anni, condurranno insieme (anche con l’impresario di Mina, Elio Gigante) per diversi anni una fortunata trasmissione radiofonica domenicale dal titolo “Pomeriggio con Mina”.

La carriera di Giorgio Calabrese proseguirà con una serie di canzoni di successo soprattutto per Ornella Vanoni (“Domani è un altro giorno”, “Il tempo di impazzire”) ed altri. Sarà anche autore di alcuni programmi televisivi di grande ascolto come “Senza rete”, “Fantastico” e “Domenica in”.

Arrivederci, Giorgio.. e grazie per le tante belle canzoni che ci hai regalato.