testata
Archivio Editoriali - 19 Agosto 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

UNA VITA DI CANZONI. DIECI ANNI FA CI LASCIAVA IL NOTO PAROLIERE VITO PALLAVICINI

Cari amici, il 16 agosto di 10 anni fa, ci lasciava Vito Pallavicini. Il noto paroliere, autore di centinaia di canzoni di successo tra gli anni ’60 e ’70, era nato a Vigevano il 22 aprile 1924.

Inizia l’attività professionale come giornalista, e nel 1959 gli viene chiesto di scrivere il testo per una canzone. Nacque così “Amorevole”, portata al successo da Nicola Arigliano. E subito dopo, nello stesso anno, ecco “Ghiaccio bollente”, affidata alla voce dell’urlatore Tony Dallara.

Pallavicini continua a scrivere canzoni di successo, con la collaborazione dei musicisti Massara e Carlo Alberto Rossi. A Sanremo del 1961, porta “Le mille bolle blù”, cantata da Mina e Jenny Luna, e “Stanotte al Luna Park”, interpretata da Milva e Miriam Del Mare.

E’ ancora a Sanremo nel 1964 con “Come potrei dimenticarti”, affidata alla voce di Tony Dallara, mentre nello stesso nato scrive, insieme al maestro Gino Mescoli, uno dei più grandi successi estivi, “Amore scusami”, cantata da John Foster e terza classificata al neonato “Disco per l’estate”.

Nell’anno successivo, scrive il testo di una delle più belle canzoni di Pino Donaggio, “Io che non vivo”, in gara a Sanremo, e nella stessa rassegna è in gara con altre sei canzoni: “Amici miei” di Nicola Di Bari e Gene Pitney, “L’amore ha i tuoi occhi” di Bruno Filippini e Yukari Ito, “Aspetta domani” di Fred Bongusto e Kiki Dee, “Invece no”, di Betty Curtis e Petula Clark, “Prima o poi” di Remo Germani e Audrey, e “Cominciamo ad amarci” di John Foster e Joe Damiano.

Ed anche nel successivo 1966, i testi di altri sette brani sono firmati da lui: “Una casa in cima al mondo” di Pino Donaggio e Claudio Villa, “Così come viene” di Remo Germani e Les Surfs, “Nessuno di voi” di Milva e Richard Antony, “Parlami di te” di Edoardo Vianello e Françoise Hardy, “Dipendesse da me” di Luciana Turina e Gino, “Lei mi aspetta” di Nicola Di Bari e Gene Pitney, “Se questo ballo non finisse mai” di Paola Bertoni e John Foster.

Nel 1967, scrive con Massara il primo grande successo di Al Bano “Nel sole”, e proseguirà poi la collaborazione con il cantante di Cellino San Marco, firmando tra le altre “Pensando a te” vincitrice del Disco per l’estate 1969, e “Acqua di mare”, affidata a Romina Power e vincitrice della Serie Verde del Festivalbar 1969.

Nel 1968, collabora con Paolo Conte, alla stesura di grandi successi come “Azzurro” di Adriano Celentano, “Insieme a te non ci sto più” di Caterina Caselli, “Deborah” di Fausto Leali. E ancora insieme a Paolo Conte scrive per Enzo Jannacci nel 1970 il testo di “Messico e nuvole”.

E’ anche autore di cover, ovvero di traduzioni di grandi successi internazionali, tra i quali “Downtown” (in italiano “Ciao ciao”) per Petula Clark (1965), “The house of the rising sun” (“La casa del sole”) per Los Marcellos Ferial, “Tous les garçons et les filles” (“Quelli della mia età”) per Françoise Hardy.

Negli anni ’70, prosegue la sua carriera con molti altri successi come “L’ultimo romantico” (Pino Donaggio), “Non ti bastavo più” (Patty Pravo), “La filanda” (Milva), “Volo AZ 504” (Gli Albatros di Toto Cutugno).

Negli anni Ottanta e Novanta è ancora attivo pur in misura minore, e scrive anche alcune canzoni per bambini in gara allo Zecchino d’Oro.

Insomma, una lunga carriera, costellata di grandi successi, per un nome che resterà a pieno merito nella storia della canzone italiana, in particolare di quel periodo d’oro che comprende gli anni ’60 e ’70.