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Archivio Editoriali - 19 Marzo 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 1976: CANTANTI E CLASSIFICHE... ED IL 15 MARZO NASCE LA NUOVA RAI.

Cari amici, scioperi, trasferimenti e Gran Premio Eurovisivo sono gli argomenti all’ordine del giorno dietro le quinte della canzone tra febbraio e marzo del 1976.

Gli scioperi a singhiozzo verificatisi durante le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti dell’industria discografica hanno provocato notevoli ritardi nella realizzazione e nella stampa dei dischi sanremesi.

Per quanto riguarda i trasferimenti, il complesso dei Dik Dik è passato dalla Ricordi alla Ri.Fi, mentre Mia Martini è tornata alla RCA (con la quale era in causa) e adesso inciderà per l’etichetta “Come il vento” che ha come caposquadra Dario Baldan Bembo.

Se da una parte la rentrée della Martini ha risolto la vecchia vertenza con la RCA, ne ha però aperto una più complessa con la Ricordi che aveva ultimamente in forza la cantante calabrese (la Martini ha rotto il contratto con 3 anni di anticipo). Tanto è vero che il Tribunale di Milano ha recentemente concesso alla Ricordi l’autorizzazione per un sequestro cautelativo sui beni della Martini di 200 milioni, avendo la casa discografica milanese lamentato, per la rottura del contratto un danno di circa un miliardo.

Patty Pravo, dal canto suo, ha lasciato la RCA alla quale, si dice, per rinnovare il contratto aveva chiesto (per cinque anni) duecento milioni garantiti sulla percentuale discografica di sua competenza oppure tre milioni al mese oltre alle percentuali. Cifra ritenuta dalla RCA eccessiva per un mercato come quello italiano, dove non ci sono cantanti alla Elton John, che vendono cioè 40 milioni di dischi all’anno.

Tuttavia, sembra che l’interprete veneziana abbia trovato a Milano una casa disposta ad accettarla, la Ricordi, ma non si conoscono le condizioni.

Tra i disoccupati invece c’è anche Claudio Villa, il quale, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la CBS, contava di essere ammesso al Festival di Sanremo per trovare un’altra casa discografica disposta ad ingaggiarlo.

Intanto, in campo internazionale, fervono i preparativi per l’Eurofestival 1976, in programma a L’Aja il 2 aprile. L’Italia sarà rappresentata da Al Bano e Romina Power. Ne parleremo nelle prossime settimane.

La Hit Parade del 18 marzo 1976, presentata da Lelio Luttazzi, vede in ottava posizione “Un angelo” dei Santo California. Al settimo e sesto posto, troviamo due cover di vecchie canzoni, rispettivamente “Come pioveva” (1918) di Armando Gill nella nuova versione dei Beans, e “Tu ca nun chiagne” (1915) di Bovio e De Curtis, rivisitata dal Giardino dei Semplici.

Al quinto posto gli Abba con SOS, al quarto “Fly Robin fly” dei Silver Convenction. Terzo posto per “La tartaruga”, una canzone per bambini, interpretata da Bruno Lauzi, che era stata la sigla del programma televisivo condotto da Pippo Baudo “Un colpo di fortuna” sostitutivo di Canzonissima.

Secondo posto per il nuovo singolo di Lucio Battisti “Ancora tu”, dall’album “La batteria e il contrabbasso”, in salita verso la prima posizione dove arriverà entro la fine del mese. Ma in vetta alla classifica c’è ancora la sigla dello sceneggiato televisivo “Sandokan”, andato in onda in sei puntate tra gennaio e febbraio, protagonista Kabir Bedi. Ne sono interpreti gli stessi autori, i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, con il nome di Oliver Onions.

Il 15 marzo 1976 entra in vigore la riforma della RAI: da un Telegiornale a testata unica per le due reti, nascono il TG 1 e il TG 2, alla radio il Giornale Radio si scinde in GR1, GR2 e GR3. Ed anche ogni rete, sia radiofonica che televisiva, assume una propria autonomia. Inizia così una nuova era che, nata con l’obiettivo di garantire maggiore pluralità di informazione, costituisce in realtà una esasperazione della presenza politica all’interno dell’azienda. Ne faranno le spese soprattutto gli ascoltatori della radio, per la quale finisce un lungo periodo di trasmissioni di grande successo, e ne inizia un altro nel quale l’etere viene invasa da fiumi di parole. Per fortuna proprio in quel periodo nascevano come funghi le radio libere presso le quali troveranno rifugio moltissimi ascoltatori di Radio Rai orfani delle loro trasmissioni preferite.